mercoledì 30 settembre 2009
martedì 29 settembre 2009
ROMA - Polemiche dopo l'intervento di Silvio Berlusconi a Uno Mattina. "Il servilismo nei confronti di Berlusconi del Tg1 (direttore il noto Minzolini) e dei giornalisti berlusconiani ha toccato stamane un vertice indecoroso -afferma Libertà e Giustizia- Nel giorno del suo compleanno, “Uno mattina” consente al presidente del Consiglio di intervenire telefonicamente in trasmissione con un pretesto. Ecco allora Susanna Petruni (promossa sul campo vicedirettore del Tg1 per il suo sfegatato tifo pro-Cavaliere) sprofondersi in auguri per il genetliaco del papi-padrone. E allora il presidente del Consiglio, cui evidentemente non è bastata l'abbuffata a “ Porta a Porta”, replica: “ Chiamatemi più spesso, perché così mi sento meno solo”. Gli risponde entusiasta l'altro conduttore, Stefano Ziantoni: “ Siamo qui ogni mattina, questa è anche casa sua!”. E il Cavaliere: “ Vi prendo in parola”.
Viva i lecchini, viva il giornalismo in ginocchio -conclude l'associazione. "Garantito: né Petruni né Ziantoni saranno sabato alla manifestazione per la libertà d'informazione. Liberi, costoro, di pensare solo a Berlusconi. In ginocchio". (REPUBBLICA)
lunedì 28 settembre 2009
KABUL - Che i talebani godano dell'appoggio di una parte della popolazione locale afghana lo si sospetta da tempo, ma che anche i poliziotti possano aiutare i ribelli è un fatto del tutto nuovo. Eppure, in video choc, si vedono proprio agenti della polizia afghana fraternizzare nella provincia settentrionale di Baghlan con militanti talebani, e addirittura consegnare loro armi. Le immagini, ottenute dalla Bbc, sono state mostrate nei siti web in pashtun e persiano. L'emittente britannica sottolinea che l'episodio ha coinvolto una ventina di agenti di polizia in uniforme che si vedono addirittura mentre consegnano le loro armi ai talebani. Le immagini mostrano anche tre veicoli del tipo Ranger con cui il reparto è arrivato sul luogo dell'incontro.
NESSUNA SMENTITA DA KABUL - Pur se definito «mera propaganda» e non completo, il contenuto del video, che sarebbe stato ripreso con un telefonino, non è stato smentito dalle autorità governative a Kabul. Dopo aver precisato che l'episodio risale a cinque giorni prima delle presidenziali del 20 agosto, il portavoce del ministero dell'Interno, Zamaray Bashari, ha dichiarato alla Bbc che due degli agenti sono stati riconosciuti e sospesi dalle loro funzioni, e che è partita un'inchiesta. Bashari ha assicurato che i talebani avrebbero ripreso in modo parziale la vicenda, evitando di mostrare che c'è stato anche uno scontro. Ma in nessun momento delle riprese si vedono elementi di tensione e anzi alla fine dell'incontro gli agenti si allontanano sui loro automezzi mentre i talebani salutano con un «arrivederci». (CORRIERE DELLA SERA)
I nostri soldati in Afghanistan collaborano con la polizia locale e poi vengono trucidati per mano dei talebani armati dalla stessa polizia.
Il governo invece di indignarsi con Santoro e Annozero, provi a darci una spiegazione su quanto visto.
domenica 27 settembre 2009
sabato 26 settembre 2009

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"Michelle deve avere deciso che se una donna doveva essere fotografata abbracciata a Berlusconi, non sarebbe stata lei", scrive il Telegraph. "Una stretta di mano, impartita con la cautela di chi mette in bocca un topo morto a un coccodrillo, è tutto quello che il premier italiano ha ricevuto da lei, nonostante i suoi migliori sforzi di mettere in moto il suo charme". Il giornale nota che, nonostante Berlusconi abbia allargato le braccia in segno di ammirazione verso la first-lady, "un Obama dallo sguardo severo voleva chiaramente farlo proseguire oltre, sospingendolo con una serie di pacche sulle spalle". Anche altri organi di stampa stranieri commentano la scena della stretta di mano. "Michelle Obama è sembrata voler tenere Berlusconi a distanza", scrive l'agenzia di stampa Asian News International. "Berlusconi riceve solo una stretta di mano a distanza", scrive il quotidiano canadese National Post. "Berlusconi non è riuscito a mantenere la sua eccitazione quando è apparsa la first-lady, ma tutto quello che ha ricevuto è stata un'occhiata di disapprovazione da suo marito (Barack Obama)", scrive il britannico Daily Mirror. "Silvio Berlusconi innesca lo charme incontrando Michelle Obama, ma suo marito non sembra contento", scrive lo scozzese Daily Record. "Un gesto esagerato e inappropriato", è la definizione scelta dallo spagnolo Abc riguardo al comportamento del premier italiano. E così via. Sugli ultimi sviluppi del caso Berlusconi interviene anche il settimanale Economist, con un articolo intitolato "Il sultano e il vizir": il primo sarebbe Berlusconi e il secondo Gianfranco Fini, protagonisti della recente tensione al vertice del Pdl e di una cena di tentata riappacificazione a casa di Gianni Letta. "Il primo ministro dirige quello che il politologo Giovanni Sartori ha definito un sultanato", scrive il settimanale, "e la pazienza dei sultani verso i vizir è limitata". (ENRICO FRANCESCHINI -REPUBBLICA -)
Ballespaziali: i giudici di Roma hanno archiviato l’unica imputazione su cui erano competenti, l’associazione per delinquere; per le altre tre – truffa, abuso e turbativa d’asta – il Pg della Cassazione ha trasmesso gli atti alla Procura di Lagonegro perché decida se chiedere l’archiviazione o il rinvio a giudizio del ciambellano di Arcore. Se Roma avesse archiviato tutto, nessuna “ragione procedurale” avrebbe giustificato il tour del fascicolo da Roma a Potenza a Lagonegro.Ed eccoci al Guardagingilli. Indagato con il collega Raffaele Fitto per abuso d’ufficio per aver tentato di stroncare la carriera al pm barese Marco Di Napoli che indagava su Fitto, l’onorevole Angelino dice chel’indagine del Tribunale dei ministri “è un atto dovuto e trae origine da una vicenda che non mi riguarda minimamente”. Dimentica di spiegare perché mai sarebbe un atto dovuto indagare su di lui se lui non c’entra, e perché diamine si occupi di lui il Tribunale dei ministri che, come dice la parola, si occupa solo di ministri. Ma Angelino Jolie è un insigne giurista di scuola arcoriana e la sa lunga. Purtroppo gli sfuggono alcuni particolari: il suo ministero ha bloccato percinque mesi la nomina del pm Di Napoli a procuratore di Brindisi, guardacaso mentre il ministro sguinzagliava gl’ispettori contro il pm Di Napoli, che guardacaso aveva fatto rinviare a giudizio Fitto.
Tra parentesi, il Csm attende pure il via libera ministeriale alla nomina del nuovo procuratore di Lagonegro, che guardacaso dovrà occuparsi di Letta. Sono tutte coincidenze, è ovvio. Come il fatto che, in una telefonata intercettata, il procuratore di Trani dica al suo avvocato di aver appreso da Fitto che la promozione di Di Napoli non s’aveva da fare. Una cosa vera, però, Alfano la dice: ha dato il via libera per Di Napoli il 17 settembre. Già, peccato che nel frattempo avesse ricevuto l’avviso di garanzia dai pm romani: preso col sorcio in bocca, s’è affrettato a sputarlo.
Ma sentite ancora questa, che è strepitosa. Cito dalle agenzie di stampa e dai siti dei giornali di ieri: “Starebbe andando verso l'archiviazione la vicenda giudiziaria che vede indagato il ministro Alfano dalla Procura di Roma” che, “secondo quanto si è appreso,dovrebbe chiedere l'archiviazione”.
E’ un po’singolare che la Procura di Roma “faccia sapere” o consenta di “apprendere” notizie segrete che per giunta notizie non sono: non è stata chiesta l’archiviazione, ma sarà o potrebbe essere chiesta. Mentre ancora si fanno (o si dovrebbero fare) le indagini, già se ne anticipa la conclusione. Così chi indaga non si dà troppo da fare. E’ un’usanza esclusiva della Procura di Roma, e solo quando sono indagati Berlusconi e i suoi cari. Infatti nessuno protesta per la violazione del segreto né contro le toghe rosse. Anche perché queste, semmai, sono azzurre. (MARCO TRAVAGLIO - IL FATTO QUOTIDIANO -)
venerdì 25 settembre 2009
419 video di Grillo cancellati da You Tube
Il motivo dell'oscuramento è stato comunicato da YouTube in una mail:
"Caro utente,
Con questo messaggio ti informiamo del fatto che abbiamo rimosso o reso inaccessibile il seguente materiale, a seguito di una segnalazione da parte di CBS, che ritiene che questo materiale viola il copyright:
Obama da David Letterman:
http://www.youtube.com/watch?v=CSX3DNHq-iU
Tieni presente che la ripetuta violazione del copyright ha come conseguenza la cancellazione del tuo account e di tutti i video caricati tramite l'account stesso. ...
Cordiali saluti,
YouTube, Inc."
A pensar male si fa peccato, ma verso mezzogiorno erano ancora presenti in Rete 2.230 link a video cercati con le parole Letterman Obama. Perché non sono stati oscurati? Perché non sono stati rimossi gli account?
Questa decisione di YouTube procura al blog un danno enorme, tutti i video di Travaglio, i Grillo 168, le inchieste sulle morti in carcere, i Vday. Tutto rimosso.
La decisione è incomprensibile. Il video in questione è un estratto di circa due minuti di un'intervista di David Letterman a Obama. E' stato tradotto in italiano per sottolineare le diversità tra l'Italia e gli Stati Uniti. Tra Letterman e Vespa. Era una pubblicità al: "David Letterman Show". Un programma impensabile in Italia, al 73esimo posto per la libertà di informazione. Veniva intervistato Obama, l'uomo più pubblico del mondo sul quale non c'è ancora il copyright. O forse Obama è di proprietà della CBS e dei suoi inserzionisti pubblicitari?
I video rimossi saranno caricati nei prossimi giorni su un'altra piattaforma, Vimeo.Vi chiedo di inviare una mail da parte mia a David Letterman per informarlo dell'operato della CBS e di YouTube. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
Invia un messaggio a David Letterman.
Scrivi sulla bacheca Facebook del "Late Show with David Letterman".
Testo:
"Dear David Letterman,
CBS has asked YouTube to remove a video published by Beppe Grillo related to your interview to the president Obama because of infringment of copyright.
The result is that all the 419 video published and linked on the first Italian blog (www.beppegrillo.it) have been removed.
The video had been subtitled into Italian to underline the freedom of the information in the USA.
I ask your intervention on Cbs to eliminate its request.
Italy is 73rd on the rank for freedom of the information. Help us not to worsen.
Regards." (www.beppegrillo.it)
Fatto.
*** AGGIORNAMENTO ***ore 17:12 - Grazie alle migliaia di messaggi che avete inviato, la segnalazione di violazione del copyright è stata ritirata e l'account Youtube "staffgrillo" è nuovamente operativo. Grazie a tutti! (www.beppegrillo.it)
Lettera a Filippo Facci
credo abbia già letto l’articolo di Renato Farina sul Giornale di oggi dal titolo “Annozero mette alla gogna il Giornale Per Santoro abuso di servizio pubblico”.
Riporto le ultime parole dell’articolo che la riguardano, dopo il suo intervento alla trasmissione Annozero“Facci a 42 anni hai il problema di dover parlar male della Carfagna e di non riuscirci (e così riesce a sparlarne senza fornire un solo motivo, senza che lei possa difendersi), e tutti molto, molto preoccupati di questo spaventoso problema di Facci.”
Allora, e senza nessun spirito di polemica, quando questo blog, molto modestamente, qualche tempo fa sosteneva che in una determinata redazione di un quotidiano albergano “servi a libro paga” e dalla quale lei si è allontanato, non credo dicesse una sciocchezza, specialmente dopo le sue dichiarazioni in trasmissione che mi hanno lasciato letteralmente a bocca aperta.
Con stima e rispetto nonostante poche volte condivida i suoi articoli.

"Le locuzioni suggeriscono il riferimento all'attività, data per certa, di "concessione" del ministro", mentre la fonte sarebbe rappresentata "da un lato dai contenuti blasfemi di un aspirante comico (nella fattispecie Sig. ra Sabina Guzzanti) e dall'altra dall'articolo di un giornale estero che richiama una presunta, mai esistita, "registrazione"". Quindi il legale si lancia in una "umile riflessione a sfondo giuridico", ovvero "se l'argomento intercettazioni a sfondo sesso-volgare siano davvero di "interesse pubblico" o se piuttosto i quotidiani, anche per una crescente crisi del settore, rifondino speranze nel trarre beneficio quando i medesimi argomenti diventino di "interesse del pubblico"". Insomma, la stampa si occuperebbe di queste vicende solo per vendere più copie. L'avvocato della Carfagna, nella lunga citazione, sottopone al tribunale anche il presunto "danno" arrecato al ministro. La "ricezione dell'insulto a livello popolare" avrebbe infatti implicato la possibilità "per l'On. Ministro di aver perduto connotati politici di stima e carisma oltreché la capacità di proselitismo". La Carfagna denuncia "una notevole flessione negativa" nei sondaggi e pretende nei suoi confronti quel "diritto all'oblio di cui ciascun soggetto pubblico gode". Poi, oltre al "danno morale", l'avvocato elenca il presunto danno biologico: "In seguito alla lettura degli articoli imputati il Ministro Carfagna registrava anche sofferenze fisiche che portavano la stessa a perdere peso e a soffrire di insonnia e forti emicranie". C'è di più: "Il Ministro si è trovato nella condizione di dover evitare interviste al fine di non dare ulteriore eco alle false notizie". E, per questo, la Carfagna chiede in totale ai giornalisti e all'editore di Repubblica 900 mila euro. Nulla invece, a quanto risulta, chiede al Foglio di Giuliano Ferrara, che pubblicò insieme le stesse invettive di Sabina Guzzanti. (REPUBBLICA)
E ci meravigliamo che il Foglio è rimasto immune dalle ire della ministra ?
giovedì 24 settembre 2009
Di conseguenza i reality diventeranno una zona franca. Ma non è opportuno eliminare dalla tv queste schifezze ?
mercoledì 23 settembre 2009

ROMA, 23 SET - "In data 11 agosto 2009 il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, su conforme richiesta della Procura della Repubblica, ha definitivamente archiviato il procedimento a carico del Sottosegretario Gianni Letta giudicando del tutto inesistenti le ipotesi di reato formulate". E’ quanto precisa la presidenza del Consiglio in relazione alle indiscrezioni pubblicate stamane sul primo numero de "Il Fatto Quotidianò. Il quotidiano fa riferimento ad una indagine riguardante il sottosegretario relativa ai centri di accoglienza per gli immigrati extracomunitari. Secondo quanto scritto nell’articolo la Cassazione avrebbe inviato un fascicolo che lo riguarda al magistrato di Lagonegro, in Basilicata. "Dal complesso degli atti esaminati - precisa la nota di Palazzo Chigi- si legge a pagina 2 del provvedimento, non emerge alcun elemento relativo alla sussistenza degli estremi richiesti dalla giurisprudenza per la sussistenza del delitto di cui all’Art. 416 c.p.". Per quanto riguarda poi il presunto abuso d’ufficio, a pagina 4 dello stesso provvedimento, si legge testualmente: "l'ipotesi di reato prospettata dalla P.G. appare, pertanto, destituita di ogni fondamento". La stessa identica conclusione per le altre supposte ipotesi di reato. La "conseguente restituzione degli atti" alla procura di Potenza e la successiva trasmissione alla procura di Lagonegro da parte della Procura Generale della Cassazione nulla aggiunge al merito ed è legata a ragioni procedurali. Non è neppure vero che la notizia fosse inedita e che del fatto non si siano occupati gli atri giornali. Valga per tutti la Repubblica del 4 aprile 2009.
La direzione de Il Fatto Quotidiano, in relazione alla nota diffusa da Palazzo Chigi precisa che la richiesta di trasmissione degli atti alla Procura di Lagonegro da parte del Procuratore Generale della Cassazione è stata messa a disposizione dei lettori sul sito internet del quotidiano: www.ilfattoquotidiano.it. Nel provvedimento pubblicato on line si legge che: "si registra una radicale divergenza di opinioni fra il pm di Potenza e il pm di Roma. Il pm di Potenza ...ritiene concretamente ipotizzabili alcuni reati fine (323,353,640 bis)", cioé abuso d'ufficio, turbativa e truffa. Mentre la Procura di Roma non li ritiene configurabili per varie ragioni. La Procura generale della Cassazione stabilisce che nessuna delle due procure è competente e invia il fascicolo a Potenza perché lo giri a Lagonegro. E aggiunge che "la definizione della competenza allo stato attuale non preclude e anzi sollecita lo svolgimento di opportune indagini". Pertanto la direzione de "Il fatto" conferma che: 1) Gianni Letta è indagato per abuso d'ufficio, truffa e turbativa. 2) I magistrati di Roma non hano alcuna competenza ad occuparsi dell'indagine sui reati suddetti; 3) La Procura di Lagonegro è stata stimolata a svolgere "opportune indagini" sui presunti reati di abuso, truffa e turbativa descritti nell'articolo odierno de "Il Fatto". 4) I presunti reati del sottosegretario Letta non sono quindi stati oggetto di archiviazione nè a Roma nè altrove. (L'ANTEFATTO)
Per convincere la giuria, ora, il comitato ha anche composto ad hoc una canzone, “La pace può”. Scopo del pezzo, ricordare alla giuria svedese i meriti del premier, per esempio la gestione del terremoto dell’Aquila: «L’Abruzzo si risveglia incredulo, la neve e il sole che s’incontrano e la tua mano è qua».
Pazienza se l’arrangiamento è un po’ fiacco e la melodia già sentita. Il messaggio che i fan di Berlusconi vogliono far passare è un altro: «Siamo qui per te, cuore e anima, un Nobel di pace, Silvio grande è. Siamo qui per te, coro unanime, un’unica voce, Silvio Silvio grande è».
Stavolta, a differenza delle collaborazioni con Mariano Apicella, il premier non ha contribuito alla creazione. Al contrario, la canzone, scritta da Loriana Lana e interpretata insieme al tenore Sergio Panajia è una sorpresa per compleanno del presidente (73 anni il il 29 settembre).
Il brano, che segue di pochi mesi la marcetta «Silvio forever», sarà l’inno ufficiale del comitato «Silvio per il Nobel», che da mesi raccoglie sottoscrizioni per la candidatura del presidente del Consiglio al prestigioso premio di Stoccolma nel febbraio 2010.
L’ultimo italiano a riuscire nell’impresa era stato, nel 1907, il giornalista e patriota Ernesto Teodoro Moneta. (BLITZ QUOTIDIANO)
Nel nostro paese dove nessuno si indigna più di tanto di fronte al giornaliero degrado della politica e dei suoi attori, anche questa iniziativa trova campo libero. All’estero invece staranno già piegandosi dalle risate.

LA MOTIVAZIONE - «Era doveroso da parte nostra - spiega Andrea Mosetti, di Radici - intervenire per condannare la condotta del ministro Brunetta, il quale ha offeso importanti categorie sociali ma anche tutta quella parte di cittadini che si riconoscono nella sinistra e partecipa alla sua attività». «Vorremmo ricordare che un componente di un Governo della Repubblica ha l'obbligo di rappresentare tutti e non ha il diritto di diffamare interi settori della popolazione, con il rischio, oltretutto, di avviare fenomeni di vero e proprio linciaggio», spiegano ancora i ragazzi dell'associazione. «Chiediamo le dimissioni di Brunetta - afferma l'ex consigliere comunale Luigi di Cesare - e ci riserviamo di procedere con una denuncia per diffamazione nei suoi confronti. Chiediamo, infine, al capo della Stato di intervenire per mettere fine a queste dichiarazioni offensive ai danni degli italiani». (CORRIERE DELLA SERA)
martedì 22 settembre 2009
La Chiesa da parte sua ha deciso di non ingoiare il rospo e reagire. Il combinato disposto, unito alle possibili prospettive della sentenza della Corte Costituzionale, apre nuovi e gravi scenari. La possibile fusione di una parte del Pdl (non solo ex AD) con Udc, Rutelli, Fini e, fuori, il nuovo soggetto di Luca di Montezemolo preannuncia un laboratorio in fieri.
Proviamo a discuterne senza ficcarci le dita negli occhi, per favore.
Oggi avevo deciso di non rivelare le mie informazioni diplomatiche, ma quando ho visto la dichiarazione di Bagnansco ho capito che il dado era tratto. Si parla di un fin de recevour per la fine dell’anno. (PAOLO GUZZANTI - www.paologuzzanti.it)
L'esperta
Corriere della Sera
La improbabile esperta poteva almeno cliccare su You Tube e visionare qualche video dei Muse prima di naufragare in questa brutta figura. Carognesco l'agguato della band che comunque ha incassato il cachet e si è fatta beffe dell'ospitalità ricevuta.
lunedì 21 settembre 2009

Falso incidente — Il Consiglio Mondiale - si legge nel comunicato della Fia - ha deciso di radiare a tempo indeterminato Flavio Briatore da ogni evento legato alla F.1 per il suo coinvolgimento nel caso del falso incidente di Piquet Junior. L'ex capo ingegnere della Renault Pat Symonds è invece stato squalificato per cinque anni, mentre per quanto riguarda Piquet la federazione ha confermato l'immunità da sanzioni per la sua collaborazione. Sempre la Fia - aggiunge il comunicato - ha ringraziato per la sua cooperazione Fernando Alonso, "in alcun modo coinvolto" nella vicenda del falso incidente al GP di Singapore 2008". La squalifica inflitta dalla Fia alla Renault non diventerà comunque effettiva a meno che in questi due anni la scuderia non sarà coinvolta nuovamente in casi simili. La Federazione internazionale ha infatti concesso alcune attenuanti alla scuderia per aver collaborato con la Fia e per aver individuato i responsabili.
La sentenza — Il Consiglio mondiale Fia ha stabilito che "i membri del team Renault di Formula 1 Flavio Briatore, Pat Symonds e Nelson Piquet jr hanno cospirato per provocare un incidente deliberatamente al GP di Singapore 2008". Questo il punto chiave della sentenza pronunciata oggi a carico del team. Il Consiglio, si legge ancora, "ritiene che le infrazioni Renault nel Gran Premio di Singapore 2008 siano state di una gravità senza precedenti. La Renault non soltanto ha compromesso l'integrità dello sport ma ha anche messo in pericolo la vita degli spettatori, dei funzionari, di altri concorrenti e dello stesso Nelson Piquet jr. Il Consiglio mondiale ritiene che violazioni di questa gravità meritino una squalifica a tempo indeterminato dal campionato del mondo Fia. Tuttavia, considerate le circostanze attenuanti e in particolare i passi intrapresi dalla Renault per identificare e assegnare la responsabilità delle violazioni all'interno del suo team e condannare le persone coinvolte, il Consiglio ha deciso di sospendere la Renault fino alla fine della stagione 2011. Il Consiglio renderà attiva questa squalifica se la Renault sarà trovata colpevole di un'altra violazione del genere durante questo periodo".
BRIATORE — Quanto alle persone coinvolte, il Consiglio "dichiara che il signor Briatore, per un periodo di tempo illimitato, non dovrà partecipare ad alcun evento internazionale, campionato, coppa, trofeo o altro in qualsiasi veste" e "non concederà alcuna licenza a nessun team o altra entità che dovesse ingaggiare Briatore in qualsiasi ruolo. Dà anche istruzione a tutti i funzionari prEsenti agli eventi Fia di non consentire a Briatore l'accesso a nessuna area sotto la giurisdizione Fia. Inoltre, non intende rinnovare nessuna licenza a piloti associati con Briatore o ad altra entità o persona che lo siano".
Parla MAX — "La Formula 1 esce piuttosto bene da questa vicenda, perché abbiamo dimostrato di aver eliminato le persone responsabili": questo il primo commento del presidente della Fia, Max Mosley, con i giornalisti dopo la decisione del Consiglio mondiale. "Briatore? peccato perché è stato per più di 20 anni al più alto livello dello sport automobilistico - ha detto ancora Mosley - è triste vedere una carriera finire così. Ma cos'altro potevamo fare? Il problema di Briatore - ha aggiunto - è che ha sempre negato e ha continuato a negare anche quando il suo coinvolgimento è diventato evidente". Il presidente della Renault Bernard Rey ha invece così commentato la decisione della Fia: "Siamo molto tristi ma oggi accettiamo totalmente questa decisione e ci scusiamo con l'intera comunità della F.1 in relazione a questo inaccettabile comportamento".
(LA GAZZETTA DELLO SPORT)
Da calciopoli a formulopoli ! Poco male, ora Briatore potrà dedicarsi a preparare cocktails al Billionaire.
domenica 20 settembre 2009
sabato 19 settembre 2009
Democratizzazione e decentralizzazione sono state per anni le parole d’accesso e la promessa dei web-profeti. «È andata davvero così?», si chiede l ’Atlantic Monthly . Che fa notare l’emergere del blogger professionista, sempre più dipendente (e stipendiato) dai Golia che era nato per contrastare. La rivista americana ricorda la parabola di Ezra Klein, da urlatore solitario a oratore per il Washington Post . O l’evoluzione di Ross Douthat, da Internet alla pagina degli editoriali del New York Times.
Tra i cinquanta blog più visitati della classifica stilata da Technorati, gli autori auto-prodotti sono rimasti pochi e riuscire a raggiungere i vertici è diventato sempre più difficile, perché i grandi nomi e i grandi marchi attirano e monopolizzano il traffico online. Aol da sola è proprietaria di ventisette blog sui primi cento della lista. Gli altri finiscono impolverati: il 94 per cento dei siti personali rilevati nel 2008 è stato chiuso o abbandonato.
Anche in Italia i blog più seguiti e discussi sono rilanciati e inglobati dai portali di testate Golia o sono l’emanazione di nomi già noti (grazie ai vecchi media). Piovono rane — in testa secondo Blogbabel — è curato da Alessandro Gilioli, giornalista de L’espresso . Nei primi dieci posti ci sono Beppe Grillo e Voglioscendere del trio Corrias-Gomez-Travaglio. Da democratico e decentrato, l’universo web comincia ad assomigliare al mondo di qua, dove tanti parlano e pochi hanno la possibilità di farsi sentire. (DAVIDE FRATTINI - CORRIERE DELLA SERA -)
giovedì 17 settembre 2009
mercoledì 16 settembre 2009
Le foto delle nuove case di Onna



Fregato Bruno Vespa. prima di Porta a Porta Mamma! è in grado di mostrarvi le prime villette consegnate, complete di comfort e supervisionate dal premier. (www.mamma.am/mamma/index.html)

Nella foto, Bruno Vespa in atteggiamento di professionale distacco accanto al capo del governo, che è anche l’editore dei suoi libri, che è anche il suo editore a Panorama, che è anche il padrone delle tivù concorrenti, che è anche quello che nomina i vertici di Raiuno, che è anche quello che dice che in Italia c’è molta libertà di stampa. (ALESSANDRO ROBECCHI - MICROMEGA -)
Mentre Vespa raccatta un umile 13,47% di share, Mediaset si frega le mani con gli incassi pubblicitari dei suoi canali che accolgono i fuggiaschi delle reti Rai. E così ci si ritrova nella grottesca situazione di un Presidente del Consiglio che per favorire le sue aziende danneggia la Rai. Insomma, mentre i contribuenti perdono soldi, lui si riempie le tasche. Ma se la Tv di Stato è questa, allora non ha senso pagare alcun canone e, visto che con il calo dello share si danneggia anche l’erario, e visto che Vespa considera ‘Porta a Porta’ un suo programma, allora mi chiedo se non debbano essere lui o Masi a colmare questo buco nelle casse pubbliche. Il loro comportamento si profila come un utilizzo di mezzi e soldi pubblici per favorire gli interessi di un singolo individuo.
Ringrazio i cittadini italiani per aver seguito lo spot propagandistico “Io boicotto Porta a Porta”, grazie a loro è stato registrato un crollo dello share della trasmissione. Bruno Vespa è stato il boia della Rai di questo martedì, quando il governo Berlusconi sarà solo un ricordo, certamente, anche il signor Vespa finirà nel dimenticatoio. E colgo l’occasione per ribadirgli che non esistono proprietari di programmi pubblici e che io sarò a ‘Porta a Porta’ per ricordarglielo e per esigere la risposta che i cittadini aspettano alla seguente domanda: “Come mai Berlusconi per farsi intervistare sceglie lei invece che i suoi colleghi?”.
La trasmissione di ieri è stata “da copione”, una sequela di autocompiacimenti da voltastomaco, un soliloquio di un uomo isolato, arrogante e debole. Silvio Berlusconi, quello che ha corrotto Mills nel più colossale processo di evasione fiscale ai danni dei contribuenti, si permette di dare dell’evasore al direttore di Repubblica, dimostrando di essere un mentitore senza ritegno e approfittando dell’ignoranza di molti cittadini, zoccolo del suo elettorato, che non ne conoscono la biografia.
Nei prossimi mesi effettuerò una capillare campagna di volantinaggio, in ogni angolo del Paese, per diffondere la biografia di Silvio Berlusconi che è on line sul sito di Wikipedia. Perchè chi naviga in internet sa perfino il numero di tessera P2 di quest’uomo, ma molti cittadini, per età o per impedimenti tecnici, ancora non hanno mai letto cosa è stato capace di fare questo impresentabile Presidente del Consiglio.
Il primo dei tre obiettivi rilanciati ieri, cioè quello di boicottare ‘Porta a Porta’, è stato raggiunto, grazie a tutti voi. Il raggiungimento degli altri, che sono riportati di seguito, dipende dai partiti cosiddetti di opposizione e dal Presidente della Repubblica, dal quale attendiamo un segnale. (www.antoniodipietro.it)
martedì 15 settembre 2009
Avendo vissuto quella drammatica esperienza del 23 novembre 1980, confermo in toto.
il governo sta sabotando l’informazione di Stato, lei si presta come boia di questa esecuzione lasciando trasmettere stasera, senza contraddittori, le menzogne di Berlusconi sull’Abruzzo. Lei è sorridente osservatore di questa mattanza Rai, che osteggia Report, scioglie Annozero e fa slittare a giovedì Ballarò per mettere i sudditi italiani davanti al sultano che lei imbeccherà con domande preconfezionate. Insomma un’informazione alla mussoliniana maniera che di questi tempi è molto in voga. Berlusconi stapperà lo champagne della propaganda per le 94 nuove abitazioni che verranno consegnate ad Onna, grazie ai soldi raccolti dai volontari di Trento e dalla Crocerossa a cui il governo non ha aggiunto un solo cent di bronzo.
La sua arrogante risposta: “si scusi o non verrà più”, data a me senza mezzi termini e a Franceschini velatamente, suona come una minaccia che rigetto al mittente, e metterò sul tavolo sordo dell’Agcom e della commissione di Vigilanza, ma che affiderò anche ai legali per constatare la sussistenza del ricatto intrinseco che le sue dichiarazioni contengono.
Lei conferma la sua concezione della tv pubblica perfettamente allineata alla nuova dirigenza di governo: roba nostra.
Le illustro, invece, la mia concezione: lei alle trasmissioni è ospite esattamente quanto il sottoscritto, e dovrebbe rispondere della sua reputazione e della sua professionalità a nessun altro se non ai cittadini. E questo, diciamocelo, anche fuori dalla camera caritatis, nel suo caso non avviene e non è mai avvenuto.
Io vedo, dunque, Porta a Porta come uno spazio che il pluralismo dell’informazione, ancora sulla carta, garantisce per legge, per par condicio e non per grazia ricevuta da Bruno Vespa o dal conduttore di turno.
La lascio con due illuminanti interrogativi che ogni italiano serba nel profondo e la cui risposta lascio a lei: come mai Porta a Porta non ha gli stessi problemi di messa in onda che hanno trasmissioni quali Report, Annozero o Ballarò? Come mai Berlusconi la preferisce ai suoi colleghi per essere intervistato?
Signor Vespa, ritengo che sia lei a doversi scusare con gli italiani per l’utilizzo che fa del servizio pubblico come veicolo di promozione degli interessi privati di Silvio Berlusconi.
Lancio un appello dalla Rete ai cittadini, ai politici dell’opposizione e al Capo dello Stato quale garante delle malandate istituzioni italiane:
- ai cittadini chiedo di boicottate Porta a Porta, cambiando canale questa sera, per stracciare lo share della trasmissione.
- ai politici dell’opposizione chiedo di rifiutare, per solidarietà verso Franceschini, che si è già espresso in questo senso, ogni proposta per la puntata riparatoria “del giorno dopo” in programma per il 23 settembre, in cui Bruno Vespa vorrà chiudere la partita del “salvo la faccia per la porcata del 15 settembre”.
- al Presidente della Repubblica chiedo di farsi garante dell’applicazione e del rispetto della legge che regola la par condicio nel garantire un'appropriata visibilità a tutti i principali partiti e/o movimenti politici. (www.antoniodipietro.it)
lunedì 14 settembre 2009

Solo una domanda : è normale che due ministri della Repubblica Italiana, che hanno giurato sulla Costituzione Italiana, possano esternare in questo modo ?

domenica 13 settembre 2009
venerdì 11 settembre 2009
giovedì 10 settembre 2009
La battuta del giorno
Lo faceva Giovanni Falcone, editorialista de La Stampa e collaboratore di un programma di Rai2 sulla mafia. Lo faceva Piercamillo Davigo su La Voce di Montanelli. L’ha fatto, negli ultimi mesi, lo stesso Scarpinato sul Corriere. Lo fa continuamente Gian Carlo Caselli sui giornali che ospitano i suoi scritti. L’ha fatto Carlo Nordio su quotidiani vicini al centrodestra, anche mentre indagava sul Pci-Pds, e nessuno ha avuto nulla da obiettare: giustamente, perché in una democrazia tutti hanno il diritto, e in certi casi il dovere, di manifestare il proprio pensiero. E perché, come è giusto e interessante dare spazio ai medici nel dibattito sulla sanità e agli attori e ai registi nel dibattito sul cinema, è giusto e interessante dare spazio ai magistrati (così come agli avvocati e ai docenti universitari) nel dibattito sulla giustizia.
Non la pensa così Il Giornale della famiglia Berlusconi, diretto da Vittorio Feltri, che della democrazia ha un concetto, diciamo così, un po’ originale. Ieri ha sbattuto in prima pagina, come una notizia scandalosa, la partecipazione (peraltro silente, in veste di semplici osservatori) di Ingroia e Scarpinato al nostro forum. Titolo: “Due giudici antipremier in redazione. Nel nuovo giornale di Travaglio & C. Ingroia e Scarpinato tengono a battesimo Il Fatto, un quotidiano che fa dell’antiberlusconismo la propria linea editoriale. E poi pretendono che crediamo alla favoletta dell’imparzialità dei giudici”. Nell’articolo di Antonio Signorini, si legge una carrettata di balle: tipo che Il Fatto sarebbe “il giornale dei dipietristi”, “dichiaratamente giustizialista”, “un soggetto tutto politico emanazione di un pezzo di sinistra, quella giustizialista, che si riconosce nell’Italia dei valori”, “il nascente quotidiano vicino al movimento di Antonio Di Pietro”, “all’assemblea del quotidiano vicino a Idv, i magistrati Ingroia e Scarpinato lanciano l’allarme democratico”.
Il poveretto non sa che i due magistrati si sono limitati ad assistere a una parte del forum, senz’aprire bocca. Ma, soprattutto, non sa o finge di non sapere che il Fatto Quotidiano, come ha ribadito il direttore Antonio Padellaro l’altroieri, “ha una sola linea politica: la Costituzione della Repubblica Italiana”. E’ comprensibile che due magistrati nella redazione di un quotidiano che si ispira alla Costituzione sgomentino certa brava gente. Stiamo parlando del Giornale di proprietà di Paolo Berlusconi, noto pregiudicato per corruzione e altri reati, e diretto da un tizio, Feltri, che ha difeso amici della mafia come Andreotti, Contrada, Dell’Utri e così via. Ma soprattutto ha fatto o fa scrivere sui suoi giornali noti pregiudicati per reati gravi, come Paolo Cirino Pomicino (corruzione e finanziamento illecito), Gianni De Michelis (corruzione e finanziamento illecito), Francesco de Lorenzo (associazione per delinquere e corruzione), Gianstefano Frigerio (corruzione, concussione, finanziamento illecito), Renato Farina (ha patteggiato 6 mesi per favoreggiamento nel sequestro Abu Omar ed è stato espulso dall’Ordine dei giornalisti perché a libro paga dei servizi segreti). E personaggi come Luciano Moggi (5 anni di interdizione dalla giustizia sportiva, 1 anno e 6 mesi in primo grado per violenza privata e minacce, imputato al Tribunale di Napoli per associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva). L’altro giorno, per dire, Il Giornale ha affidato il ricordo di Mike Bongiorno a Fedele Confalonieri (rinviato a giudizio per frode fiscale nel processo sui diritti Mediaset e di nuovo indagato a Milano nell’inchiesta Mediatrade prossima alla conclusione).
Ecco, è normale che il Giornale degli imputati e dei pregiudicati trovi anormale un giornale che, invece, ospita incensurati e addirittura magistrati. Ciascuno si accompagna con i propri simili. Infatti l’assenza di pregiudicati e la presenza di magistrati e incensurati al nostro forum viene definito dal Giornale “una nuova anomalia italiana”. Questi squadristi della penna tirano addirittura in ballo “la separazione dei poteri” e chiedono all’Associazione nazionale magistrati di “riprendere i due iscritti che hanno partecipato a un forum che più di parte, e politico, non si può”. Denunciano come un crimine il fatto che “i magistrati palermitani hanno una qualche idea politica” (avete capito bene: ora è vietato avere idee politiche). E auspicano – da parte nostra o da parte loro – “una qualche precisazione o smentita”.
Se questi picchiatori maccartisti sperano di costringerci a scusarci, a giustificarci, a nasconderci nelle catacombe, hanno sbagliato i loro conti. Noi siamo orgogliosi di stare dalla parte dell’antimafia e di essere amici di servitori dello Stato come Scarpinato e Ingroia, mentre il capo del governo attacca come “follia” e “cospirazione” le indagini sulle trattative fra Stato e mafia e sui mandanti occulti delle stragi del 1992-’93 e il presidente Giorgio Ponzio Napolitano tenta di frenare il Csm nella doverosa difesa dei magistrati attaccati. E saremmo ancor più orgogliosi se magistrati come loro collaborassero al Fatto Quotidiano. Vorrà dire che, per la gioia di Littorio e i suoi compari, il prossimo forum del Fatto Quotidiano lo organizzeremo in un teatro o in una piazza, e di magistrati come Ingroia e Scarpinato ne inviteremo molti altri. (MARCO TRAVAGLIO - L'ANTEFATTO -)
Negli uffici di Borgo S.Angelo, con il cupolone di S.Pietro che sembra caderti addosso, Michele Santoro aspetta. C'è via vai di facce note viste nei collegamenti del giovedì sera, segretarie, fattorini, sembra una giornata come le altre, alla vigilia di un nuovo inizio. E invece no.Tra due settimane su Raidue vedremo Annozero.
Quali servizi state preparando?
Nessuno, le nostre troupe sono ferme.
Ferme?
Ferme perché ancora i contratti dei collaboratori non sono stati firmati. Non abbiamo i contratti per far lavorare la squadra. Se andremo in onda sarà con Travaglio. Altro non so dirti.
In tutti questi anni era mai successa una cosa del genere?
Mai.Ma la Sipra ha venduto la pubblicità, anzi vi propongono di inserire nel programma il terzo break.Confermo. Ogni 30 secondi da noi costa dai 56 ai 66 mila euro, Ci ripaghiamo i costi, senza utilizzare un euro del canone, con un ampio margine di guadagno per l'azienda.
Dunque dov'è il problema?
Il problema si chiama Travaglio.
Vi chiedono di affiancargli un giornalista di destra?
Il testo di Travaglio viene letto dal direttore generale e di rete. Così gli esponenti del centrodestra che ospitiamo possono prepararsi a controbattere. Più di questo... Cosa diversa è mettere in trasmissione due persone che dicono cose opposte. Significa cancellare il punto di vista della trasmissione. Travaglio è il simbolo della persistenza di una censura verso tutti quelli (Guzzanti, Luttazzi, Grillo...) banditi dalla tv. Si dà per scontato che ci siano autori proibiti, artisti e giornalisti che non possono avere un rapporto con il pubblico. E' questo che fa diventare deflagranti, simboliche, le poche voci che restano. C'è un confine del proibito che si sposta e si allarga continuamente.
Sei tornato sul piccolo schermo dicendo ai telespettatori che si sarebbero dovute ascoltare tutte le voci. Avete perso la battaglia e ora rischiate di perdere anche i pezzi pregiati di Annozero?L'editto bulgaro non è mai finito, è diventato la legge della comunicazione in Italia. Ho letto con interesse l'intervista di Agnes alla Stampa. Raccontava il legame tra la vecchia lottizzazione e i partiti di massa. Quella lottizzazione, che escludeva la destra culturale, bisogna riconoscerlo, tuttavia manteneva una corrispondenza tra chi faceva la tv e il pluralismo politico. Oggi non si fa riferimento a idee, ideologie, partiti, ma solo a questo o quel singolo politico. D'Alema, Franceschini, Bersani per parlare della sinistra. Persone, personalismi ma in nome di quale cultura? Raitre è l'ultima barriera perché rappresenta ancora una linea editoriale, un punto di vista, più o meno forte, ma un punto di vista.
Fuori c'è la monocultura berlusconiane, ma dentro la Rai?
Si va sempre di più verso un'azienda di funzionari che comprano i format, i produttori dei quali, a loro volta, vendono quello che non crea fastidi al funzionario. Niente quadri, via la gente che sa fare televisione. Dentro velinismo e becerume. Oltretutto questo funzionariato senza idee si professa anche cattolico. Bel risultato!
Rai e Mediaset hanno ancora due pubblici diversi?
Onestamente questa storia è finita. E non solo per colpa di Berlusconi, ma anche delle gestioni precedenti affidate alla sinistra. Vedi l'asse tra la sinistra e Saccà con allegata teorizzazione che la tv si può fare in un solo modo.
Mentana al Tg3 e Minoli a Raitre, perché no?
Con tutta la stima per Mentana, dovesse dirigere il Tg3 è naturale che vi porterebbe la sua esperienza del Tg5. Si può pensare tutto del Tg3, chiamala pure Telekabul, ma è un telegiornale diverso dagli altri. Delegittimare tutte le diversità per fare che cosa? Una televisione-omnibus, una televisione-Longanesi, una tv che non si può permettere un vero pluralismo ma solo una sorta di frondismo televisivo.
Descrivi l'evoluzione, la tappa finale, del conflitto di interessi: ammazzare creatività, pluralismo, professionalità. Ridurre la Rai a contenitore di format, sviluppare una parvenza di dialettica dentro il centrodestra. Senza via d'uscita?
Cerco di fare il mio lavoro, ma i contrappesi a Berlusconi si sono impoveriti. Sul piano del potere economico la debolezza delle banche è sotto gli occhi, e il vuoto di leadership della sinistra anche.
Lo scenario lascia intravedere una Rai con un bilancio in deficit pesante sommato all'omologazione del prodotto, alla scomparsa di pluralismo. A che cosa (o a chi) serve questa Rai?A farne un'azienda a rischio-Alitalia, da privatizzare. Che non sarebbe un male in se, ma in questo contesto a pilotarla sarebbe Berlusconi e questo sarebbe un male di sicuro, visto che il nostro concorrente non dovrebbe essere Sky, ma Mediaset. E non mi pare che le strategie messe in campo rispondano a una logica di concorrenza con le tv di Berlusconi. Vedremo cosa accadrà con il digitale, ma finora Rai non ci ha guadagnato a scendere dal satellite, mentre Mediaset ora ha la sua pay tv nelle case di tutti gli italiani. Vedremo se le cose cambieranno.
Il 19 a Roma ci sarà una manifestazione per la libertà di stampa. Il manifesto e la sinistra radicale fino a ieri erano tacitati come fonti di sterile antiberlusconismo. Poi anche Repubblica si è convinta che il paese è segnato da un regime, e qualcuno teme lo spettro del «fascismo».
Posso dire? il fascismo aveva più rispetto per le intelligenze culturali, nel teatro, nel cinema. Non faceva dell'ignoranza e dell'incompetenza la sua bandiera. Siamo a un funzionariato servile, come del resto è emerso dalle telefonate tra Berlusconi e un dirigente della Rai. La mancanza di un dinamismo culturale, sociale, economico è devastante.
Va di moda la real-politik. Si fa quel che si può, il mondo non si cambia. A tenerci buoni ci pensa la tv?
Non è una situazione irreversibile, non penso a una dittatura imbattibile, ma la cosa grave è che in questa situazione se ci fosse un Obama, anche senza la tv, le cose potrebbero cambiare. Purtroppo da noi non esiste competitività, l'intellettuale è schiacciato, prima di fare bisogna pensare a cosa è possibile. Niente sogni per chi sta alla base della piramide sociale, né speranze di migliorare domani, come era per i nostri padri e come ancora la nostra generazione vorrebbe credere.
Se la tv non aiuta, ci sono sempre i giornali.
Ma guarda il Corriere della Sera! Oggi Berlusconi è tra i proprietari della testata, la crisi finanziaria ha indebolito le banche, e la linea politica è cambiata. Non è un piccolo dettaglio. Oppure guarda cosa è successo al direttore di Avvenire. Chi predica il culto della privacy poi ha un giornale dedicato al massacro del privato di tutti quelli che si permettono di criticare Berlusconi, senza rispetto per i tempi della cronaca dei fatti che si raccontano. O vogliamo dire che Feltri ha fatto uno scoop?
Giuliano Ferrara scrive che sei un kapataz, meglio persino la terribile Gabanelli con le sue inchieste-bomba, passi pure Fabio Fazio, ma Santoro proprio non gli va giù. Che gli hai fatto?Ferrara ha provato a fare il mio stesso mestiere e i risultati non sono stati esaltanti, ricordo che a Mediaset gli inserzionisti scappavano quando si trattava dei suoi programmi. Io ho sempre difeso la sua libertà, ma in nessun paese le polemiche tra i giornalisti arrivano a chiedere tagli e censure politiche. Purtroppo Ferrara non concepisce che qualcuno possa operare in proprio, senza grandi chiese di riferimento, come ha sempre avuto lui.
Mike Bongiorno è morto fuori dalla tv, proprio lui la storia e il simbolo della televisione, mandato in pensione senza una telefonata...
Con il trattamento riservato a Mike è stato come se la tv espellesse se stessa. La televisione che manca di rispetto alla televisione. Mike aveva scelto di affiancare Fiorello, numero uno dell'intrattenimento Rai, e proprio per questo a sua volta espulso dalla tv generalista. E' questo il problema: non solo i talenti scomodi, ma anche il talento in genere trova sempre meno spazio nella tv generalista. Fino a una televisione senza televisione e senza talento. E' la nuova legge del conflitto di interessi. (NORMA RANGERI - IL MANIFESTO -)
mercoledì 9 settembre 2009
Tutte le promesse che Silvio Berlusconi affida ai suoi molti telegiornali sono bugie con gambe talmente lunghe e veloci che si fa fatica a inseguirle per verificarle. Fanfare e riflettori le mettono in circolazione (“prima dell’inverno tutti avranno un tetto”) ma finiscono per accumularsi sul palcoscenico della perpetua commedia che ci governa.
Dice Stefania Pezzopane, presidente della Provincia: “C’è un grande malessere in giro. Ci sentiamo ingannati e compressi. Assediati dal tempo. Dispersi. Senza certezze”. Ora che a L’Aquila sono cominciate le piogge, 17 mila terremotati vivono ancora nelle tende e 30 mila sono sparpagliati negli alberghi. Non si sa quante scuole riapriranno. Mancano ancora le graduatorie per l’assegnazione delle nuove case. In compenso i cassintegrati sono saliti a 16.500 e un piano di rilancio produttivo non si è fatto. Tensioni crescono. Solidarietà evaporano. Burocrazie impediscono piccoli lavori e accesso ai rimborsi. Si dismettono le tendopoli, ma le nuove case restano un miraggio. I container utilizzati in Umbria potevano essere una soluzione per il primo anno, ma non sono mai arrivati per non offuscare il record della ricostruzione. Ora arriverà l' inverno e con la neve pure il buio delle telecamere. ( PINO CORRIAS - www.voglioscendere.ilcannocchiale.it)