
Vittorio Feltri ha lanciato un minaccioso avvertimento agli amici del Presidente Fini. “Si accontentino di non essere ancora morti”, ha scritto ieri con il tono soave che lo caratterizza; in attesa che la voce del padrone gli ricordi che il foglio d’ordine del partito dell’amore dovrebbe essere meno funereo, noi ci impegniamo ad assecondare i suoi desideri. Resteremo vivi non per amore di polemica, bensì per tutelare l’equilibrio di Feltri. Perché se dovessimo davvero passare a miglior vita (ovviamente politica) il direttore si farebbe la fama di pericoloso menagramo e iettatore, ovvero una fama… sinistra. E poi come lo spiegherebbe ai suoi lettori? Vedendolo, si toccherebbero i padani gioielli di famiglia anche a Bergamo… E ciò non lo possiamo permettere. Nel nome del Pdl. (IL SECOLO D'ITALIA)
Bella, spiritosa e ficcante risposta del Secolo d'Italia a Vittorio Feltri, direttore del giornale della Reale Casa, ultimamente sospeso dall'ordine dei giornalisti per la bufala che costrinse Boffo a dimettersi da direttore dell'Avvenire.
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