sabato 30 maggio 2009

Canne di scarsa qualità

Daniele Capezzone, il pupillo ripudiato di Marco Pannella divenuto portavoce del Pdl, amava Berlusconi sin da giovane? Non proprio. Alcuni esempi? Il 29 ottobre 2005 tuonava: "Silvio Berlusconi è entrato in politica con 5 mila miliardi di lire di debiti e con le banche che tentavano di strozzarlo". Il 1 marzo 2006, ascoltando il discorso del Cavaliere al congresso Usa, lo sfotteva per il pessimo inglese accostandolo a "Totò e Peppino a Milano col colbacco". Il 19 marzo lo chiamava "lo sciancato di Arcore".
Il 4 aprile, dopo che Berlusconi, in campagna contro Prodi, aveva definito "coglioni la maggioranza degli italiani", dichiarava: "Mi sorge il dubbio che si sia fatto una canna. Ma forse una canna normale non avrebbe prodotto effetti simili: e allora che gli ha dato il pusher per fargli dire una cosa del genere?". Nel maggio 2008 Capezzon cortese divenne portavoce di Forza Italia, poi del Pdl. Questi e altri preziosi ricordi nel libro di Mario Portanova 'Dichiarazia', Bur Rizzoli, in uscita il 3 giugno. (DAGOSPIA)

Poi Berlusconi ha offerto una canna a Capezzone e lui continua a subirne gli effetti.

Il principe del foro

ROMA - Niccolò Ghedini, deputato Pdl e avvocato di Silvio Berlusconi, annuncia querela nei confronti del sito di pettegolezzi Dagospia. «Le insinuazioni in merito alle asserite indagini in relazione alle dichiarazioni di Veronica Lario, se non fossero diffamatorie, sarebbero risibili», afferma Ghedini. «A parte la non veridicità riguardante i rapporti con le minorenni, è ovvio che non è neppure ipotizzabile un qualsiasi titolo di reato nei fatti così come sono stati narrati. Si tratta dell'ennesimo diffamatorio tentativo pre-elettorale di delegittimare il presidente Berlusconi», contro il quale «saranno esperite tutte le azioni giudiziarie del caso».
«NOTITIA CRIMINIS» - Ghedini si riferisce alla notizia pubblicata venerdì sul Dagospia, secondo la quale una procura della Repubblica avrebbe acquisito l'affermazione di Veronica Lario che il marito «frequenta minorenni». Secondo quanto scrive il sito, la dichiarazione della moglie di Berlusconi «verrebbe considerata come vera e propria notitia criminis». Ne seguirebbe l'atto dovuto dell'apertura di indagini il quale, a suo volta «potrebbe portare a un avviso di garanzia anche prima delle elezioni europee».

REPLICA - Per Dagospia replica Roberto D'Agostino: «Nessun intento malevolo, solo un'indiscrezione raccolta e riportata con tutte le cautele del caso, con il condizionale». D'Agostino fa anche notare che la notizia è pubblicata «insieme con le dichiarazioni di Berlusconi sui giudici eversivi e sui tentativi di ribaltare il verdetto del voto». (CORRIERE DELLA SERA)

Periodo di duro lavoro per l’avvocato Niccolò “MaVa Là, Va Là”Ghedini, legale di Berlusconi, che sarà costretto a tradire i suoi elettori perché impegnato prossimamente nelle aule di tribunale. Querela all’ex fidanzato di Noemi “PAPI” Letizia, querela all’Espresso, querela a Dagospia, in compenso parcelle molto ma molto sostanziose.

La saggezza di papà

"Mio padre diceva una cosa santa, se uno nasce con la voglia o il piacere di fare male ha tre possibilità: fare il delinquente, il pm o il dentista. (SILVIO BERLUSCONI)

Dunque, il premier non è un pm e nemmeno un dentista……..!!!!



venerdì 29 maggio 2009

I Mille di La Russa


Militari nelle città per altri sei mesi. Ignazio La Russa, ministro della Difesa, e Roberto Maroni, ministro dell’Interno, hanno deciso: l’impiego delle Forze armate per il controllo del territorio proseguirà. Il contingente aumenterà di mille uomini portando quindi a quattromila il totale dei soldati da schierare lungo la Penisola. «Puntiamo a mantenere fermo il costo di 30 milioni semestrali», ha spiegato La Russa, che ha tracciato un bilancio positivo dell’esperienza: «Gli episodi di criminalità sono scesi del 40%».La discussione, avviata oggi a Palazzo Chigi, si concluderà nel prossimo Consiglio dei ministri con l’emanazione di un decreto. «La mia proposta è che i mille militari in più vengano usati per le pattuglie serali e a piedi», ha spiegato il ministro della Difesa. (LIBERO)


Il Governo continua astutamente a condizionare il popolo seminando un clima di paura, quando invece basterebbe fornire alle forze dell’ordine i fondi per rimettere sulle strade auto munite di benzina, poliziotti che poi non vedano rimessi in libertà o agli arresti domiciliari, ladri, stupratori, ecc..

Lauree elettorali

«Mio figlio era uno studente universitario ed è morto sotto le macerie, cosa c’entra questo con la campagna elettorale?», si ribella Paolo Colonna all’idea della cerimonia già apparecchiata per domani mattina. Quando il presidente del Consiglio sarà per l’ennesima volta a l’Aquila per consegnare alle famiglie degli studenti morti sotto le macerie una laurea honoris causa. Quella onorificenza il signor Paolo Colonna non la vuole. E tanto meno la vorrebbe dalle mani del presidente del Consiglio. «Cosa c’entra? Stanno utilizzando i nostri figli a scopi elettoralistici. Non posso accettarlo. Stiamo parlando di ragazzi di vent’anni morti perché facevano il loro dovere di studenti. Come si fa a utilizzarli per prendere qualche voto in più?», ripete con rabbia il signor Paolo Colonna. Tanto più ora che ha saputo che a quella cerimonia parteciperà anche Berlusconi. Nessuno glielo aveva detto. All’invito del rettore lui e le famiglie di altri sette studenti morti nel terremoto avevano già risposto di no. Il perché lo spiegano in una lettera aperta firmata con i nomi dei loro figli. «Quella laurea - scrivono - è solo un blando tentativo di chiudere una tragica parentesi che ha sconvolto la nostra esistenza».«I nostri figli sono morti perché facevano il loro dovere di studenti, ma il proprio dovere qualcuno non l’ha fatto», denuncia il signor Colonna. È per tutte queste ragioni che ora Paolo e gli altri genitori dei ragazzi morti sotto le macerie come suo figlio non vogliono quella laurea honoris causa. Tanto più ora che hanno saputo che, a una settimana dalle elezioni europee, sarà il presidente del Consiglio a consegnarla personalmente. «Vuol dire che moralmente abbiamo proprio toccato il fondo e io non ci sto», dice Paolo, che, se riuscirà, proverà domani con le altre famiglie "ribelli" a intervenire per spiegare le sue ragioni anche durante la cerimonia. «So già che non mi faranno entrare, ma, se ci saranno anche gli altri, ci proverò lo stesso». (L’UNITA’)

Qualcuno comincia a capire che la sciagura abruzzese è stata una tombola per il premier, e non è finita qui !

giovedì 28 maggio 2009

Fareste educare i vostri figli da Berlusconi ?

Commovente arringa difensiva del Ministro Bondi a favore di Berlusconi nella scorsa puntata di Ballarò. Un dato al momento è certo, effettivamente non sappiamo che tipo di rapporto intercorreva tra il premier, la ragazzina e la sua famiglia, quindi ogni giudizio resta sospeso. Giudizio che invece frettolosamente Franceschini ha espresso chiedendo agli italiani se lascerebbero educare i propri figli da Berlusconi, salvo poi dichiarare di essere stato frainteso. Affermazione infelice e un po’ carognetta senza ancora uno straccio di prova che avallasse la domanda. Si possono fare tante supposizioni, anche scherzarci su, ma non credo che allo stato attuale i fatti giustichino tale interrogativo.

Il segugio Belpietro


La scoopite di Repubblica stavolta rischia di aver provocato una intossicazione. A Ballarò Maurizio Belpietro ha raccontato un fatto che potrebbe sgonfiare l’inchiesta del giornale di Carlo De Benedetti e minare l’operazione verità. Nel casellario giudiziario di Napoli - dice Belpietro - c’è un signore di nome Gino Flaminio condannato per rapina e che secondo le forze dell’ordine avrebbe cattive frequentazioni. Poiché c’è anche una coincidenza anagrafica - continua il direttore di Panorama rivolgendosi ad Ezio Mauro, anch’egli in studio- è possibile che si tratti dello stesso Gino Flaminio, ex fidanzato di Noemi, intervistato da Repubblica? A precisa domanda, Ezio Mauro non risponde. Si limita a dire: non abbiamo pagato nessuno. Parla dell’importanza della testimonianza, ma sul tema non dà una risposta. E se il racconto di Gino Flaminio fosse una sòla, come dicono a Roma? Se fosse un bluff? La “bomba” buttata lì da Belpietro (che si conferma ottimo segugio di notizie) necessita a questo punto una risposta perché cambierebbe la prospettiva della vicenda Noemi. (LIBERO)

Confesso la mia antipatia per Maurizio Belpietro, primo perché non ho mai condiviso una sua opinione, vere slinguate al suo datore di lavoro (leggi premier), secondo per quel sorriso ebete da primo della classe sfoggiato ogni qual volta lo si vede in tv. Adesso lo scopriamo anche segugio ! Bene, ci ha rivelato un precedente penale dell’ex fidanzato di Noemi Letizia, e allora ? Se il ragazzo ha mentito per protagonismo lo dimostrerà forse la magistratura, vista la querela da parte della famiglia Letizia, e quindi ? Cosa vuole dimostrare Belpietro ? Che il ragazzo è un poco di buono ? Forse si. Ma forse in questo caso invece dice la verità. Sicuramente il buon segugio non può ergersi a novello Tenente Colombo dimenticando chi sta difendendo, infatti non mi risulta che il premier non abbia qualcosa da giustificare del suo passato e presente.

mercoledì 27 maggio 2009

Il logo fantasma

Un logo che appare e scompare. Immagini televisive che nascono in un modo e si trasformano in un altro. Con il simbolo del Pdl che campeggia accanto al premier. Il tutto in piena campagna elettorale. Nella serata di ieri, Tg1 e Tg3 trasmettono due interviste a Berlusconi. Una data alla Cnn e l'altra all'emittente sarda Videolina, vicina al centrodestra. Nelle immagini mandate in onda accanto al Cavaliere che parla, appare il logo elettorale del Pdl, con la scritta Berlusconi presidente.
La prima segnalazione arriva da Andrea Atzori che sul suo blog avverte dell'anomalia. Poi viene rilanciata dal senatore dell'Idv, Pancho Pardi: "Da indiscrezioni risulterebbe che le immagini mandate in onda dalla Rai, senza alcun vaglio, siano opera di una emittente locale sarda, Videolina, di proprietà di casa Berlusconi. Questo grandioso spot elettorale deve essere chiarito al più presto: mi rivolgo quindi al presidente Zavoli e ai direttori delle testate giornalistiche per avere chiarimenti immediati sull'accaduto. Mi riservo infine un'interrogazione urgente al ministro competente". In effetti, a guardare i filmati, il logo con la scritta "Berlusconi presidente" fa bella mostra a fianco del premier. Un inserimento completato anche dall'ombra del simbolo sulle tende che fanno da sfondo. In pratica a viale Mazzini avrebbero preso le immagini di Videolina (dove il logo c'era) e le avrebbero mandate in onda senza controllarle. Cosa che in piena campagna elettorale non può non suscitare polemiche e interrogativi. (REPUBBLICA)

Ero all’oscuro che l’emittente sarda Videolina fosse di proprietà del premier, quindi era d’uopo la marchetta a favore del cavaliere. Figura da peracottari per i direttori del Tg 1 e Tg 3 o tutto calcolato ?

Andrea Atzori ideatore e curatore di Fuorionda Tv, un web channel television, mi ha scritto precisando che Videolina non è di proprietà del premier. Lo ringrazio e mi complimento con lui per l'ottimo blog, non è vero che fà schifo. (www.andreaatzori.blogspot.com)

Grillo 168 (www.beppegrillo.it)

martedì 26 maggio 2009

La notizia si commenta da sola

CORRIERE DELLA SERA

Berlusconi come Chavez

I siti internet di Repubblica e del Corriere della Sera hanno aperto la loro edizione domenicale con una notizia uguale: l’intervista di Silvio Berlusconi a una radio commerciale in cui rilancia la sua idea di una legge di iniziativa popolare che ridurre il numero dei parlamentari e aumentare i poteri del primo ministro. Un po’ è per polemica col suo vice politico Gianfranco Fini, un po’ però ci crede davvero.
Leggendo l’intervista nel contesto di una serie di altre dichiarazioni molto aggressive nei confronti di giornali e magistratura vengono i brividi e viene anche da pensare a un paese dell’America Latina dove Berlusconi potrebbe avere trovato un modello: il Venezuela di Hugo Chavez. Chavez, non dimentichiamolo, è un dittatore di matrice comunista che basa il suo potere su un rapporto diretto e quasi viscerale col popolo.
Il paragone è impressionante. (BLIZ Quotidiano)

Non per auto celebrarci, ma nel post del 17/2/09 dal titolo “Politici eterni”, il Blog dell’Opinione, all’indomani della vittoria in Venezuela di Chavez, aveva avanzato una possibile emulazione da parte del nostro premier.

lunedì 25 maggio 2009

Lettera al Cavaliere

La notte per una sana pausa di riflessione dopo frettolose riunioni stile carboneria e poi questa mattina il Giornale della sua Reale Casa è partito all’attacco di Repubblica, dopo l’intervista all’ex fidanzato di Noemi “papi” Letizia. L’insulso direttore Mario Giordano si è caricato l’onere di prendere in giro Franceschini e il Pd definito Pettegolezzi Democratici, Stefano Filippi si è affrettato ad informare i sudditi che Repubblica usa l’ex fidanzato della ragazzina per infangarla. Intanto si da ampio risalto all’intervista che lei ha rilasciata alla CNN nella quale è evidente solo l’attacco ai magistrati di Milano, alla sinistra, e slinguate al presidente Obama. Risposte nessuna ! Riferirò, dirò, gli italiani sono con me e lo saranno sempre di più ! Intanto parli per una fascia di compatrioti egregio Presidente del Consiglio, io non sono dalla sua parte, anzi la schifo, e non perché una sciacquetta fino a pochi giorni fa minorenne la chiama papi, ma per le porcherie che ci ha propinato in tutti questi anni. Ma restando per un attimo al caso Noemi le ricordo che non ha ancora risposto alle dieci domande di Repubblica, e qualora non se ne fosse accorto, legga la stampa estera. Inglesi, francesi, tedeschi, spagnoli e anche arabi le chiedono di rispondere alle fatidiche dieci domande, quindi come vede Repubblica non è sola !
I suoi sodali sdegnati azzannano gli avversari che non hanno argomentazioni politiche per poterla attaccare, e quindi cavalcano l’onda del pettegolezzo. E’ giusto……se fossimo in un paese normale e democratico, ma allo stato le cose sono ben diverse. Con lei e i suoi servi non si può argomentare di politica, quella è un’altra cosa, è una passione sincera, uno slancio di entusiasmo per rendere uno stato, una comunità, libera, con diritti e doveri e la legge è uguale per tutti e non dove quattro persone debbano restare impunite se commettono reati. Lei ha imbastardito tutto, dove mette le mani scorre liquame. Quindi di quale politica vuole opinare ? Lei non fa politica, la usa e come si dice dalle mie parti, si “para il culo”. E’ giusto invece attaccarla personalmente, continuare a diffondere al mondo intero la sua pochezza…….e mi fermo qui per evitare una facile querela. Le chiedo scusa ma purtroppo non posso avvalermi del Lodo Alfano…..io, e non posso pagare parcelle a un qualunque avvocato Niccolò “ma va là, va là” Ghedini, e non ho presso la mia corte dei “bravi” di manzoniana memoria, servi con la testa costantemente china pronti a difendermi, che nel suo caso chiamerei “i capezzoni”. Estendendole sempre i sentimenti del mio disprezzo, la saluto.

Passaparola di Marco Travaglio (dal Blog www.beppegrillo.it)

Il papà di Noemi querela

ROMA - Il signor Benedetto Elio Letizia, padre di Noemi, annuncia, in un comunicato dettato all'ANSA dal suo legale, l'avvocato Giulio Costanzo, la decisione di querelare il quotidiano la Repubblica e l'ex fidanzato della figlia Gino Flaminio. La Repubblica ha oggi pubblicato un'intervista al Flaminio, nella quale il giovane dà la sua versione di come il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha conosciuto Noemi, il cui nome é venuto alla ribalta dopo che il premier partecipò, a fine aprile, alla sua festa dei 18 anni in un locale di Casoria. Secondo il Letizia, "il racconto reso dal signor Flaminio, apparso oggi sul quotidiano la Repubblica e relativo a mia figlia Noemi, è gravemente diffamatorio, perché le attribuisce cose mai fatte né dette né pensate". Il Letizia prosegue: "Ciò che si legge è un nuovo momento di mera notorietà che il quotidiano la Repubblica, strumentalizzando, ha voluto concedere al signor Flaminio, a danno nuovamente dell'immagine di mia figlia Noemi". "Ovvio -conclude Letizia- che il signor Flaminio, nonché il quotidiano la Repubblica, dovranno rispondere di tutto in tribunale. Abbiamo già chiesto, infatti, ai nostri legali di redigere e sporgere querela. Naturalmente saranno chiamati a rispondere anche tutti coloro che dovessero riprendere in tutto o in parte questa incredibile narrazione". (ANSA)


Dopo aver letto l’intervista di Repubblica all’ex fidanzato di Noemi e se quanto affermato risponde a verità, il premier ha costantemente mentito in tutta questa vicenda. Ripetiamo, se è tutto vero, di Berlusconi risulta il ritratto di un vecchio malato pronto ad irretire ragazze minorenni.

sabato 23 maggio 2009

Bocciata in orale

Pornostar tenta il record mondiale di sesso orale con 200 uomini,ma sviene al settantacinquesimo. Il PDL, dopo aver fatto sapere che la giovane non era nella lista delle candidate alle europee, ha prontamente ribadito: "Non ci avvaliamo di principianti prive della benché minima resistenza!". (www.vukicblog.blogspot.com)


Non è vero che ero il settantaseiesimo !!!

Squilibrio informativo ??? Ma no !!


ROMA - Constatato il "perdurante squilibrio informativo tra tutte le liste che si sono presentate alle elezioni e una sovraesposizione del Governo", l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni "ha adottato un atto di diffida generale nei confronti di tutte le emittenti affinché procedano all'immediato riequilibrio". la decisione è stata presa dalla Commissione Servizi e Prodotti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduta da Corrado Calabrò, alla luce dei dati sul monitoraggio dell'ultimo periodo. Inoltre l'Agcom, ha esaminato gli esposti pervenuti dalle liste Pannella, Italia dei Valori-Di Pietro, La Destra-MPA, Sinistra e Libertà, Partito comunista dei lavoratori, ordinando specifici riequilibri laddove necessario. "E' stata comminata, a maggioranza, all'emittente Rete 4, una sanzione di 180 mila euro per l'inosservanza dell'ordine di riequilibrio impartito dall'Agcom il 14 maggio scorso". L'Autorità, infine, ricorda che dalla mezzanotte di oggi è vietato rendere pubblici o comunque diffondere i risultati dei sondaggi sull'esito delle elezioni europee ed amministrative, anche se tali sondaggi sono stati effettuati in un periodo precedente. (ANSA)


Tralasciamo l’irrisoria multa che il premier tranquillamente coprirà, non ci voleva certamente un mago per scoprire che per 365 giorni Rete 4 con il suo show giornalistico esalta le gesta del padrone.

venerdì 22 maggio 2009

Il Presidente Napolitano risponde alle cinque domande di Beppe Grillo

In un Paese in cui nessuno risponde alle domande. In un Paese in cui non si fanno neppure le domande. Ad esempio perché un corruttore è presidente del Consiglio o perché gli industriali lo applaudono invece di cacciarlo a calci nel culo. In un Paese così uno che risponde va sempre apprezzato. In particolare se è il Presidente della Repubblica e se chi riceve la risposta è un comune cittadino. Vi confesso un segreto. Per capire la "Lettera del Consigliere per la Stampa e la Comunicazione" della Presidenza della Repubblica ho consultato i miei legali che stanno ancora studiando le carte.Napolitano risponde con un linguaggio notarile alle mie cinque domande comprensibili anche dalla casalinga di Voghera: "1. Perché ha firmato il Lodo Alfano che consente l'impunità a Silvio Berlusconi nel processo Mills? 2.Perché non si è auto escluso dal Lodo Alfano dato che non risultano reati a Lei imputati? 3.Perché ha firmato il Lodo Alfano in un solo giorno quando invece poteva rimandarlo alle Camere? 4.Perché ha firmato il Lodo Alfano senza consultare la Corte Costituzionale per un parere preventivo? 5.Perché ha firmato il Lodo Alfano sapendo che in precedenza era stato bocciato dalla Corte Costituzionale il Lodo Schifani che del Lodo Alfano è una fotocopia?"La risposta del Notaio della Repubblica è la seguente:"punto di riferimento per la decisione del Capo dello Stato è stata la sentenza n.24 del 2004 con cui la Corte costituzionale dichiarò l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge n. 140 del 20 giugno 2003 che prevedeva la sospensione dei processi che investissero le alte cariche dello Stato". il disegno di legge approvato il 27 giugno dal Consiglio dei ministri “è risultato corrispondere ai rilievi formulati in quella sentenza”, poiché “la Corte non sancì che la norma di sospensione di quei processi dovesse essere adottata con legge costituzionale” e, inoltre, “giudicò ‘un interesse apprezzabile’ la tutela del bene costituito dalla ‘assicurazione del sereno svolgimento delle rilevanti funzioni che ineriscono a quelle cariche’, rilevando che tale interesse ‘può essere tutelato in armonia con i princìpi fondamentali dello Stato di diritto, rispetto al cui migliore assetto la protezione è strumentale’, e stabilendo a tal fine alcune essenziali condizioni. La sussistenza di tali condizioni, quindi, ha costituito la bussola esclusiva del Capo dello Stato..."In sostanza, ma non garantisco di aver compreso la risposta, Napolitano afferma che il Lodo Alfano è costituzionale. Una legge che pone quattro cittadini al di sopra della legge è compatibile con l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge sancita dalla Costituzione. Una legge non presente in nessuna parte del mondo e che rende impunito Schifani se strozza la moglie o lo psiconano se corrompe i testimoni.Presidente Napolitano, apprezzo il fatto che mi abbia onorato di una risposta. Apprezzo meno che Lei non parli con il linguaggio dei cittadini italiani, ma con il linguaggio della Casta. Apprezzo ancora meno che Lei non si sia autoescluso dal Lodo Alfano. Sandro Pertini lo avrebbe fatto. Perché Lei no? A quale "bussola esclusiva" si è rivolto per motivare la sua impunità?Leggi la risposta del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alle Cinque Domande sul Lodo Alfano. (www.beppegrillo.it)

Dalla Spagna per Papi



Arrivano anche dalla Catalogna le aspiranti veline per incontrare Silvio Berlusconi: all’assemblea della Confindustria già prima dell’arrivo del premier non era passata inosservata Mariona, attrice 26enne di Barcellona, che quando Berlusconi arriva all’Auditorium della musica si scatena: «Silvio, Silvio! Dos besos, dos besos te quiero...». Ma il premier tira dritto e delude la fan catalana. I giornalisti chiedono a Mariona perché questa passione per il presidente del Consiglio italiano: «Sono qui in vacanza e quando ho saputo che sarebbe venuto qui Berlusconi ho voluto vederlo. E magari mi farà lavorare in televisione». I cronisti chiedono se avesse saputo della vicenda di Noemi Letizia e se invidiasse la 18enne di Casoria. Risposta secca: «No, non la invidio... Io sono meglio di Noemi, no?». (LA STAMPA)


Anche all’estero hanno capito quale sia la vera attività del nostro premier. Lele Mora e Fabrizio Corona a Berlusconi gli fanno una “pippa”.

giovedì 21 maggio 2009

Cinque domande per Napolitano

Il Presidente della Repubblica rappresenta tutti gli italiani. E' la più alta carica dello Stato. Chi la presiede è Giorgio Napolitano. Da cittadino desidero porgli cinque domande. Napolitano la prego di rispondere. La Repubblica Italiana è al collasso economico e politico. Lei è il garante della Repubblica. Se non se la sente di fornire delle spiegazioni per motivi a me sconosciuti si dimetta. Il suo gesto sarà apprezzato.

PRIMA DOMANDA:
Perché ha firmato il Lodo Alfano che consente l'impunità a Silvio Berlusconi nel processo Mills?
SECONDA DOMANDA:
Perché non si è auto escluso dal Lodo Alfano dato che non risultano reati a Lei imputati?
TERZA DOMANDA:
Perché ha firmato il Lodo Alfano in un solo giorno quando invece poteva rimandarlo alle Camere?
QUARTA DOMANDA:
Perché ha firmato il Lodo Alfano senza consultare la Corte Costituzionale per un parere preventivo?
QUINTA DOMANDA:
Perché ha firmato il Lodo Alfano sapendo che in precedenza era stato bocciato dalla Corte Costituzionale il Lodo Schifani che del Lodo Alfano è una fotocopia? (www.beppegrillo.it)


Forse il Presidente ha qualche scheletro nell'armadio, tante volte uscisse fuori qualche vecchio dossier del KGB ? (Presidente sto scherzando...........mica tanto......)

mercoledì 20 maggio 2009

Servi al lavoro

Dopo la sentenza Mills che ha dichiarato chi è il corruttore e chi il corrotto, i servi del padrone non si sono fatti attendere. Prima in televisione con i soliti Cicchitto, Bonaiuti, l’avvocato “ma va là, va là “ Ghedini e il pietoso Capezzone, poi il Giornale della Reale Casa con Granzotto, Facci e compagnia bella e per ultimo le reti del cavaliere che addirittura capovolgono la verità, ascoltare e vedere per credere.

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Grillo 168 (www.beppegrillo.it)

martedì 19 maggio 2009

Si dice il corrotto ma non il corruttore

La prima dichiarazione a caldo dell'avvocato Ghedini, legale di Berlusconi.


“Beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno”. Lo dice Gesù all’apostolo Tommaso, che ha dovuto infilare la mano nella piaga del costato per credere nella resurrezione. Il processo Berlusconi-Mills (noto a tutti, grazie a un’informazione serva, soltanto come il “processo Mills”: si diceva il corrotto, ma non il corruttore) non ha nulla di spirituale né di trascendente. E’ una sporca storia di corruzione, il paradigma del modus operandi di Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana. Un grande corruttore che ha sempre comprato tutto e tutti, avendo sempre avuto la fortuna di incontrare gente comprabile.

lI suo gruppo comprava la Guardia di Finanza perché chiudesse gli occhi sui libri contabili taroccati. Comprava politici, da Craxi in giù, in cambio di leggi à la carte. Comprava giudici, da Vittorio Metta in giù, per vincere cause civili perdute in partenza, come quella che scippò la Mondadori a De Benedetti per dirottarla nelle mani del Cavaliere. Pagava persino la mafia, per motivi facilmente immaginabili. Per sapere tutto questo non era necessario attendere la sentenza di ieri: bastavano tutte le altre, emesse negli ultimi 15 anni nella beata indifferenza della quasi totalità della stampa e della totalità della televisione, per non parlare della cosiddetta opposizione.

Ora il Tribunale di Milano ci informa che il Cavaliere comprò con 600 mila dollari anche un falso testimone, il suo ex consulente inglese David Mackenzie Mills (che gli aveva costruito un sistema di 64 società occulte, nei paradisi fiscali), per garantirsi “l’impunità e i profitti” nei processi Guardia di Finanza e All Iberian. Il tutto nel 1998-99, quando era già travestito da politico, aveva già guidato un governo e si accingeva a guidarne altri due. Ma anche questo si sapeva da anni. O meglio: lo sapeva chiunque avesse dato un’occhiata alle carte del processo o ne fosse stato informato. La sentenza doveva semplicemente sanzionare penalmente una condotta già assodata. Perché uno dei due protagonisti, David Mills, aveva confessato tutto al suo commercialista Bob Drennan, in una lettera che pensava sarebbe rimasta top secret: “… la mia testimonianza (non ho mentito ma ho superato curve pericolose, per dirla in modo delicato) aveva tenuto Mr B. fuori da un mare di guai nei quali l’avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo… Nel 1999 mi fu detto che avrei ricevuto dei soldi… 600 mila dollari furono messi in un hedge fund… a mia disposizione…”.

Purtroppo per lui (e per “Mr B.”), Drennan lo denunciò al fisco inglese, così la lettera finì sul tavolo dei pm milanesi. Interrogato a botta calda, Mills confessò a verbale che era tutto vero, salvo poi ritrattare con una tragicomica e incredibile retromarcia. La sentenza di ieri aggiunge la sanzione a ciò che chi voleva o poteva sapere già sapeva: il nostro presidente del Consiglio è, per l’ennesima volta, un corruttore, per giunta impunito per legge. Ha comprato un testimone in cambio di una falsa testimonianza. Un reato commesso per occultarne altri, a loro volta commessi per nasconderne altri ancora. Ora che è di nuovo al governo, per garantirsi l’impunità non ha più bisogno di corrompere nessuno: gli basta violare la Costituzione con leggi come la Alfano, approvata e promulgata nell’indifferenza di chi avrebbe dovuto contrastarla e respingerla. La stessa indifferenza, salvo rare eccezioni, ieri ha accolto un verdetto che in qualunque altro paese avrebbe portato su due piedi all’impeachment. Lo stesso silenzio di Mills. Che però, almeno, si faceva pagare bene. (www.voglioscendere.ilcannocchiale.it)

Assenteisti

ROMA - Tra i membri del parlamento europeo, i rappresentanti italiani sono i più pagati ma anche i più assenteisti. E' quanto sostiene una ricerca condotta dalla London School of Economics (Lse) e pubblicata oggi dal Times nella sua versione online. Secondo lo studio, ognuno degli attuali 78 eurodeputati italiani (saranno 72 dopo le elezioni europee del prossimo giugno) guadagna 134.291 euro all'anno e sono così i meglio pagati tra tutti i rappresentati espressi dai 27 paesi membri dell'Ue. Gli italiani risultano tuttavia ultimi in classifica per presenze: alle sessioni dell'assemblea a Bruxelles e Strasburgo hanno partecipato in media al 72% delle sedute negli ultimi cinque anni, marcando un distacco di oltre 20 punti dai primi della lista, gli austriaci, che nel quinquennio che sta per concludersi hanno avuto una partecipazione del 93%, seguiti da estoni, finlandesi, slovacchi e polacchi presenti al 92% delle sessioni. Gli austriaci sono anche gli eurodeputati al secondo posto per compenso, con 110.670 euro all'anno. (ANSA)


Il Blog dell’Opinione nel suo piccolo, qualche post fa, aveva già trattato l’argomento acquisendo come riferimento le tabelle del parlamento Europeo, nelle quali spiccava anche il nome di Mastella, la London School of Economics conferma quanto dal noi affermato.

lunedì 18 maggio 2009

Passaparola di Marco Travaglio (dal Blog www.beppegrillo.it)

Welcome in Turchia

ANKARA - Una donna di 23 anni è stata mutilata del suo naso e delle orecchie come 'punizione' e per lavare l'onore della famiglia che l'accusa di aver tradito suo marito. Ne dà notizia oggi la stampa turca riferendo che i fatti sono accaduti ieri ad Agri, provincia a maggioranza curda nell'est della Turchia, al confine con Iran e Armenia. Y. A., queste le iniziali della donna, è stata trovata in un campo con le orecchie e il naso mozzati. Risultava inoltre ferita al ventre con armi da taglio ed è stata ricoverata immediatamente. I medici che l'assistono hanno riferito alla stampa che le sue condizioni sono critiche. Otto sospettati sono stati fermati dalla polizia. Stando i giornali Milliyet e Hurriyet, sarebbero stati membri della famiglia del marito a torturare la giovane donna. Il consorte intanto risulta irreperibile. Negli ultimi anni il governo e le associazioni hanno moltiplicato i loro sforzi nella lotta contro la pratica dei delitti d'onore che fanno numerose vittime ogni anno. Ma di fatto questi atti di violenza vengono ancora largamente tollerati nel sud-est del Paese a maggioranza curda, dove tra l'altro la pratica è maggiormente diffusa. In alcuni casi è accaduto che donne sono state ammazzate per aver rivolto la parola ad un estraneo, per aver richiesto la trasmissione di un brano alla radio o anche per essere state vittime di stupro. La Turchia, in seguito a pressioni da parte dell'Ue di cui ambisce a far parte, ha inasprito le pene contro gli autori dei delitti d'onore che rischiano oggi anche la prigione a vita. (ANSA)


L’Europa dovrebbe accogliere la Turchia nell’Unione ?

sabato 16 maggio 2009

Grande Vauro

Memorabili vignette di Vauro nella scorsa puntata di Annozero.

I coniugi Mastella

La procura della Repubblica di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio del leader dell'Udeur Clemente Mastella e della moglie Sandra Lonardo, presidente del consiglio regionale della Campania, nonchè di altri imputati coinvolti nell'inchiesta su presunti illeciti nell'assegnazione di incarichi e appalti.La richiesta, firmata dal procuratore Giovandomenico Lepore e dal pm Francesco Curcio, è stata trasmessa al giudice per le indagini preliminari Sergio Marotta che nei prossimi giorni fisserà la data dell'udienza preliminare. La notizia del deposito della richiesta di giudizio è trapelata oggi in ambienti giudiziari. L'ex ministro era stato indagato per sette ipotesi di reato tra cui la tentata concussione al Governatore della Campania Bassolino. Per quell'accusa si era dimesso e il governo Prodi era caduto. Con lui era stata accusata anche la moglie, presidente del Consiglio regionale della Campania, messa agli arresti domiciliari nella villa di famiglia. Sull'ex Udeur si era abbattuta una valanga: 23 ordinanze di custodia (19 ai domiciliari) emesse dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere per amministratori e dirigenti dell' Udeur campano, il «nostro fortino elettorale», come lo definiva Mastella. Per Mastella le ipotesi di reato erano sette: concorso esterno in associazione per delinquere, due episodi di concorso in concussione e uno di tentata concussione, un concorso in abuso d' ufficio e due concorsi in falso. Il secondo capo di imputazione era il concorso in concussione ai danni di Bassolino per la nomina del commissario Asi di Benevento. Secondo gli inquirenti, per compensare la mancata attribuzione all' Udeur della presidenza Iacp di Benevento, andata a un ds, Mastella avrebbe deciso di «iniziare una strategia di pressione politica e governativa sul governatore della Campania». Bassolino ha sempre smentito. (L’UNITA’)


Ora Mastella provi a smentire e tenti di dare la colpa ai giudici comunisti !

venerdì 15 maggio 2009

Domicilio ? Terza panchina a sinistra

Tra le tante esaltanti misure del ddl sicurezza appena licenziato dalla Camera (le ronde, i sindaci sceriffi, il carcere per chi affitta ai clandestini…) ce n’è una davvero geniale: presso il Viminale sarà istituito un Registro nazionale dei clochard. Per loro, si legge nelle anticipazioni, viene stabilito anche l’obbligo di dimora. In base alla nuova norma i “clochard” che non avranno comunicato un domicilio all’anagrafe comunale non saranno “in regola”. Cosa dovranno fare i nostri senzatetto? Comunicare qual è il numero civico delle panchine sulle quali sono costretti a vivere? (ARTICOLO 21)


Questa è davvero grande !! Mi auguro che la notizia faccia il giro del mondo in modo da farci spernacchiare per l’ennesima volta, grazie a questo governo costituito da cerebrolesi e ignoranti.

Sesso incosciente



Giocare va bene, soprattutto fra partner, ma non quando per migliorare la prestazione si rischia addirittura di perdere l'attributo. Forse questo non l'ha considerato un uomo di 35 anni che, durante una notte trascorsa a base di sesso e giochi erotici vicino a Bracciano (Rm), ha avuto un brutto incontro-scontro con un “ninnolo” d'acciaio, un anello, che si è incastrato intorno al suo organo genitale. Il 35enne ora rischia di perderne per sempre la funzionalità.L'uomo si è presentato l'altra notte al "Padre Pio" di Bracciano sconvolto e in preda ai dolori con il pene incastrato nell'anello d'acciaio. I medici hanno constatando la formazione di un grosso edema responsabile del rigonfiamento che impediva la fuoriuscita dell'anello.A quel punto non è rimasto che chiamare i vigili del fuoco i quali, sotto la supervisione dei sanitari, hanno tentato, senza successo a causa del rischio di tagliare parti anatomiche, di spezzare il fermo d'acciaio.Fallito il primo tentativo, i vigili hanno a loro volta chiamato i colleghi perché portassero al pronto soccorso degli attrezzi più consoni al delicato intervento. Neppure così sono però riusciti a rompere l'anello. Allora i medici del pronto soccorso hanno imbarcato sull'ambulanza il 35enne e lo hanno trasferito in ospedale per un delicato intervento chirurgico. (IL MATTINO)

Prima di farsi fare il servizietto non era opportuno verificarne la pericolosità ??????

giovedì 14 maggio 2009

Ragioni di opportunità


In America gli ex manager della finanza stanno seguendo un corso per diventare prof. Meglio in cattedra che sdraiati in salotto a guardare la tv. In Italia invece agli impiegati di una fabbrica è stato chiesto di scendere in catena di montaggio: mancano operai, e piuttosto che assumere gente nuova, meglio ridistribuire il personale. Accade a Oderzo, nel Trevigiano, alla Plastal spa, azienda leader nella produzione di componenti per il settore automobilistico. Gli ordini stanno aumentando, ma gli operai sono calati perché a dicembre la situazione sembrava proprio brutta, e sono stati licenziati. I colletti bianchi invece stanno facendo a turno la cassa integrazione. L'azienda chiede, non obbliga: la nuova occupazione in catena di montaggio è su base volontaria. Ma già in tanti -dice il Gazzettino- hanno accettato: “Alcuni impiegati, anche di alto livello (ci risulta che fra loro vi sia anche un quadro) hanno risposto di sì”, dicono dalla rappresentanza sindacale dell’azienda. A fine mese chi ha accettato percepirà uno stipendio in base all' inquadramento da impiegato– non dunque da operaio – che anziché essere decurtato per via della cassa integrazione, potrebbe essere addirittura maggiorato se il turno di lavoro è notturno. (LIBERO)


D’istinto mi viene di invocare il reintegro degli operai licenziati, ma ad una analisi più obbiettiva ritengo che anche questo tipo di iniziativa sia valida.

mercoledì 13 maggio 2009

Cortesie

Oggi avete trovato, in omaggio con Libero, il primo dei 15 fascicoli della raccolta “Berlusconi tale e quale”. Ci auguriamo che l’opera, illustrata con una straordinaria serie di fotografie per buona parte inedite, vi piaccia. Vi ricordiamo anche che, da domani, mercoledì 13 maggio, potrete trovare in edicola il raccoglitore cartonato a soli € 3,80 oltre il prezzo del quotidiano. (LIBERO)


Il direttore Feltri constatato che il premier ultimamente non se la passa tanto bene, e non solo per le vicende personali, lancia questa iniziativa. Una leccatina al padrone di riferimento è d’uopo !

Grillo 168 (www.beppegrillo.it)


martedì 12 maggio 2009

Marano mani di forbice

MILANO - L’intervista all’Era Glaciale era appena finita. Vauro e Beatrice Borromeo sono usciti dallo studio. Ad aspettarli c’era il direttore di Raidue Antonio Marano: «Urlava cose irripetibili, insulti gravi — racconta la giornalista, sabato a Marsala al Festival di Giornalismo d’Inchiesta —. Era isterico. Ha detto che non dovevo permettermi di dire che Annozero subiva pressioni. Quindi urlando ha aggiunto che l’intervista non sarebbe mai andata in onda. Il tutto condito da insulti, del tipo: cretina ma chi ti paga a te».
LA REPLICA - Antonio Marano ribatte: «Hanno fatto polemica politica. La signorina si è permessa di dire che ad Annozero è stata censurata. Pensa te se me lo faccio dire dalla contessina o principessina, quello che è».
LA BIGNARDI - «Non mi piace mai se un programma viene tagliato. E non mi è piaciuto che il programma sia stato tagliato ieri sera, ma è una decisione dell'editore e io non posso che prenderne atto, visto che siamo in par condicio e il mio programma sottostà alle norme della par condicio». Anche Daria Bignardi dice la sua su quanto accaduto all'«Era Glaciale». «Forse - spiega dal suo blog - le norme della par condicio rivelano ogni volta la loro inadeguatezza: ma il sistema radiotelevisivo italiano ha una nota inadeguatezza. E poi sono io la responsabile di un invito di cui si poteva più accortamente prevedere che avrebbe rischiato conseguenze simili. Non mi è sembrato che i due invitati abbiano detto niente che non si dica in questi giorni in altri programmi televisivi e altri contesti pubblici. Però non c'era il contraddittorio, quindi secondo le norme della par condicio la decisione dell'azienda non è contestabile». «Appena la par condicio sarà finita - promette la Bignardi - l'intervista a Vauro e a Beatrice Borromeo potrà essere trasmessa integralmente, così ognuno potrà farsi la sua idea, sempre che ancora interessi. Quando la vedrete, tenete conto del fatto che mancando il contraddittorio, Berlusconi ho dovuto difenderlo io. Figuratevi come mi è venuto bene». (CORRIERE DELLA SERA)




Continua il ping pong di accuse dopo il caso Vauro-Borromeo all’Era Glaciale di una Daria Bignardi prudentemente aziendalista e paracula.

La Legge è uguale per tutti......i poveri cristi....

Cremona - Il codice penale parla chiaro: chiunque si impossessi della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé e per altri, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 154 ad euro 526. Non si fanno distinzioni sul valore. Anche se si tratta di soli venti centesimi, sempre di furto si tratta. Lo sa bene Gabriele L., residente a Monte Cremasco (Cremona): è stato condannato dal tribunale di Crema (Cremona) a due mesi per il furto di 20 centesimi da una cappellina nei pressi di Caravaggio (Bergamo).
Forzata la cassetta per le elemosine Aveva appena forzato la cassetta per le elemosine quando, per sua sfortuna, è passata una pattuglia della polizia. Gli agenti lo hanno visto aggirarsi nei pressi della cappelletta e lo hanno subito bloccato.
Il processo L'accusa, rappresentata da Andrea Boschiroli, aveva chiesto 4 mesi e 110 euro di multa, mentre l’avvocato difensore, Giulia Bravi, ha chiesto che il reato fosse derubricato da furto aggravato a furto semplice. Il giudice, Arianna De Martino, ha accolto la richiesta del pm, dimezzando però la pena: due mesi e settanta euro di multa. L’uomo è stato rimesso in libertà. Il giudice gli ha anche intimato di restituire i 20 centesimi che erano stati prelevati dalla casetta delle elemosine. (IL GIORNALE)

Commovente l’impegno e la puntualità della magistratura che ha condannato un povero cristo per un furto di venti centesimi, come altrettanto commovente il benedetto Lodo Alfano che protegge chi sappiamo bene e sta mandando a puttane il Paese. Il Marchese del Grillo sentenziava – io so io e voi non siete un cazzo !-

lunedì 11 maggio 2009

Passaparola di Marco Travaglio (dal blog www.beppegrillo.it)

Caterina Caselli dispiaciuta !?

MILANO - «Provo un senso di frustrazione e di sgomento. E anche di incredulità». Parola di Caterina Caselli, che con la sua struttura discografica mes­sa a disposizione gratuitamen­te ha prodotto il brano «Doma­ni 21/4/09» destinato a racco­gliere fondi nell’ambito dell’operazione «Artisti uniti per l’Abruzzo». «Non credevo che ci fosse così tanta gente che da una parte depaupera una inizia­tiva senza precedenti e dall’al­tra disprezza il lavoro gratuito che decine di artisti famosi e centinaia di persone sconosciu­te hanno messo in atto». Che cosa è successo? Lo spie­ga un comunicato diffuso ieri dalla Federazione contro la pira­teria musicale (Fpm) che ha ri­levato un’ingente diffusione il­legale sulle reti di file sharing, in particolare di eMule, di «Do­mani 21/4/09», il brano realiz­zato da oltre 60 artisti italiani, capitanati da Jovanotti e Giu­liano Sangiorgi dei Negrama­ro, per raccogliere fondi per la ricostruzione del Conservatorio «Alfredo Casella» e del Teatro Stabi­le dell’Aquila colpiti dal si­sma.
(CORRIERE DELLA SERA)


Diciamo la verità……la canzone fa schifo, mi meraviglio anzi che qualcuno l’ha scaricata !

Brinda con Papi

sabato 9 maggio 2009

La "rossa" (ma non è la Ferrari)

Al Palazzo del Quirinale, ha prestato giuramento nelle mani del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il ministro senza portafoglio, Michela Vittoria Brambilla. In qualità di testimoni, si legge in una nota della presidenza della Repubblica, erano presenti il Segretario Generale della presidenza della Repubblica, consigliere di Stato Donato Marra, e il consigliere militare del presidente della Repubblica, generale Rolando Mosca Moschini. Erano presenti il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. (ANSA)


Per adesso il quadro è completo, bisognava sistemare la Brambilla e così è stato. Ignoriamo quali siano i meriti se non quelli di aver fondato dei club pro – padrone e fatto fallire il canale tv di Forza Italia.

Don Gianni Baget Bozzo

Genova - Si è spento nel sonno nella sua casa di Genova. Don Gianni Baget Bozzo aveva 84 anni. Giornalista e fine pensatore politico, era stato ordinato sacerdote nel 1967 all'età di 42 anni. Da sempre appassionato e studioso di politica, era stato eletto due volte al parlamento europeo. Ma questo suo impegno gli era costato la sospensione "a divinis", revocata dopo nove anni. Da tempo collaborava con il Giornale come commentatore. Si era occupato della formazione culturale di Forza Italia ispirando la discesa in campo del presidente del consiglio. (IL GIORNALE)


Non ne sentiremo la mancanza.

venerdì 8 maggio 2009

Il party di Papi

Per il compleanno di tua figlia, pensa che bella festa con Papi!
Immagina un’atmosfera di luci brillanti, jingles orecchiabili, voci festose, canzoni di Apicella e la compagnia di tutti gli amici di Papi a sua disposizione (quelli non condannati all’ergastolo per associazione mafiosa) oltre a tante cose mosce, tutte da gustare!
Alle nostre feste di compleanno le bambine si divertono moltissimo e ancora di più quando c’è Papi!
Papi fa divertire le bambine facendole giocare alla Ministra delle Pari Opportunità, ma non è tutto!
Contribuisce anche alla loro educazione, trasmettendo, oltre a fluidi corporei di varia natura, anche numerosi messaggi positivi che si capiscono facile facile e favori ai genitori.
Papi è ormai conosciuto da grandi e piccini e tutti sanno che non è un personaggio di fantasia, ma esiste veramente, anche se all’estero si stenta ancora a crederlo possibile!
Papi è simpatico, divertente, allegro, ottimista. Quando c’è lui, le bambine sorridono e interagiscono con una persona che sa parlare (esclusivamente) il loro linguaggio.
E poi Papi insegna tante cose importanti, per questo le bambine si affezionano a lui.
Mentre le stupisce con i suoi famosi giochi di prestigio (ègrosso/èpiccino; ègrosso/èpiccino) le educa all’obbedienza, alla condiscendenza e alla pecorina.
Dai, vieni a festeggiare il compleanno di tua figlia, con Papi! (www.donzauker.it)

Ku Klux Klan

MILANO - Una volta c'erano i posti riservati alle donne, agli anziani o agli invalidi. Ora il deputato della Lega Matteo Salvini propone le carrozze della metropolitana "per soli milanesi". Il capogruppo del Carroccio nel comune di Milano sceglie piazza della Scala e la presentazione dei candidati milanesi della Lega per lanciare la sua provocazione. Lo dice da leghista convinto e "da milanese che prende il tram". "Meglio vagoni solo per extracomunitari". Convinta, appoggia l'iniziativa anche una candidata al consiglio provinciale, Raffaella Piccinni, compagna di partito del deputato leghista. Stesso principio di apartheid ma con una sfumatura leggermente diversa. Se il deputato distinge tra "milanesi" e altri, lei tra italiani ed stranieri. Per la Piccinni meglio sarebbe riservare "vagoni solo per extracomunitari". "Ci sarebbe più sicurezza", assicura. Le critiche. Le provocazioni dei politici leghisti non hanno tardato a sollevare apre critiche da entrambi gli schieramenti. Il primo a censurare l'idea è stato un politico della stessa coalizione di Salvini, Aldo Brandirali del Pdl: "L'unico modo per applicare la proposta del deputato è mettere stelle sul petto, di diversi colori, a seconda della razza". Gli ha fatto eco il segretario del Pd Dario Franceschini, imperativo contro il collega: "La proposta dei posti a sedere solo ai milanesi conferma l'atteggiamento razzista della maggioranza. E' successo già una volta nella storia, 50 anni fa, negli Stati Uniti, Rosa Parks, donna nera, si rifiutò di alzarsi da uno dei posti dell'autobus riservati ai bianchi. Da quell'episodio partì la lotta di Martin Luther King". Anche il capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi non concede attenuanti al deputato leghista: "E' una proposta vergognosa e razzista, un'indecenza. Ricorda la segregazione razziale, alimenta la xenofobia ed il degrado culturale del nostro Paese".
La marcia indietro. Dinanzi al muro di condanne che le sue parole hanno sollevato, Matteo Salvini si è affrettato a fare marcia indietro: "La mia proposta sarà valida fra dieci anni se la sicurezza nei trasporti pubblici meneghini non cambierà". E poi ha precisato: "I posti saranno riservati ai milanesi sì, ma di qualsiasi razza e colore. Chi mi critica non ha mai preso certe linee a rischio. Lo faccia, e cambierà idea". (REPUBBLICA)

Salvini ha la faccia come il culo e il cappuccio bianco in tasca. Ma vaffanculo !!!

giovedì 7 maggio 2009

Artisti solidali ??

A un mese dal sisma in Abruzzo, i più grandi nomi della musica italiana cantano per le vittime del terremoto.


Iniziativa lodevole, qualità musicale discutibile, testo banale e scontato. Gli italiani hanno già dato per aiutare la popolazione abruzzese, l’auspicio è che alcuni di questi artisti, privatamente, abbiano messo mano al portafoglio.

Foto tarocche

Argomento e divertimento di questi giorni è capire se le foto del premier alla festa di 18 anni della signorina Noemi da Casoria, siano autentiche oppure frutto di fotomontaggio o ritocchi. Spassosissimo anche il gioco lanciato da più giornali dal titolo “Brinda con Papi”, dove ogni lettore può ritoccare le foto e inserire se stesso o chi desidera con il calice in mano. Ne sono arrivate a vagonate, sconosciuti che si sono inseriti o hanno aggiunto personaggi famosi come il Papa, Andreotti, Bin Laden e addirittura Padre Pio ! .
Vere o tarocche le foto ? Il Blog dell’Opinione ne ha estrapolata una che appare sospetta.
Nella foto pubblicata l’astante che poggia il braccio sulla spalla del premier ha una mano a dir poco innaturale, infatti appare un po’ mostruosa, ma passi, forse è uno scaricatore portuale; la sensazione invece è che questa mano possegga ben sei dita. Provate a verificare e se volete commentate.

mercoledì 6 maggio 2009

Palpi pure

Nuova gaffe di Berlusconi: durante una visita nelle zone terremotate, si rivolge così a un'assessore
Scenario dell'episodio, risalente al 25 aprile, le rovine di Bazzano (AQ). Al momento della foto di gruppo, il premier vede Lia Beltrami, responsabile delle Pari Opportunità della Provincia di Trento, e dice: "Posso palparla un po'?". Il tutto sotto l'occhio delle telecamere di Tca, emittente locale trentina. (LA REPUBBLICA)

Il soggetto delle attenzioni del premier a occhio mi sembra maggiorenne.

Prossimo somaro al Parlamento


«Non sarò io a chiedere di essere candidato ma se un giorno me lo chiederà il capo per le mie competenze, sono pronto». Lo ha detto Renzo Bossi, ventenne figlio del ministro per le Riforme, Umberto Bossi, rispondendo a chi gli chiedeva se abbia nei piani futuri una candidatura in politica. Quando arriverà il momento, Bossi pensa di partire dal territorio. «A me non frega nulla di Roma, mi interessa il territorio - ha spiegato il figlio del leader della Lega Nord, a margine della presentazione del campionato mondiale di calcio dei popoli -, a Roma vado per conoscere le leggi e poi spiegarle sul territorio». «Attualmente porto avanti i miei due impegni, di segretario generale della Nazionale padana e di vice presidente di Padania sport, quindi - ha concluso Renzo Bossi - non me ne prendo altri per rischiare di non portarli a termine». (IL MATTINO)



Tempo fa su questo blog, all’ennesima bocciatura agli esami di maturità del figlio di Umberto Bossi, avevamo previsto che un giorno ce lo saremo ritrovato in politica. Detto fatto ! Questo asino ignorante, incapace di crearsi un futuro, poggerà il culo su una poltrona parlamentare e sarà degno successore di suo padre.

Vi prode l'intimo ?

Per lanciare la volata alla Lega e anche per rallegrare il premier, la pubblicità scende in campo e lo fa con argomenti a lui cari, le donne, meglio se giovani, e il loro “intimo”. Ora sappiamo che le signore che usano questo prodotto hanno subìto danni psicologici e vedono con favore l’impiego delle ronde, quindi uomini attenti, prima di corteggiarne una assicuratevi che intimo usano e regolatevi.

martedì 5 maggio 2009

Interrogazione dell'IDV

Camera dei Deputati - Il deputato dell'Italia dei Valori (IDV), Antonio Borghesi, ha presentato ieri a nome del suo partito un'interrogazione affinché siano verificate le affermazioni della moglie di Silvio Berlusconi, Veronica Lario, che ha dichiarato che il premier «frequenta le minorenni». Le dichiarazioni non sono state smentite dalla signorina Noemi Letizia (immagini del 4-5-2009) (L'UNITA')

Grillo 168 (www.beppegrillo.it)

Pubblicità Progresso

Una maxi pubblicità che ritrae in bella vista le gambe al vento di una modella, posta sulla facciata della chiesa di San Simeon Piccolo che fronteggia la stazione ferroviaria di Venezia, fa infuriare il Patriarcato che la definisce «uno scandalo». A scagliarsi contro la scelta dell’immagine scelta da una griffe della moda per la sponsorizzazione dei lavori nell’edificio sacro, che ogni domenica ospita una messa preconciliare in latino, è mons. Antonio Meneguolo, a nome del Patriarcato. «Quella megapubblicità è mostruosa e immorale - accusa - e cercar soldi con la pubblicità è squallido». Alle ire di mons. Meneguolo, secondo quanto riporta La Nuova Venezia, replica la Soprintendente per i beni architettonici di Venezia Renata Codello che, pur affermando di non aver concesso alcuna autorizzazione per la pubblicità, non risparmia critiche alla Curia. «Ben vengano le sponsorizzazioni, unico mezzo che ci permette di restaurare gli edifici - sostiene la prof. Codello - Se la diocesi mi mette a disposizione fondi propri, tolgo qualsiasi pubblicità».
(LA STAMPA)


…e dopo il commento della Soprintendente per i beni architettonici, Benedetto XVI ha così scritto a mons. Menungolo “Lasciate quella cazzo di pubblicità al suo posto !!! “.

lunedì 4 maggio 2009

Passaparola di Marco Travaglio (dal Blog www.beppegrillo.it)

Divorzio all'italiana


#36 Marco86 (34) - lettore
il 03.05.09 alle ore 11:32 scrive:
Il Presidente non deve preoccuparsi, i figli sono grandi e lui anche se divorzia dalla moglie è "sposato" con gli Italiani. E in fin dei conti...una moglie come quella che si è rivelata essere la signorina Lario.....non la augurerei a nessuno.


#35 Michele Calò (92) - lettore
il 03.05.09 alle ore 11:31 scrive:
E così la sciura Lario vuol "fare una cosa da persona comune e perbene,senza clamore."Vuole evitare lo scontro. Accidenti,e se fosse stata meno discreta cosa avrebbe fatto?Si sarebbe denudata davanti Palazzo Chigi?La ormai "sistemata" ex attricetta si leva i sassolini dalle scarpe coniugali in pure stile trash californiano,incurante dei danni non tanto al coniuge birichino quanto al Capo del Governo:nemmeno i soldi lavano l'intima propensione alla portineria coatta. Certamente il comportamento è da sinistra:pubbliche piazzate e stroncamento di contorno***.Da ricordare comunque che nel matrimonio ci si sposa in due e ci si scassa in due. Certo al Silvio costerà qualche euro ma vuoi mettere la tranquillità?Tanto gli sciacalli sinistri si cibano di tutto e sghignazzano beoti,ignari del loro contributo al successo personale dell'odiato Cavaliere. Il blog li attende fiducioso e grida in coro:Vieni avanti,cretino!


#27 Italo (626) - lettore
il 03.05.09 alle ore 11:22 scrive:
Poverina ... ora dovrà accontentarsi degli alimenti ultramilionari che il marito dovrà passarle, che pena. Adesso capisco il can can che la signora ha fatto nei giorni scorsi, altro che elezioni, preparava il terreno. Beh ... se non altro ora potrà entrare nel PD o nei Radical chic e, chissà ... magari "scendere in campo" contro Silvio ad una prossima consultazione elettorale. Buon viaggio Veronica, non sentiremo la sua mancanza.



Questi alcuni dei commenti dei lettori del Giornale, organo ufficiale di casa Berlusconi, alla notizia del divorzio chiesto dalla signora Lario. Il Cavaliere può essere tranquillo, i sudditi sono dalla sua parte, anzi sono sposati con lui, e sprizzano veleno contro la signora. Ovviamente non si è fatto attendere il commento di Emilio Fede, che nell’edizione del TG 4 di domenica, sfoderando la dovuta faccia di circostanza, ci ha regalato un’altra perla. Dimostrandoci ancora una volta la distanza che corre tra lui e un giornalista, ha tessuto le lodi del suo padrone e salvatore, tant’è che la polvere che ricopriva il vetro della mia tv improvvisamente è scomparsa grazie alle slinguate di Emilio.

sabato 2 maggio 2009

Le donnine di "papi"

Chiara Sgarbossa

ROMA - Le più ambiziose, candidatura in tasca, avevano frequentato la quattro giorni di via dell'Umiltà, prof d'eccezione i ministri Frattini e Brunetta. Stile corso rapido di recupero, 4 mesi in quattro giorni. Di politica, s'intende. Le più scottate, nel day after del bianchetto cancella "veline", sono le sfortunate che dopo gli strali di Veronica Lario si sono ritrovate fuori dopo aver firmato davanti al notaio. Segno distintivo per tutte, neanche a dirlo, giovani, carine e alla prima (mancata) candidatura. Ecco Chiara Sgarbossa, per esempio, 25 anni, veneta, ancora sta lì a chiedersi come le abbiano potuto "revocare" la firma apposta davanti al notaio: "Questa è una grande presa per i fondelli - protesta dalle colonne del "Mattino" di Venezia - Almeno fosse partita da me l'idea di candidarmi, mi è arrivata da loro. A Roma avanti e indietro, alberghi, aerei, treni, sempre a spese mie. Per ricevere le pacche sulle spalle da La Russa: "Signorina l'abbiamo appena candidata, mi lasci anche il numero di telefono, se ha bisogno per la campagna elettorale mi faccia uno squillo che io sono sempre disposto a dare consigli..." E la Matera, poi (unica sopravvissuta della categoria, ndr), al corso è stata sempre zitta, mentre io facevo le domande a Frattini. Ora risulterà solo che ero nel corso delle ex veline candidate da Berlusconi. Figura pessima". Le altre, la squadra di attrici, comparse tv e protagoniste di fiction si sono chiuse nell'amaro riserbo. Da Angela Sozio, la rossa del Grande fratello, a Susanna Petrone, valletta Mediaset di Guida al campionato, da Eleonora Gaggioli, l'Elisa di Rivombrosa, a Camilla Ferranti, star di Incantesimo. Giovanna Del Giudice, avvenente ex "meteorina" di Retequattro, 25enne, da un anno anche assistente di tre senatori (Ghigo, Rizzotti e Picchetto), la sua delusione invece la confessa: "Non protesto, ma un po' ci resto male. Avevo anche firmato dal notaio. Diciamo che siamo state un po' penalizzate da queste polemiche. Ma io tra 2 mesi mi laureo, giurisprudenza".
Ad un'altra giovane napoletana, Emanuela Romano, non ha giovato neanche il gesto estremo del padre, che ha provato a darsi fuoco davanti Palazzo Grazioli. Tra Sardegna e Sicilia si parla ancora del caso legato alla giovane cantante sassarese Cristina Ravot. Proprio lei che aveva animato più di una festa nella villa sarda di Silvio Berlusconi, è saltata in extremis sotto la scure del "repulisti", per lasciare posto a Francesca Masci, 39enne madre di tre figli che ora glissa: "La Ravot? Il suo nome non è mai stato sulle liste, solo sui giornali". A Bari, da dove proviene Barbara Matera unica starlette a risplendere nella lista Sud, si può immaginare come l'abbia presa l'europarlamentare uscente Pdl Marcello Vernola che si è dovuto fare da parte. Ma nell'improbabile classifica della delusione la palma l'ha conquistata Maria Elena Valanzano, 30 anni, forzista napoletana, tanto sicura di farcela da presentarsi sorridente alla conferenza stampa di presentazione delle liste mercoledì a Montecitorio. "Ero certa, mi hanno chiamato per firmare l'accettazione. Alla fine è stato penalizzato chi è meno protetto". È uscita dalla Sala del Mappamondo con gli occhi lucidi. (REPUBBLICA)


Care ragazze mi dispiace allegramente, sarà per la prossima volta, oppure “Papi” per consolarvi starà già pensando dove potervi inserire. Questa volta per qualcuna di voi non è bastato poggiare il delicato deretano sulle ginocchia del capo !

Ancora Malta


PALERMO - Le autorità italiane non hanno consentito l'ingresso nelle acque territoriali nazionali e l'attracco a Lampedusa a una motovedetta di Malta con a bordo 66 extracomunitari. Lo si apprende dal comando generale delle capitanerie di porto. I migranti erano stati soccorsi da un peschereccio tunisino mentre erano su un gommone alla deriva in acque di competenza maltesi. La motovedetta ha quindi ripreso la navigazione dirigendosi a Malta.
VICENDA PINAR - La motovedetta aveva preso a bordo i migranti, tra i quali ci sono due donne, dal peschereccio tunisino. L'operazione era avvenuta a circa 23 miglia a sud di Lampedusa e a 120 da Malta, in acque di competenza maltese per quanto riguarda gli interventi di ricerca e soccorso. Ma le autorità maltesi anche in questo caso, come già avvenuto in occasione della vicenda della Pinar, sostengono che gli immigrati debbano essere trasferiti nel porto più vicino, e cioè a Lampedusa. (CORRIERE DELLA SERA)

Anche le pulci hanno la tosse ! A Malta credono di essere diventati improvvisamente furbi.

venerdì 1 maggio 2009

W L'Italia

NEW YORK Il presidente Barack Obama ha inaugurato la sua agenda post-100 giorni annunciando con grande soddisfazione un accordo tra Fiat e Chrysler che "infonde nuova vita" alla morente compagnia automobilistica americana. L'inquilino della Casa Bianca ha voluto annunciare di persona l'accordo, circondato da cinque ministri del suo governo e dalla intera 'task force' dell'auto, sottolineando che nel giro di un mese "sono stati superati ostacoli che sembravano insormontabili". Obama ha detto di essere certo che la Chrysler emergerà da questo accordo - che prevede un periodo "breve" di bancarotta della compagnia - "più forte e più competitiva". "La Fiat ha dimostrato di poter produrre quelle automobili 'pulite' ed efficienti nel consumo che sono il futuro della industria automobilistica - ha detto Obama, annunciando l'accordo nel foyer della Casa Bianca -. Come parte di questa intesa la Fiat ha accettato di trasferire alla Chrysler tecnologia d'avanguardia del valore di miliardi di dollari che aiuteranno la Chrysler a produrre negli Usa auto dal consumo e dal motore efficienti". Il presidente Obama non ha nascosto la sua soddisfazione per un accordo che "infonde nuova vita" ad una compagnia come la Chrysler, "diventata un'icona della industria americana dell'auto e una fonte di orgoglio per generazioni di lavoratori americani: la Chrysler ha contribuito a fare del XX Secolo il 'Secolo Americano'". (ANSA)


Se qualche anno fa mi avessero detto che un giorno un presidente degli Stati Uniti esultasse per l’accordo raggiunto con la Fiat italiana per salvare un colosso come la Chrysler, mi sarei rotolato dalle risate. Oggi tutto questo è realtà, gli Stati Uniti per almeno una cosa dipendono dall’Italia !!!!!!.