giovedì 30 giugno 2011

E poi c'è la Rai ridotta all'osso. Veda Lei...

Un tempo c’era la guerra preventiva di Bush (nella quale, non dimentichiamolo mai, Berlusconi gettò generosamente l’Italia) e oggi c’è la manovra postuma, da accollarsi al governo (di sinistra) a venire. La destra è così sicura di aver meritato la sconfitta elettorale del 2012-2013, che si prepara già alla campagna, chissà, del 2017. Quando gli italiani saranno furenti per i sacrifici imposti, si celebreranno (se ancora qualcuno celebrerà) i cent’anni dalla Rivoluzione Russa e Berlusconi, a più di ottant’anni, sfoggerà ancora un parrucchino rosso. Per intanto si governicchia, come direbbe Totò, cercando di ottenere la salvezza in alcuni processi decisivi per il premier. E non bastano più leggi ad personam; ci vuole un intero Paese ad personam, nel quale quel che conta è salvare le proprietà del boss. In primis le tv, un acquario nel quale boccheggiano sempre gli stessi pesci e marciscono scolorite alghe di plastica. Ma, per brutta che sia, la tv Mediaset potrà sopravvivere a se stessa contando su una Rai ridotta all’osso dalla cura Masi. Veda Lei. (Maria Novella Oppo -L'UNITA' -)

Berlusconi sopra o sotto



"Obama è uno str..." gaffe del giornalista in tv

Clamorosa gaffe di Mark Halperin, analista politico, caporedattore di Time e autore di libri di grande successo: durante un dibattito alla Msnbc, credendo ci siano i classici sette secondi di ritardo (perché gli anchor gli dicono che è così) dice, scherzando, che il presidente si è comportato come uno stronzo (in inglese "a dick") durante la conferenza stampa in cui strigliava i Repubblicani. Grande imbarazzo nello show, ma soprattutto molte risate; resosene conto, il giornalista chiede scusa, ma la frittata è fatta: verrà infatti sospeso dal servizio poco dopo. (REPUBBLICA)


mercoledì 29 giugno 2011

Nessuna censura internet





Zitta, zitta, senza dire niente a nessuno, l’Agcom si prepara a lanciare la prima offensiva in grande stile contro la libertà della Rete. Dal 6 luglio entrerà in vigore una delibera grazie alla quale, se un detentore di copyright denuncerà all’Agcom stessa un sito per violazione del diritto d’autore, l’Autorithy potrà chiedere al gestore la rimozione dei contenuti indicati entro 48 ore e, se ciò non avverrà , oscurare il sito senza bisogno di rivolgersi all’autorità giudiziaria.
In questa norma ci sono almeno tre elementi inaccettabili anche per chi, come me, ritiene che il diritto d’autore vada protetto e garantito. Il primo è che non si può oscurare un sito o rimuovere d’autorità un contenuto senza che a deciderlo sia l’autorità giudiziaria. In caso contrario si affiderebbe infatti all’Authority un potere di censura illimitato e incontrollato. La presenza del giudice garantisce il diritto, la sua assenza rende possibile e forse probabile l’arbitrio.
In secondo luogo, la tabella fissata dall’Agcom nega di fatto il diritto alla difesa dei siti “incriminati”. Con un margine di due giorni, e cinque di contraddittorio prima dell’oscuramento, non c’è nemmeno il tempo di preparare le carte per sostenere le proprie ragioni che già ti ritrovi oscurato. E che cosa succede se il sito, come spesso capita sulla Rete, è estero? Con i tempi concessi dall’Agcom non avrebbe nemmeno il tempo di essere avvertito dell’imminente oscuramento!
Infine, la regola fissata dall’Authority è cieca. Nel senso che non distingue tra i differenti tipi di siti, come se una banca dati o un sito privato fossero la stessa cosa o come se si potessero valutare allo stesso modo un sito costruito a scopo di lucro e uno che quello scopo non ce l’ha.

C’è infine un’ulteriore motivo per opporsi in ogni modo a questa delibera liberticida. Decisioni di questa portata, nelle democrazie parlamentari, spettano al Parlamento, che invece non è stato neppure consultato. E comunque vanno concertate di comune accordo con le parti interessate. Invece l’Agcom ha scritto il regolamento ascoltando solo la lobby dei titolari dei diritti, esculdendo dalla concertazione necessaria gli utenti e le associazioni sulle libertà digitali.
Su questo ho già chiesto al ministro Romani una risposta e, come IDV, abbiamo presentato un’interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri e per questo credo che si debba aderire a qualsiasi forma di protesta che miri a bloccare questa norma e a difendere la libertà della Rete, che è la chiave stesa della democrazia del futuro. (www.antoniodipietro.it)

Le banche italiane e il debito pubblico

Il nostro debito pubblico, che si avvia verso i 2.000 miliardi, è insostenibile. Lo sanno tutti, la UE, il FMI, le agenzie di rating. Nessuno grida al fuoco perché l'incendio si propagherebbe a tutta l'Europa. La manovra di tagli proposta da Tremorti è un pannicello caldo per tirare avanti e spostare il problema più in là. La speranza è di arrivare alle prossime elezioni e lasciare il cerino in mano al suo successore. Le banche italiane, intanto, tremano. Le prime sei posseggono 200 miliardi di euro dei nostri titoli di Stato. Una polpetta avvelenata. Se ci fosse un default potrebbero essere le prime a saltare. (www.beppegrillo.it)

Manovra finanziaria, torna il ticket



martedì 28 giugno 2011

Rotondi : difendiamo la casta





"Dobbiamo coccolare i parlamentari; se un giorno gli si dice che vanno dimezzati, il giorno dopo che gli si taglia lo stipendio, quello successivo l’auto blu, significa voler proprio far cadere il governo". Il ministro Gianfranco Rotondi è contrario ai tagli dei privilegi a deputati e senatori. Anzi. I privilegi, dice, vanno tutelati. "Tanto, più impopolari di così".

Il ministro per l’Attuazione del programma si arruola nell’esercito nemico di Giulio Tremonti. "Le misure contro i privilegi della politica le considero un insulto alla sua intelligenza", dice. E suggerisce una ricetta tutta sua. "Forte del fatto che nessuno, neanche all’opposizione, vuole andare al voto, Berlusconi deve avere un’unica preoccupazione: coltivare i rapporti con Camera e Senato". Come? "Teniamoci buoni i mille parlamentari", dice Rotondi in un’intervista a Libero. "Non possiamo dargli l’aumento, ma almeno coccoliamoli, rassicuriamoli, non rompiamogli le palle se vogliamo arrivare al termine della legislatura. E nel frattempo cerchiamo di farci dimenticare. Perché, inutile negarlo, la gente ormai ci detesta".

Secondo Rotondi, dunque, cosi il governo può arrivare alla sua scadenza naturale del 2013. Altrimenti rischia. "Se uno un giorno dice a deputati e senatori che vanno dimezzati, il giorno dopo che taglia loro gli stipendi, quello successivo che gli toglie l’auto blu, allora è un kamikaze, significa che vuole proprio farlo cadere questo governo".

Una difesa della Casta. "Più impopolari di così. Il deputato oggi è uno sputtanato che va per la pagnotta, questo è il giudizio che ci siamo cuciti addosso, per merito dei comici, delle trasmissioni tv", secondo Rotondi. Non per merito dei parlamentari. "Un tempo si accusava i politici di rubare, oggi gli si rimprovera solo di avere dei privilegi previsti dalla legge. Ma attenzione. Questa furia antipolitica finisce per essere antiparlamentare. e il Parlamento è come la salute: ti rendi conto che è importante solo quando non ce l’hai più", dice Rotondi.

Insomma una sorta di requiem al governo. E al premier Rotondi suggerisce di tornare allo spirito di una volta tanto "deve rassegnarsi al fatto che in diciotto mesi non può fare le riforme istituzionali, né la riforma della giustizia e neppure quella fiscale. Al massimo si può far approdare qualche legge in Parlamento". (WALL STREET ITALIA)

Durissimi i PM



lunedì 27 giugno 2011

Ad Arcore un bordello per compiacere il premier


“Un bordello per compiacere Berlusconi. Un autentico sistema strutturato per fornire ragazze disponibili a prostituirsi al premier”. Ecco come l'accusa descrive le cene a villa San Martino. Le parole del procuratore aggiunto di Milano Pietro Forno e del pm Antonio Sangermano sono state pronunciate durante l'udienza preliminare nella quale è stato chiesto il rinvio a giudizio di Lele Mora, Nicole Minetti e di Emilio Fede. I magistrati hanno spiegato davanti al gup di Milano Maria Grazia Domanico che l’attività di induzione e favoreggiamento della prostituzione da parte dei tre imputati per i presunti festini a luci rosse ad Arcore era un “sistema non occasionale” e “ben organizzato per compiacere Silvio Berlusconi”. L'accusa così ha utilizzato anche il termine “bordello” per descrivere il sistema dei presunti festini hard nella villa del premier. (www.ilfattoquotidiano.it)

Antonio Di Pietro su TAV in Val di Susa

Passaparola di Marco Travaglio (dal blog www.beppegrillo.it)

domenica 26 giugno 2011

La battuta del giorno

"Media scatentati contro di noi. Il governo e la maggioranza sono più forti e più coesi. Il merito è di tutti noi e anche vostro, cari amici, che anche in questo clima avvelenato, in questo clima in cui i media si sono scatenati - i giornali, le radio e le televisioni - contro di noi, voi avete sempre tenuto alta la nostra bandiera, che è la bandiera della verità, la bandiera della libertà". (Silvio Berlusconi, messaggio ai Promotori della Libertà)

...come qualcuno ha già osservato, Silvio forse non segue il TG 1, TG 2, i TG Mediaset e non legge Il Giornale o Libero !

Addio tenente Colombo, un mito


E' morto Peter Falk, il "tenente Colombo" dallo sguardo svagato e l'impermeabile spiegazzato, protagonista amato della serie televisiva nata nel 1967 sul canale americano Nbc e diventata un culto in Italia alla fine degli anni '70. L'attore, malato da tempo di Alzheimer, aveva 83 anni. La notizia è stata diffusa dai familiari, che non hanno rivelato la causa della morte, avvenuta ieri notte a Los Angeles. (REPUBBLICA)

Max The Fox

“Ora è molto tardi per fare una legge sulle intercettazioni e del tutto inopportuno intervenire per decreto. Ma il problema c’è: non è giusto mettere sui giornali la vita privata delle persone. Leggiamo una valanga di intercettazioni che nulla hanno a che fare con vicende penali, ma sono sgradevolmente riferite a vicende personali. Non è una cosa positiva. Occorre proteggere i cittadini”.

Chi l’ha detto? Massimo D’Alema naturalmente. Puntuale come una merchant bank, ogni qualvolta B. è travolto in uno scandalo, arriva la Volpe del Tavoliere a levarlo d’impaccio. O almeno a fare pari e patta. Fa sempre così, da 17 anni.

Breve riepilogo delle puntate precedenti.

Nel ‘94 B. finisce nei guai a Milano per le tangenti alla Finanza: D’Alema finisce nei guai a Bari per un finanziamento illecito di 20 milioni dal re delle cliniche pugliesi, l’imprenditore malavitoso Cavallari (prescrizione).

Nel ’96 B. è politicamente morto e l’Ulivo di Prodi si accinge a una sonante vittoria: Max va in pellegrinaggio a Mediaset per esaltarla come “grande risorsa del Paese” e garantire che non la sfiorerà nemmeno con un dito. B. medita di ritirarsi a vita privata: D’Alema s’inventa la Bicamerale per riscrivere “insieme” la Costituzione, specie sulla giustizia, lo trasforma in padre ricostituente e manda in soffitta il conflitto d’interessi.

Nel ’98 Prodi e Ciampi portano l’Italia in Europa: Bertinotti li rovescia in men che non si dica e l’indomani D’Alema è già pronto con una maggioranza alternativa, rimpiazzando Rifondazione coi ribaltonisti di Mastella, Cossiga e Buttiglione e dichiarando morto l’Ulivo.

Nel ’99 Rete 4 perde la concessione, ma D’Alema – impegnatissimo a sponsorizzare i “capitani coraggiosi” Colaninno, Gnutti e Consorte per l’assalto a Telecom – la salva regalandole la licenza per trasmettere in proroga sulle frequenze che spettano a Europa7.

Nel 2001 B. risorge dalle sue ceneri e governa cinque anni: unica opposizione i girotondi, i pacifisti, i no global, infatti D’Alema raccomanda di evitare la piazza.

Nel dicembre 2005 B. è alla canna del gas, dopo aver perso le amministrative e le europee, mentre l’Unione di Prodi ha 15 punti di vantaggio in vista del voto politico del 2006: ma ecco saltar fuori le intercettazioni sull’ultimo colpo di genio di Max, l’appoggio alla scalata illegale dell’Unipol di Consorte alla Bnl (“Vai, Gianni, facci sognare!”). Pari e patta con le scalate di Fiorani e Ricucci ad Antonveneta ed Rcs sponsorizzate dal centrodestra. Così l’Unione si mangia quasi tutto il vantaggio e Prodi vinciucchia per 25 mila voti, troppo pochi per governare senza i ricatti dei partitini.

Nel 2009 B., dopo un anno di governo, è già alla frutta per lo scandalo D’Addario-Tarantini: ben presto si scopre che “Gianpi” le mignotte le portava nei giorni pari a Palazzo Grazioli e in quelli dispari a Sandro Frisullo, vicepresidente della giunta Vendola e dalemiano di ferro. Una Bicamerale a luci rosse.

Nel 2010 B. è di nuovo sputtanato dalle rivelazioni di Wikileaks: Max non può mancare e infatti salta fuori un cablo dell’ambasciatore Spogli a Washington su quel che gli ha confidato D’Alema nel 2007: “La magistratura è la più seria minaccia per lo Stato italiano”. Infatti i giudici baresi arrestano anche l’altro assessore dalemiano di Vendola, Alberto Tedesco, provvidenzialmente rifugiatosi al Senato.

Nel 2011 B. perde comunali e referendum: D’Alema offre un bel governo istituzionale col Pdl. Scandalo P4: Bisignani trafficava con vari ministri, ma accompagnava pure il gen. Poletti da D’Alema (e da chi, se no?). Ora B. ci riprova col bavaglio ai giornali che pubblicano intercettazioni pubbliche. Max The Fox concorda, ma dice che “per una legge è tardi”. Ci penserà lui quando tornerà al governo. Per lui la missione del centrosinistra è sempre stata questa: completare l’opera del centrodestra. Il guaio è che quegli stronzi degli elettori non l’hanno ancora capito. (Marco Travaglio - IL FATTO QUOTIDIANO -)

Antonio Di Pietro : ci rivolgiamo ai cittadini delusi dalle bugie di Berlusconi

(www.antoniodipietro.it)

giovedì 23 giugno 2011

La 7, Mentana : Saviano ingombrante. Buon per noi.

“Le scelte della Rai sono comprensibilissime. Molto semplicemente ‘Vieni via con me’ era un programma ingombrante”. La pensa così il direttore del telegiornale di La7 Enrico Mentana, che ha presenziato oggi alla presentazione dei nuovi palinsesti dell’emittente di Telecom Italia, nel corso della quale Roberto Saviano, in collegamento telefonico dall’estero, ha annunciato che ‘Vieni via con me’ abbandona la Rai per La7. Sulla questione ci va giù duro anche il giornalista Filippo Facci, volto nuovo della prossima stagione di La7. “Sono 25 anni che in Rai c’è imbarazzo – spiega Facci – oggi la tv pubblica fa di tutto per perdere i suoi campioni. Bisogna privatizzarla”. Presente anche Gad Lerner, che commenta l’attuale situazione citando un commento ricevuto sul suo blog: “Se ci danno Saviano in cambio di Giuliano Ferrara, evidentemente ci piace vincere facile”. (www.ilfattoquotidiano.it)

Parola d'ordine in Aula : arrivare al 2013





Se tra una settimana Francesco Pionati improvvisamente dovesse decidere di far mancare il suo sostegno al governo, molti si chiederebbero perché. Ma la motivazione potrebbe essere ritrovata nella sua anzianità parlamentare: tra esattamente 6 giorni, infatti, matura il diritto alla pensione. O meglio a quello che ora si chiama vitalizio. Stiamo ovviamente ragionando in base a un’ipotesi che in questo momento non sembra essere nell’agenda politica, ma la questione “arrivare al vitalizio” in Parlamento esiste. E non è secondaria per la tenuta del governo. Sono, infatti, 246 i deputati e 104 i senatori (dati elaborati da Openpolis che devono ancora maturare il diritto alla pensione, e quasi tutti lo matureranno solo se finiranno il loro mandato parlamentare e dunque se la legislatura avrà il suo termine “naturale” nel 2013. (www.ilfattoquotidiano.it)

Certe cose si imparano da piccoli



Antonio Di Pietro : che altro dovevo fare, menargli ?


Molte persone si sono chieste e mi hanno chiesto che cosa mi sono detto con il presidente del consiglio ieri nell’aula di Montecitorio. La curiosità è lecita ma per molti nella domanda c’era un pizzico di malizia, come se quelle due parole scambiate pubblicamente volessero dire chissà che.
Innanzitutto preciso che è stato il Presidente del consiglio ad avvicinarsi a me e non io a lui. Poi io gli ho detto direttamente quello che cerco di dirgli indirettamente da mesi: che se ne deve andare, che per il bene del Paese dovrebbe avere il senso di responsabilità di lasciare il governo anche se ha ancora una maggioranza parlamentare che però non significa più niente dal momento che è stata comprata e che non corrisponde più alla maggioranza reale del Paese.
Tutto qui. E che altro dovevo fare, menargli?
Tanto dovevo dire a Silvio Berlusconi e tanto gli ho detto, anche se non credo che mi darà retta, purtroppo.
Però qualcosa voglio dire anche sui sospetti e sulle malignità che si sono moltiplicate dopo quel colloquio. Io mi batto contro Berlusconi e contro il berlusconismo da 16 anni. Molti di quelli che si sono scandalizzati per quel colloquio mi hanno criticato per anni dicendo che facevo un’opposizione troppo intransigente. Se oggi parliamo di Berlusconi quasi già al passato è in grandissima parte grazie ai referendum voluti, contro il parere di tutti, solo da noi dell’Italia dei valori.
Nessuno con un grano di sale in zucca può pensare che io sia diventato berlusconiano. E allora perché tutte queste critiche incomprensibili? Secondo me perché io non mi accontento di un plebiscito che metta fine al berlusconismo ma voglio che il centrosinistra si dia un programma politico che non può più essere solo dire no a Berlusconi e alle sue leggi. Mi dispiace tanto per chi si risente, però devo insistere. Se vogliamo non solo vincere ma anche governare e fare qualcosa di buono per questo Paese dobbiamo capire prima cosa vogliamo fare, con chi e perché. (www.antoniodipietro.it)

mercoledì 22 giugno 2011

Comunicato sindacale dei giornalisti del TG 2

...credo che temino l'arrivo della "farfallina" Susanna Petruni !

Antonio Di Pietro : quel che ho detto a Berlusconi

La battuta del giorno



"LA CONOSCI LA MINISTRA ROSSA, QUELLA DEL TURISMO?"
"NON PERSONALMENTE. E' UNA STRONZA. BRUTTA. UN MOSTRO. MIGNOTTA COME POCHE, DICIAMO LA PIU' MIGNOTTA DI TUTTE"



(Bisignani figlio a Bisignani padre, dalle intercettazioni in possesso dei magistrati)

Bossa Roma



?!!


Inedito faccia a faccia Di Pietro Berlusconi ! Cosa si sono detti ? Attendiamo con ansia e curiosità.

martedì 21 giugno 2011

Maurizio Crozza a Ballarò del 21 06 2011

La macchina della munnezza





Sabotaggio. Luigi De Magistris non usa mezzi termini per spiegare il perché Napoli sia sommersa dai rifiuti a quattro giorni dal suo proclama: “Ripuliremo la città in cinque giorni”, aveva annunciato illustrando il new-deal della città. Qualcuno ha remato contro: la “macchina della munnezza”, quella di chi in questi anni ha lucrato sull’emergenza perpetua e teme l’annunciato “voltar pagina”, ora gioca il tutto per tutto. E gioca sporco. L’ultimo bollettino parla di oltre 2.600 tonnellate sparse per le strade della città. Cifre destinate a crescere fino a quando il Governo non varerà il decreto che sblocca il trasferimento fuori regione dei rifiuti campani. La Lega, manco a dirlo, si oppone: dei rifiuti di Napoli accetta solo i lucrosi utili della gestione dell’inceneritore di Acerra. Lega di cassa e di Governo, che prende i soldi e scappa. (www.ilfattoquotidiano.it)


Aggiungiamo inoltre anche la puntualità del TG 1 che quotidianamente, da quando De Magistris è sindaco di Napoli, ci propina dettagliati servizi dal capoluogo campano con interviste ai cittadini esasperati, immagini di cassonetti dati alle fiamme e tentando di dare voce anche alla munnezza ! Tanta solerzia e professionalità, che si richiede ad un telegiornale del servizio pubblico, non si era notata quando era Berlusconi a promettere la fine dell'emergenza a Napoli !

Arrestato Lele Mora

...ora chi fornirà le ragazzine a l'utilizzatore finale ?


lunedì 20 giugno 2011

Pontida

Noi, al fianco dei giovani precari

Lo voglio dire senza mezzi termini e senza cercare di dare un colpo al cerchio e uno alla botte: l’Italia dei Valori è al fianco dei giovani precari che manifestano in queste ore di fronte a Montecitorio.
Si tratta dei ragazzi che il ministro Brunetta ha insultato definendoli “l’Italia peggiore” e invece sono le vittime dell’Italia peggiore: quella che se ne frega e non ha mai mosso un dito per intervenire sulla loro situazione come sarebbe dovere di qualsiasi governo, non importa se di destra, di centro o di sinistra.
Questi giovani devono stare sempre col fiato sospeso perché non sanno mai se alla scadenza del contratto avranno un reddito e devono accontentarsi di stipendi molto bassi. Ma si trovano anche in una situazione di completo abbandono: non possono accedere ai mutui e mettere su casa, incontrano difficoltà di ogni sorta nella vita quotidiana.
Invece di insultare sarebbe ora che il governo si decidesse a risolvere il problema, prima di tutto varando un sistema di garanzie tale da poter affrontare la flessibilità d'impresa senza che questa diventi una nuova forma di schiavismo. Il governo di Berlusconi non lo ha fatto in passato e non lo farà certo oggi che è debolissimo. Dovremo quindi essere noi del centrosinistra a mettere questo problema in testa alla lista delle urgenze quando inizieremo a ricostruire il Paese occupandoci finalmente dei suoi giovani e dei suoi lavoratori. (www.antoniodipietro.it)

Passaparola di Marco Travaglio (dal blog www.beppegrillo.it)

sabato 18 giugno 2011

Finite le risorse


Berlusconi si è recato in tribunale a Milano, nessun supporter ad accoglierlo, evidentemente erano finiti i panini e la birra e i 20 € cadauno !

Ormai lui parla da solo

Un inconveniente tecnico e la voce di Silvio Berlusconi, al telefono da Roma con un convegno in Calabria, l’hanno ascoltata pochi organizzatori e i tecnici dell’evento, in una sala deserta. E’ accaduto a Campora San Giovanni, in provincia di Cosenza, e la scena è stata ripresa e mandata in onda dal Tg3. L’occasione era la consegna di 149 borse di studio a giovani calabresi non abbienti da parte della Fondazione John Motta presieduta dall’italoamericano Mario Mirabelli, ma quando il presidente del Consiglio ha detto che “nonostante la crisi, abbiamo fatto il possibile per andare incontro ai desideri di milioni di ragazzi”, la cerimonia era finita “e i ragazzi erano al buffet”, ha raccontato Francesco Nucara, deputato del Pdl, raggiunto al telefono da Tm news. (www.ilfattoquotidiano.it)

TUTTI IN PIEDI

...e adesso ridateci indietro tutto...bastardi delinquenti...

venerdì 17 giugno 2011

Pollice verso



Masi e le figure di merda





E’ stato l'ex piduista Luigi Bisignani, finito mercoledì scorso agli arresti domiciliari perché considerato a capo di una rete che forniva notizie sulle indagini ai potenti sotto inchiesta e pilotava nomine negli enti pubblici riuscendo anche a condizionare i giornali, a scrivere la lettera di licenziamento di Michele Santoro. Che nell'ottobre 2010 fa infuriare Mauro Masi con l’ormai famoso “vaffan … bicchiere” in tv. Il tentativo dell'ex direttore generale della Rai di mandare via il conduttore di Annozero fallisce, ma svela il potere reale del lobbysta a capo della P4, vicino a Gianni Letta. E' lo stesso Masi, a cui i pm di Napoli fanno ascoltare la telefonata intercettata in cui Bisignani gli detta le parole della lettera, ad ammettere: “Mi sono rivolto a lui perché addentro al mondo istituzionale in ragione delle sue conoscenze nel mondo politico”. Nell'ambito dell'inchiesta sulla loggia P4 sono state intercettate anche altre conversazioni in cui Masi si lamenta con Bisignani di Serena Dandini e di Roberto Saviano. E poi c'è una telefonata avvenuta dopo che lo scorso 26 gennaio Masi si dissocia in diretta dalla trasmissione di Santoro. “Come sono andato?, chiede a Bisignani l'ex dg. Risposta: “Una figura di merda”. (www.ilfattoquotidiano.it)

giovedì 16 giugno 2011

Uno, cento, mille Brunetta





Per anni si è detto, soprattutto fra chi si definisce “di sinistra” e ha l’insopprimibile vizio dell’autoflagellazione anche noto in psichiatria forense come “spararsi sugli zebedei”, che niente sarebbe mai cambiato perchè nell’opposizione non ci sono leader, idee, proposte, alternative, blah blah. Poi, appena arriva il momento del panico e delle sberle, riaffiorano dai canali di scarico personaggi come Brunetta – colui al qual Venezia fece trombetta (Dante, Inferno, XXI), nelle elezioni comunali – che insolentisce milioni di precari, un partito, in Italia, come l’alieno chiaramente piombato sulla Terra a Roswell chiamato Paniz, quello della “nipote di Mubarak”, o come Stranamore Stracquadanio che insulta tutti i dipendenti pubblici (4 milioni) accusandoli di “non fare un cazzo” (sic). I grandi leader che stanno demolendo l’era Berlusconiana ci sono già e si chiamano Brunetta, Stracquadanio, Santanchè, Gasparri, “Guaddro Gaccia” LaRussa, Minzolini, Cicchitto, Calderoli, Trota Bossi, Sallusti, Belpietro e tutti coloro la cui alluvionali apparizioni sugli schermi e le cui esternazioni si rivelano sempre più micidiali per il loro Beneamato. Con un Brunetta al governo, chi ha bisogno di un’opposizione? (Vittorio Zucconi http://zucconi.blogautore.repubblica.it/ )

Nano

Nessun ostacolo alle inchieste su Berlusconi

Questo pomeriggio ho partecipato a un incontro presso il circolo della stampa estera in Roma, dove sono stato invitato per portare ai giornalisti di tutto il mondo la versione dell'Italia dei Valori sulla attuale situazione politica italiana. (www.antoniodipietro.it)

mercoledì 15 giugno 2011

Maurizio Crozza a Ballarò del 14 06 2011

Spioni dal cielo





Un sistema satellitare sofisticatissimo. La cui versione militare arriva a "vedere" dal cielo oggetti di un metro. Il nostro Paese è all'avanguardia e potrebbe servirsi di queste tecnologie a fin di bene. Ma il loro utilizzo è avvolto nell'ombra. Fa capo al Ris, il nuovo servizio segreto militare voluto da La Russa che, però, non ha regole né limiti. E desta non poche preoccupazioni.
Di giorno e di notte, anche con le nuvole più fitte, loro possono scrutare ovunque: hanno occhi radar che guardano persino attraverso le tempeste di sabbia, fotografando oggetti di 40 centimetri. Sono i satelliti spia italiani, gioielli tecnologici talmente avanzati da sorprendere persino gli americani, stupiti - come evidenzia uno dei cablo inediti di WikilLeaks - nello scoprire che l'Italia dispone di una rete spaziale di sorveglianza militare. A Washington erano convinti che il programma stellare tricolore avesse scopi essenzialmente civili e solo una limitata capacità di spionaggio: invece tutti gli alleati si sono resi conto che Roma stava mettendo in orbita prodigiosi sistemi di intelligence. Ma questi sensori che tutto possono controllare sfuggono invece al controllo delle istituzioni democratiche: sono gestiti da un apparato che fa capo solo ai vertici militari, esterno ai servizi segreti e alla vigilanza del Parlamento. E nessuno sa quali immagini catturino e che fine facciano.

La rete Cosmo-Skymed è uno delle realizzazioni più moderne e costose varata dai governi italiani del nuovo millennio. Per i quattro satelliti già operativi sono stati spesi un miliardo e 137 milioni di euro: una cifra decidamente siderale. Ma si è già deciso di investire altri 555 milioni nei prossimi anni per potenziare la costellazione spia, lanciando in orbita due occhi elettronici ancora più evoluti. Le spese ricadono sulla Difesa, sul ministero delle Attività produttive e su quello dell'Istruzione e Ricerca. Quando i parlamentari discutono di questi fondi non si chiedono cosa si nasconda dietro la sigla "duale": quale è la missione militare che compiono dallo spazio? "Finalità strategiche e tattiche", spiegano i generali senza entrare nei dettagli. Il progetto, nato come Finmeccanica e poi trasferito alla joint venture italo-francese Alenia Thales Space, fa affidamento sulle meraviglie di un radar di bordo che può fotografare mezzo continente, oppure concentrarsi su dettagli "tattici": un'auto, un gruppo di uomini, persino la canna di un pezzo d'artiglieria. Ovunque: nel mondo o anche in Italia. (REPUBBLICA - ESPRESSO)

martedì 14 giugno 2011

Legittimo godimento

Siccome aborriamo il carro dei vincitori e, appena vinciamo, cominciamo a starci un po’ sui cogl… anche noi, ringraziamo gli sconfitti che invece ci stanno simpaticissimi.

Grazie, B., per aver rilanciato tre anni fa il nucleare, affidandolo per giunta a quell’affidabile personcina di Scajola. Grazie, gerarchi Pd, per aver detto che Di Pietro, raccogliendo le firme, faceva il gioco di B. e per aver tenuto le mani in pasta nelle municipalizzate pubbliche e miste, favoleggiato di “nucleare sicuro di quarta generazione” e teorizzato una modica quantità di immunità.

Grazie, Pompiere della Sera, per avere scritto che non bisogna demonizzare B. parlando dei suoi processi, che non interessano a nessuno perché la gente “vuole parlare di programmi”. Grazie, gerarchi Pd, per aver creduto al Pompiere della Sera.

Grazie, Piercasinando, per aver inventato il legittimo impedimento così da fare un dispetto a B. che, senza processi, non farà più la vittima. Grazie, Belpietro e Sallusti, per quei memorabili titoli di Libero e del Giornale: “L’imbroglio referendum”, “Voto a perdere”, “La presa in giro”, “Facciamo saltare i referendum”, “Meglio non votare”, “Astenersi grazie”, “State a casa”, “Referendum no grazie”, trascinando alle urne i pochi dubbiosi di centrodestra. Grazie, giovine Renzi, per aver fatto campagna sul No all’acqua pubblica, trascinando alle urne i pochi dubbiosi di centrosinistra. Grazie, finiani, per aver trattenuto i cacadubbi Urso e Ronchi, fiaccando ogni residua speranza in una destra antiberlusconiana.

Grazie, professor Piepoli, per aver autorevolmente vaticinato che “al 50% il quorum non si raggiungerà”. Grazie, B., per aver lasciato libertà di voto ai suoi elettori salvo poi annunciare l’astensione innescando la corsa alle urne. Grazie, Bossi, per aver detto in un raro lampo di lucidità “i quesiti sull’acqua sono interessanti”, salvo poi ripiombare in stato confusionale e invitare all’astensione.

Grazie, Rai, per aver disinformato i cittadini sui referendum con spot di 6 minuti al giorno (anzi alla notte) in ostrogoto, spingendoli a informarsi su Internet, sul blog di Grillo e un po’ anche sul Fatto. Grazie, Mediaset, per Tg4, Tg5 e Studio Aperto. Grazie, Santanchè, Castelli e Brunetta, per aver detto “Celentano è meglio che canti e non parli”, ché a parlare ci pensano loro. Grazie, Testa, per farti chiamare Chicco a 60 anni.

Grazie, Garimberti e Lei, per aver chiuso Annozero proprio ora. Grazie, Minzolingua, per aver dedicato negli ultimi cinque mesi 11 sole notizie al referendum anti-nucleare, per aver sbagliato le date dei referendum, per aver oscurato le immagini di Napolitano al seggio e per aver usato financo le previsioni del tempo per invitare gli italiani “a farsi una bella gita”. Grazie, Giuliano Ferrara, per aver riunito i “servi liberi” al teatro Capranichetta, ma soprattutto per averli fatti parlare e vedere.

Grazie, B., per il triplice miracolo di far eleggere un comunista sindaco di Milano e un magistrato sindaco di Napoli, e di resuscitare l’istituto referendario che giaceva in coma da 16 anni. Grazie, governo, per aver sabotato l’accorpamento referendum-amministrative al modico costo di 320 milioni e poi il voto sul nucleare con il decreto-truffa. Grazie, grandi partiti, per averci convinti definitivamente che dobbiamo fare da soli.

Grazie, B., per essere rimasto ostentatamente al mare mentre gli elettori (compresi i suoi) correvano ai seggi, bissando l’“andate al mare” di Craxi modello ‘91, il che fa ben sperare nello stesso epilogo: la spiaggia di Hammamet nel giro di un paio d’anni o, in alternativa, la galera.
(Marco Travaglio - IL FATTO QUOTIDIANO -)

Referendum



Le facce da culo


La maschera rossa è già entrata nel castello dove sono trincerati i partiti. Loro, però, fanno finta di nulla. L'allegra brigata crede di essere immune al cambiamento, alla peste che la distruggerà. E' come un morto che cammina, ma non sa di esserlo. Le cinte di mura che ha costruito in tanti anni di regno, in apparenza solide come quelle di Costantinopoli, per escludere i cittadini da ogni aspetto della cosa pubblica cominciano a franare. La partitocrazia si crede invulnerabile e, fino ad ora, ha avuto buoni motivi per pensarlo. Vive da decenni tra agi e privilegi, opera per editti indiscutibili da coloro che tratta da sudditi. Si è autoeletta e si è propagata in ogni ganglio del Paese, in ogni struttura pubblica e privata, come una metastasi della democrazia. In alcuni momenti si è sentita perduta, ma non si è mai persa d'animo, ha fatto una capovolta come nel '92, si è rifatta il belletto e si è ripresentata all'elettorato. Ci hanno pensato poi i giornali e la televisione a trasformare in vergini delle vecchie baldracche.
Ora il gioco è finito, la Rete ne mostra le rughe, le falsità, i bubboni. Le eterne facce da culo abbozzano, depistano, confondono. Credono, come i vecchi mafiosi, che il vento passerà e sia sufficiente farsi canna per poi rialzarsi quando il tempo tornerà al sereno. Dopo il risultato del referendum si sono presentate di fronte agli italiani da vecchie maitresse consumate per recitare la solita stanca parte, non accorgendosi che non se le vuole trombare più nessuno. Hanno trasformato la vittoria degli italiani in una loro vittoria. Un voto per il futuro del Paese per un voto politico.
Fini, Casini e Rutelli hanno dichiarato: "La grande partecipazione popolare ai Referendum dimostra la volontà degli italiani di tornare ad essere protagonisti: e' ormai chiaro che la maggioranza e il governo sono totalmente sordi, incapaci di capire ciò che vogliono gli italiani'. Dopo Fukushima Fini era ancora nuclearista senza tentennamenti e Casini pure. Fini: "Il problema della sicurezza nucleare va al di là dei confini nazionali. Ci sono centrali in Slovenia e in Francia e se lì ci fossero dei disastri colpirebbero anche noi. Da più parti inoltre ho letto che le centrali giapponesi non sono di ultimissima generazione. In Italia si parla di centrali nucleari di ultimissima generazione. Il mio auspicio è che non si decida sull'onda dell'emozione". Casini: "Sarebbe il caso che il governo passasse dalle parole ai fatti altrimenti tra dieci anni saremo ancora fermi a discutere". Il supercazzolaro Vendola che non ha reso pubblica la gestione dell'acqua in Puglia, non si è smentito: "Oggi vince l'Italia dei beni comuni, perde l'Italia delle lobbies, perde un pezzo abbastanza pregiato dell'ideologia liberista che ha governato le sorti del mondo".
Le due maitresse anziane, quelle con più esperienza, hanno espresso la loro migliore faccia da culo per l'occasione. Bersani ha spiegato con la sua esse blesa che l'acqua "per forza" non va bene, ma l'acqua privatizzata "per volontà" dei pubblici amministratori è più buona. Il Pdmenoelle ha già una legge calda-calda. Il cadavere di Berlusconi ha affermato "Dovremo impegnarci fortemente sul settore delle energie rinnovabili". E' lo stesso figuro che rassicurava fino a ieri Sarkozy sul nucleare e bombarda il fratello Gheddafi. Gargamella Bersani ha detto che il Paese ha divorziato dal centro destra. Non è vero. Il Paese ha divorziato dai partiti, ma le facce da culo non lo hanno ancora capito. (www.beppegrillo.it)

lunedì 13 giugno 2011

Vittoria di tutti i cittadini e non dei partiti

(www.antoniodipietro.it)

Quorum raggiunto

Siamo ancora un popolo! E' stato raggiunto il quorum per tutti e 4 i referendum. Per il nucleare è il secondo referendum con cui i cittadini hanno mandato a fanculo i partiti. Vedremo se avranno il coraggio di riproporlo. Saluto con affetto Formigoni, Chicco Testa, Veronesi e il Bersani di quarta generazione. Per l'acqua arriva ora la parte più complicata, come restituire al pubblico la gestione e sottrarla alle varie Veolia, Suez e Smat. Non sarà facile. Oggi ha vinto il popolo italiano, i cittadini. I partiti inizino a fare le valigie. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure. (www.beppegrillo.it)

Passaparola di Marco Travaglio (dal blog www.beppegrillo.it)

Quorum raggiunto, il PDL scopre i risultati dei referendum

SI, SI, SI, SI



giovedì 9 giugno 2011

Brasile : liberato Battisti

"Atto deplorevole" (Giorgio Napolitano)

"Boicottiamo i mondiali di calcio del 2014" (Roberto Calderoli)

"Ci attiveremo presso la Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja" (Silvio Berlusconi)

"Profonda delusione e tristezza" (Renato Schifani)

"Sconcerto e amarezza" (Gianfranco Fini)

"Ha vinto il terrorismo" (Franco Frattini)

"L'Italia farà di tutto per riportarlo nel nostro Paese" (Ignazio La Russa)

"Amarezza e indignazione" (Maurizio Gasparri)

"L'Italia è da tempo che non conta più un cazzo nel mondo" (IL POPOLO ITALIANO)

L'indignato

Beppe Grillo : 4 SI al referendum per un orgasmo democratico

mercoledì 8 giugno 2011

Referendum, il quorum al 58 %





Referendari preoccupati per gli oltre 3 milioni di connazionali che vivono oltre confine: hanno già votato su schede che riportavano il vecchio quesito sul nucleare e ora, secondo il Viminale, non c'è più tempo per stamparne di nuove. Così il voto rischia essere inutile, ma comunque valido per il computo del quorum. E mentre sui Social network si raccolgono le lamentele dei nostri connazionali all'estero per i problemi burocratici registrati ai consolati, Antonio Di Pietro dice: "Dai dati che possediamo, sappiamo per certo che al primo giugno, data di scadenza del voto, hanno votato nei consolati o nelle ambasciate italiane all’estero solo poche decine di migliaia di nostri connazionali". Intanto Adriano Celentano continua la sua personale campagna per i referendum di domenica e lunedì con una nuova lettera al nostro giornale: "Stavolta - dice - Berlusconi ha veramente alzato il tiro. Non sa più come fare, ce la sta mettendo tutta per far cadere il governo, ma non ce la fa. (www.ilfattoquotidiano.it)

L'album dei giocatori

Maurizio Crozza a Ballarò del 07 06 2011

martedì 7 giugno 2011

Il boss dirige la partita





Seguiva la squadra in attacco e lo ha fatto cambiando posto tra il primo e il secondo tempo, probabilmente era tra i cinquantamila tifosi del San Paolo che quel sabato sera lasciarono lo stadio delusi per la conclusione del match. Primo tempo, bel gioco, un gol a zero contro il Parma, dal San Paolo in tanti «vedono» la Champions, poi le cose cambiano nella seconda frazione di gioco: un rocambolesco 2-3 a favore degli emiliani, tanta rabbia a fine gioco. Una partita - quella del dieci aprile del 2010 - un anno fa indicata come «sospetta» da parte dei carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, nel corso di una informativa trasmessa alla Dda di Napoli, poi girata ai vertici della Procura federale.

Vicenda archiviata sia da un punto di vista disciplinare e penale, che oggi fa però registrare un elemento di novità non da poco, a proposito della presenza a bordo campo di Antonio Lo Russo, uno dei rampolli del cosiddetto clan dei «capitoni» di Miano. Una presenza che venne segnalata da «fonte confidenziale» ai carabinieri, ma mai riscontrata concretamente, in mancanza di foto o di altri segnali oggettivi della presenza a bordo campo di Antonio Lo Russo. Dodici mesi dopo quella trasmissione di atti, un anno dopo l’informativa trasmessa alla Dda e alla Procura federale, arriva una conferma che sembra definitiva: spunta la foto di Antonio Lo Russo (figlio del boss pentito Salvatore Lo Russo, mentre assiste a bordo campo alla partita «sospetta» Napoli-Parma.

Lo scoop porta la firma del fotoreporter Ansa Ciro Fusco, che ha messo a confronto le immagini scattare in quella serata di aprile del 2010 e l’immagine più aggiornata del latitante Antonio Lo Russo. Un mese dopo quello scatto, un mese dopo quella presenza allo stadio, Antonio Lo Russo è sfuggito alle manette dei carabinieri del nucleo operativo. Da allora è latitante. Ora: la foto Ansa riapre il caso sulla partita dei sospetti. Domande: che ci faceva il rampollo di un clan esperto in materia di calcio scommesse (sin dagli anni Ottanta) a bordo campo? Chi gli ha fornito il lasciapassare per il campo di Fuorigrotta? Era mosso da semplice passione sportiva o da cos’altro?

Domande destinate a finire nel fascicolo dei pm Sergio Amato e Enrica Parascandolo, i due pm del pool anticamorra del procuratore aggiunto Sandro Pennasilico, che stanno indagando sugli affari dei Lo Russo e sulla collaborazione con la giustizia (ritenuta esplosiva) del boss pentito Salvatore Lo Russo. Ce n’è abbastanza per rileggere l’informativa spedita un anno fa dai carabinieri? (Leandro Del Gaudio - IL MATTINO -)

Incontro B & B



E.Coli Gasparri






Maurizio Gasparri nasce a Roma nel 1951. Ripete cinque volte la prima elementare e deve aggiornare la sua data di nascita al 1956 per continuare a frequentare la scuola. Nessuno dei suoi compagni sospetta la sua vera età. Pensano solo che sia un po' ritardato, "grande e ciula". Capisce subito che l'unica possibilità per lui è darsi alla politica. Se l'intelligenza non abbonda, il phisique du role però non manca a Maurizio, lo riconobbe la stessa Oriana Fallaci anni dopo: "Ce n'è un altro che sembra lo scemo del villaggio. Ha una faccia così poco intelligente, poverino, e un labbro così pendulo, che viene voglia di pagargli una plastica". Fini vede in quel ragazzo la controfigura di Starace, il segretario nazionale del partito fascista celebrato per vent'anni su tutti i muri d'Italia con la scritta "Starace chi legge!" e lo fa giocare nella squadra di calcio dell'MSI. Gasparri pensa di essere arrivato al top della sua carriera e, invece, è solo all'inizio. Facile all'innamoramento disse di Di Pietro "E' un mito, meglio di Mussolini" per poi rinnegarlo come "peggior politico italiano" quando entra a servizio di Berlusconi. Diventa persino ministro delle Telecomunicazioni e gli intestano una legge che non ha mai capito fino in fondo anche se Confalonieri ha passato intere notti a spiegargliela per salvare il monopolio televisivo di Mediaset. Secondo Storace, suo ex compagno di partito: "Quella legge Gasparri non solo non l'ha scritta, ma non l'ha neppure letta". E' il primo caso di ministro inconsapevole, soltanto anni dopo arriverà Scajola. E' il padre di un aborto noto come digitale terrestre, in questo rispettando il motto "Qualis pater, talis filius". Qualcuno male informato lo tirò in ballo ai tempi di "Chiappe d'oro", un presunto politico che andava a trans. Lui chiarì immediatamente: "E' tutto un equivoco, Un giorno nel '96, mi sono perduto in macchina nella zona dell'Acqua Acetosa a Roma, un'area che pullula di transessuali, e in questo girovagare sono stato fermato dai Carabinieri ho chiesto indicazioni stradali". Fini gli regalò immediatamente un Tom Tom, di cui Gasparri non ha mai capito il funzionamento, lo confonde con il Bunga Bunga e nonostante numerosi tentativi non ha mai raggiunto l'orgasmo. Da ex giornalista di partito (ha scritto sul Secolo d'Italia), considera i giornalisti liberi una vera provocazione. Santoro e Vauro sono "due volgari sciacalli che vomitano insulti con le tasche piene di soldi dei cittadini" e per Enzo Biagi propose il martirio: "Biagi e Santoro stanno cercando con tutti i mezzi il martirio mediatico. Verrebbe proprio da dire: allora diamoglielo, quello che cercano". Un vero democratico. E' un sincero alfiere dell'antimafia e conosceva talmente bene Paolo Borsellino da svelare al Movimento delle agende rosse che "Salvatore Borsellino era disistimato dal fratello". E' comunque un punto di riferimento per i giovani. Infatti se uno come lui è diventato ministro, chiunque ha una speranza nella vita. (www.beppegrillo.it)

lunedì 6 giugno 2011

sabato 4 giugno 2011

Il premio bamba (Libero-news.it)



Decima puntata del "Bamba". Intervistato da Roberto Vallini, il direttore editoriale di Libero Vittoro Feltri, premia il meglio del peggio della settimana. Questa volta il 'riconoscimento' va a Marco Paoloni, portiere della Cremonese, da cui è nata l'inchiesta sul calcio scommesse che sta sconvolgendo il pallone italiano. "Se proprio volete essere disonesi, cercate almeno di non essere stupidi", suggerisce scherzando Feltri.

mercoledì 1 giugno 2011

Nucleare, inutile la truffa del governo





Gli italiani potranno esprimersi sul quesito referendario nel weekend del 12-13 giugno. La Corte di Cassazione ha infatti accolto l'istanza presentata dall'Italia dei Valori che chiede di trasferire il quesito sulle nuove norme appena votate nel decreto Omnibus: quindi la richiesta di abrogazione rimane la stessa, ma invece di applicarsi alla precedente legge si applicherà alle nuove norme sulla produzione di energia nucleare. (IL FATTO QUOTIDIANO)

Delinquenti

Sedici persone, tra cui ex giocatori di serie A, calciatori di serie minori ancora in attività e dirigenti di società, sono stati arrestati dalla polizia a conclusione di un'indagine sul calcio scommesse condotta dalla squadra mobile di Cremona e coordinata dal Servizio centrale operativo. Dall'inchiesta è emerso che gli arrestati avrebbero fortemente condizionato negli ultimi mesi il risultato di alcuni incontri dei campionati di serie B e di Lega Pro. Nei loro confronti la magistratura di Cremona ha emesso sette ordinanze di custodia cautelare in carcere e nove agli arresti domiciliari.

Sono 6 i calciatori o ex giocatori destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare relativa all'inchiesta sul calcioscommesse. Sette invece quelli indagati - 5 in attività, tutti militanti in squadre di serie B, e due ex giocatori - nei confronti dei quali non è stato disposto l'arresto. Complessivamente sono 44 le persone coinvolte nell'inchiesta: 16 arrestate e 28 indagate a piede libero. Questi i calciatori arrestati: - BEPPE SIGNORI: ex attaccante della Nazionale, di Lazio e Bologna, ai domiciliari - ANTONIO BELLAVISTA: ex capitano del Bari, in carcere - MARCO PAOLONI: portiere della Cremonese e poi del Benevento, in carcere - MAURO BRESSAN: ex calciatore di Milan, Perugia, Como, Bari, Foggia, Cagliari, Fiorentina, Venezia, Chiasso, ai domiciliari - VITTORIO MICOLUCCI: difensore Ascoli, ai domiciliari - VINCENZO SOMMESE: capitano Ascoli, ai domiciliari - GIANLUCA TUCCELLA: portiere Cus Chieti (calcio a 5), ai domiciliari. Tra gli arrestati c'è anche GIORGIO BUFFONE, direttore sportivo del Ravenna, nei confronti del quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

PROVE INCONFUTABILI - I calciatori e gli ex giocatori professionisti arrestati dalla polizia erano parte integrante di una vera e propria "organizzazione criminale" nella quale ognuno aveva specifici compiti e ruoli, il cui obiettivo era quello di manipolare gli incontri a loro vantaggio. Gli indagati, secondo l'indagine, sarebbero anche riusciti a condizionare alcune partite, attraverso accordi verbali e impegni di carattere pecuniario. Nei confronti dei sedici arrestati, sostengono gli investigatori, ci sono prove "importanti ed inconfutabili". L'indagine, partita sei mesi fa, avrebbe consentito inoltre di individuare la responsabilità dell'organizzazione in un grave evento verificatosi in occasione di un incontro di calcio disputatosi al termine dello scorso anno proprio a Cremona. Quanto avvenuto in occasione di quell'incontro ha permesso ai poliziotti di allargare l'indagine a diversi soggetti gravitanti nel mondo del calcio che, grazie ai contatti diretti ed indiretti, erano in grado di condizionare i risultati di alcuni incontri per poi effettuare puntate di consistenti somme di denaro attraverso i circuiti legali delle scommesse sia in Italia che all'estero. (CORRIERE DELLO SPORT)


Questi delinquenti devono risarciare anche gli scommettitori, quelli onesti.