venerdì 29 giugno 2012

Caressa forever

Poteva mancare la telecronaca di Fabio Caressa per chiudere un'altra epica vittoria della nazionale italiana contro i tedeschi di Germania ?

Sobrietà



Il Balottoliere


Siamo rimasti solo noi porcellini terronen, ibero-italici, quella schmutzige zozzona Europa del Sud, a volare e salvare l’Euro, purtroppo nel senso del pallone, dopo avere fatto fare ai tedeschi la solita figura dei vitelloni e a quel fighetto del loro tecnico, che manda in campo gente inutile come Podolski e Kroos, quella del piangina. Lo spettacolo di un tedesco che perde è normale, viste tutte le guerre che hanno fatto e perduto dopo avere vinto tutte le battaglie, come stanno per perdere ora anche la pace europea, ma vedere un tedesco che piange è disumano. I voti

BUFFON. 9 1/2. Salva la Nazionale tipo esportazione, con il suo filtro. Alla fine esce fumando. Di rabbia.
BALZARETTI. 7. Dopo un Europeo così, può anche togliersi lo sfizio di esonerare Zamparini a Palermo, per vedere che effetto che fa.
BONUCCI. 10. Tanti quanti i millimetri che separano il suo piedone da quello dello stagionato wurstellone della Lazio, Klose, e da un rigore certo, quando la partita era ancora giocabile.
CHIELLINI. 7. Mi ricorda di profilo Joe Camel, il cammello della sigarette e caracolla pure come un camelide, ma il suo ritorno richiama alla memoria il miracolo di Baresi che rientrò in squadra 15 giorni dopo un intervento al menisco in Usa. Anche in fatto di bellezza.
BARZAGLI. 8. Perchè è rotondo come questo numero, anche nel gioco. Non si nota, ergo è grande, perché i difensori sono come i bambini delle buone famiglie. Meno li noti, meglio vuol dire che si comportano.
DE ROSSI: 10. Si vede anche dal televisore che sta insieme con le spille da balia, la coccoina, gli stuzzicadenti e le bende. Se domenica gli daranno una stampella la lancerà contro gli Spagnoli. Con la mano buona.
PIRLO: s.v.. Ogni voto sarebbe una presa in giro. Appartiene a un’altra categoria, vorrete mica dargli la pagellina come a un pirla qualsiasi.
MONTOLIVO: 5. Dieci per il lancio al Balottoliere, zero per essersela fatta addosso da brocco solo davanti al portiere todesco.
THIAGO MOTTA: 4. La moviola umana. Gioca e si muove (immagine ardita) in due metri quadrati sul due a zero e quindi non può fare troppi danni.
CASSANO: 1. Come il gol che fa fare al Balottoliere, pitturandogli un cros sul crapone dopo avere inchiodato due divisioni tedesche nella palta di Varsavia.
MARCHISIO. 5 e 1/2 gol Si capisce dalla magrezza che mangiarsi i gol non fa ingrassare.
DIAMANTI: 6. Con quell’aria da spiritato che ha appena subito un clistere di adrenalina mi è molto simpatico.
DI NATALE: 0. Totò, guagliò, siete in campo per fare una cosa e una sola, ‘o gol, e i tedeschi ve lo scodellano davanti fumante con la pummarola, il parmigiano grattugiato e la fogliolina di basilico. Mi dispiace, ma il vostro lavoro è quello.
BALOTELLI. 9. Per un attimo ho rivisto il Paolino Rossi di Italia Brasile ‘82, in quel tirazzo mefistofelico dal limite dell’area, poi mi sono accorto che aveva una acconciatura un po’ diversa e quindi doveva essere un altro tipo di italiano. Se vince l’Europeo, gli regaliamo una bombola di disinfettante da spruzzare in faccia a Borghezio e a tutti quelli che in Italia muggivano contro li negri. Anzi, gliela regaliamo lo stesso.
PRANDELLI: 11. Dieci per non avere dato ascolto a quella banda di scimuniti azzimati con il fondo tinta che dal primo giorno gli predicavano dalle gabbiette televisive di lasciare fuori il mohicano nero e mettere al suo posto chiunque altro, anche mia zia. E uno in più per essere pure molto meno odioso di Lippi, che pareva avesse inventato lui il gioco del calcio, come la Sara Tommasi e la Nicole Minetti che credono di avere inventato loro la, vabbè.

Penserete mica di battere la Spagna, domenica, no dico, conciati come sono dallo spread, dalle banche, dal governo democraticamente eletto, ragassi? Sono ancora più piigs di noi, quindi meritano il favore del pronostico. (Vittorio Zucconi http://zucconi.blogautore.repubblica.it/)

giovedì 28 giugno 2012

La battuta del giorno

"La legge italiana? Folclore." (L’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne mastica ancora amaro per il verdetto che impone al gruppo di Torino di reintegrare 145 Fiom di Pomigliano D’Arco perché l’azienda li ha discriminati)

La prima pagina del giorno



Prima pagina del quotidiano tedesco Tageszeitung di oggi. (grazie a http://nonleggerlo.blogspot.it/)

mercoledì 27 giugno 2012

I Pirlo-bond



Maledetta, oscura, infame, sanguinaria “speculatzya”, come dicevano i compagni sovietici (quelli che giocano ancora nella Nazionale di calcio russa, secondo Collovati) che si accanisce contro la povera Italia seguendo le indicazioni del Grande Gomblotto Demoplutogiudaicobilderbiscardiano. Ma mi dica, gentile amico: lei, che è una persona per bene, un padre di famiglia con qualche soldino faticosamente sottratto alle rapaci bollette, all’Imu e a Equitalia, ignaro delle macchinazioni degli oscuri poteri, presterebbe i suoi risparmi per dieci anni a una famiglia che fosse nelle condizioni economiche, politiche e finanziarie dell’Italia? Scommetterebbe sull’ Italia contro la Germania, che i bookmaker danno alla pari (giochi uno per vincere uno) mentre noi siamo quasi a quattro (giochi uno, vinci quattro talleri) che è un modo per dire che non ci sarà partita? Guarda caso, anche lo “spread”, la differenza probabilistica fra le due nazionali del balùn corrisponde grosso modo allo “spread”, differenza, di affidabilità finanziaria fra le nazionali dei danèe. Neppure i Pirlo-bond sembrano un buon investimento. L’odiosa trama non risparmia neppure il calcio. (Vittorio Zucconi http://zucconi.blogautore.repubblica.it/)

La battuta del giorno

“La gente deve cambiare il proprio modo di pensare. Il lavoro non è un diritto. Bisogna meritarselo, anche con il sacrificio”. (la ministra Fornero al Wall Street Journal)

La consideriamo una battuta ma ci sarebbe da piangere alle parole di questa sciagurata !

martedì 26 giugno 2012

Maurizio Crozza a Ballarò 26/6/2012

La battuta del giorno

"Sono pronto a fare il ministro dell'economia in un governo guidato da Alfano". (Silvio Berlusconi, un vecchietto disorientato)

Giornalisti o corazzieri ?

Più che ai tanti messaggi di apprezzamento per gli articoli del Fatto sugli interventi debiti e indebiti del Quirinale nell’indagine sulla trattativa Stato-mafia, risponderò alle critiche di altri nostri lettori. Essi, in sostanza, esprimono il timore che per una “tempesta in un bicchier d’acqua” (Giglioli), per “vaghe illazioni” (Piovani e Leghissa) o anche per una giusta “ricerca della verità” (Peschiera), si possa indebolire la figura del Capo dello Stato “in un momento drammatico” della vita democratica del nostro Paese. Si tratta della stessa obiezione che illustri commentatori hanno sviluppato con estremo vigore di fronte alle polemiche politiche divampate sulle telefonate del Colle.
Valga per tutti l’acuto grido di allarme di Eugenio Scalfari su Repubblica del 21 giugno scorso: “Si tenta di indebolire il Quirinale, non per queste ragioni pretestuose, ma per creare una situazione di marasma al vertice delle istituzioni dalla quale deriverebbe inevitabilmente la caduta del governo Monti”.

I nostri lettori non arrivano a immaginare tali “oscure manovre”, ma il loro disagio è palpabile.

Ma come – rimproverano – Napolitano è stato l’unico baluardo allo strapotere di Berlusconi, quello che lo ha mandato a casa su due piedi e ora ve la prendete con lui mentre la destra “cerca di riguadagnare terreno” e l’Italia rischia la bancarotta? Potremmo rispondere che il grido “Annibale è alle porte” (anche quando non lo è) è sempre stato qui da noi l’alibi più efficace per nascondere piccole e grandi nafandezze.

E che, in nome dell’emergenza continua, nel nostro amato Paese si fanno e si disfano governi e, all’occorrenza, si tratta anche con Cosa Nostra. Questa volta, comunque, l’emergenza riguarda gran parte dell’Europa. Dove, tuttavia, non risulta che a causa della crisi dell’euro le istituzioni siano diventate improvvisamente intoccabili. Dentro la voragine bancaria, per esempio, la Spagna è andata tranquillamente a elezioni e l’amato re Juan Carlos, mazzolato dai giornali per gli allegri e costosi safari, ha dovuto chiedere scusa al popolo. In Islanda, il premier della bancarotta è finito giustamente in un’aula di tribunale. In Germania, il capo dello Stato è andato a casa per un piccolo prestito agevolato alla moglie. E perfino la catastrofica Grecia ha cambiato tre Parlamenti in pochi mesi senza per questo arrivare alla guerra civile.

Come si dice: è la democrazia, bellezza! Solo in Italia i politici furbacchioni, ogni volta che vengono presi in castagna, si mettono a strillare “fermi tutti che la casa brucia!” e magari l’incendio l’hanno appiccato loro. Non è il caso di Napolitano, ma del coro che lo circonda ogniqualvolta viene messo in discussione lo status quo, il potere costituito (da loro). E quindi, per quanto ci riguarda, non può esserci emergenza che tenga di fronte al nostro lavoro che consiste nel dare le notizie. Continueremo a pubblicarle sul Fatto senza domandarci a chi giovano e a chi no. Cari lettori, lo sapete, siamo giornalisti, non corazzieri ad honorem. (Antonio Padellaro - IL FATTO QUOTIDIANO -)

Bastonate ai poveri, carezze ai ricchi. Firmato Mario Monti



“Saremo intransigenti con i forti”, aveva detto un paio di giorni fa Mario Monti, ma nessuno lo aveva preso sul serio. Per fortuna, sennò sai che delusione!

Infatti, mentre si prepara a tagliare ancora una volta i servizi essenziali per la povera gente e a colpire la sanità, il governo ha salvato per l’ennesima volta le pensioni d’oro. Ha bocciato un emendamento che, oltretutto, era delicatissimo: chiedeva che le pensioni più alte non andassero oltre i seimila euro e i diecimila nel caso di pensioni cumulative. Mica una miseria…

A Monti e al viceministro Grilli anche questa carezzina è sembrata uno sganassone insopportabile. Hanno affossato l’emendamento, però hanno promesso che prima o poi lo recupereranno. Però quando si tratta di promesse questi tecnici sono peggio dei marinai.

Avevano promesso che avrebbero risolto subito il dramma degli esodati. Ma ancora non riescono nemmeno a dire quanti sono. Avevano promesso che non avrebbero guardato in faccia a nessuno sulle liberalizzazioni, poi hanno ceduto a tutti quelli che puntavano i piedi. Avevano promesso che avrebbero assegnato le frequenze televisive con l’asta invece di regalarle a Berlusconi, poi se ne sono dimenticati e dell’asta non si è più sentito parlare.

Faranno così anche stavolta. Per Monti salvare i grandi manager e i pensionati d’oro da ogni minimo sacrificio è una fissazione. Lo aveva già fatto nel marzo scorso con un codicillo che esentava da ogni taglio i supermanager. Quando noi dell’Italia dei Valori abbiamo presentato un emendamento per correggere quella odiosa ingiustizia il governo ha dato parere negativo. Il nostro emendamento è passato lo stesso, ma certo non per merito loro.

Non sono sviste o errori innocenti. Questi signori sono davvero convinti che bisogna salassare la povera gente ma salvare i super-ricchi. Hanno ragione gli insegnanti di latino e greco, che oggi hanno manifestato di fronte al ministero della Pubblica istruzione: il governo è cambiato, ma la musica è rimasta la stessa.

E’ vero per quanto li riguarda, dal momento che questo governo ha confermato tutti i tagli per scuola e istruzione decisi da Berlusconi. Ma è vero anche in generale, perché la logica dei tagli è sempre uguale e anche le vittime sono sempre le stesse. Per cambiare musica, infatti, bisogna che a cambiare governo non sia qualche burattinaio, ma i cittadini, dal basso e con libere elezioni. (www.antoniodipietro.it)

lunedì 25 giugno 2012

Il Marchese del Grillo



Il meraviglioso rigore di Pirlo che ha annichilito l'Inghilterra, per giunta dopo l'errore di Montolivo, ha ribadito ai sudditi di sua Maestà un concetto ormai secolare "ci dispiace ma noi siamo italiani e voi non siete un cazzo".

Passaparola - Voto di Scambio - Ciro Pellegrino - (dal blog www.beppegrillo.it)

domenica 24 giugno 2012

Matteo Renzi a me ricorda Walter Veltroni



A me tutte queste citazioni brillanti, televisive, generazionali, pubblicitarie, satiriche, gergali, accompagnate da filmati e dall’esibizione di oggetti in cui si cimenta Matteo Renzi per simulare una spontaneità artefatta, ricordano nè più nè meno Walter Veltroni. Nel bene e nel male, ma con tutti i limiti già evidenziati dal suo tragitto politico. Capisco che faccia breccia perchè grande è l’usura del gruppo dirigente Pd col quale Renzi si confronta. Ma per il modo in cui ha impostato la contrapposizione sembra riproporci la non gradevolissima alternativa fra la padella e la brace. Quanto al merito della sua linea politica, io resto al suo stentoreo motto di un paio d’anni fa: “Sto con Sergio Marchionne senza se e senza ma”. Non basta che chieda scusa per averlo detto (troppo facile, il nostro linguasciolta difatti s’è già autocriticato); bisogna proprio che rifletta sul perchè l’ha detto e perchè gli manca la sensibilità sociale, requisito indispensabile a un politico che non ne faccia solo una professione. Bisogna credere in qualcosa, altro che Mary Poppins. (www.gadlerner.it)

Questi fantasmi


Lo sport più praticato di questo inizio estate dai fantasmi della Seconda Repubblica è la ricerca della pagliuzza nell'occhio del MoVimento 5 Stelle e di chi ne fa parte. Un'attività frenetica che non si ferma di fronte al ridicolo. Chi la esegue con metodo, da esperto fangaiolo, ha di solito una trave nel culo. Il numero dei praticanti di regime è così smisurato che è impossibile rettificare su tutti i siti e blog, denunciare ogni travista, querelare qualunque mentitore professionale che si fa chiamare "politico" o "giornalista". Per non farsi travolgere è obbligatorio darsi delle priorità e portarne in tribunale solo alcuni per educarne molti. Ed è quello che faranno i miei avvocati. Prima il processo penale, poi quello civile. Conviene. Gli togli un quinto dello stipendio, le proprietà se ne hanno, e doni tutto in beneficenza. I travaioli sanno di mentire e quindi usano spesso il condizionale. Grillo avrebbe uno yacht, Grillo e Casaleggio lasciano solo Pizzarotti - dicono che - pare che - (Fatto Quotidiano), Grillo fa pubblicità a Forza Nuova (Corriere della Sera), Grillo sarebbe un massone, i consiglieri regionali del M5S si intascano i soldi, Grillo ha preso i rimborsi elettorali (Panorama). Tutto falso. Non fanno mai una verifica perchè non gli interessa. Il loro obiettivo non è informare. I travaioli, oltre a inventare le notizie dal nulla, hanno anche il compito di amplificare le non notizie, come la messa in piega di mia moglie o un bagno su una spiaggia di Porto Cervo. E' come stare sotto un bombardamento dove dal cielo piove merda. Invece di scrivere, cagano. Le opinioni, le illazioni al posto dei fatti.L'Italia sta affrontando la più grave crisi del dopoguerra e i giornali cullano i loro padroni, sempre più simili a fantasmi, e le loro ambizioni di "formare l'opinione pubblica", di condizionare il voto elettorale, con l'illusione che i cittadini non possano ormai informarsi attraverso la Rete. La Rete... il padrone di Grillo, come direbbe quel pover'uomo di Bersani.Ps: Io non ho proposto l'uscita dall'Euro come vorrebbe Scalfari, che incassa la pensione da ex parlamentare, ma un'analisi di costi e benefici reali dettagliata prima di proseguire su una strada che dei premi Nobel, non un miserabile demagogo come il sottoscritto, ritengono insensata. La mia idea di democrazia, comunque, è che una decisione così importante come l'ingresso nell'euro andasse a suo tempi sottoposta a referendum, non decisa sopra le teste degli italiani. (www.beppegrillo.it)

venerdì 22 giugno 2012

La battuta del giorno

"Voglio continuare a essere il leader dei moderati. Finchè "gli italiani lo vorranno. E di lavorare ogni giorno, con tutte le mie forze, come ho sempre fatto, affinchè, terminata la fase comunque transitoria del governo Monti, un centrodestra in parte rinnovato e più ampio torni a guidare il paese". (Silvio Berlusconi, un nonnetto vizioso)

Νίκη στην Ελλάδα



La vittoria della Grecia sulla Germerkel oggi a Euro 2012 è data dai bookies attorno alla quota di 10 contro 1 nei vari siti di scommesse legalizzate, giocando un Euro se ne incasserebbero 10. I bookmakers non sono scemi né benefattori e se danno i Danaos a 10, mentre la Germania è quasi alla pari, un euro per vincerne uno (appartengono anche loro di diritto al noto e feroce gomblotto dello spread) ma poiché una pur minimissimissima probabilità che la Grecia vinca esiste, se fossi nel cosiddetto governo di Atene, un miliardino di Euro lo punterei. Se vincono, ne incassano dieci e pagano pensioni e stipendi pubblici per qualche mese. Se perdono, che differenza può fare un miliardo in più, che comunque toccherebbe poi alla Germerkel e al resto dell’Europa ripianare? Insomma, una win-win situation per i nostri cugini d’oltre Adriatico: se vincono, incassano. Se perdono, pagano gli altri. Forza Aristotele. (Nota per l’ex ministro Gelmini, Nostra Signora dei Neutrini: trattasi del famoso filosofo greco, un cui testo è stato crudelmente dato come versione alla maturità, non di Onassis). (Vittorio Zucconi http://zucconi.blogautore.repubblica.it/)

Nessuno osi tappare la bocca alla stampa



All’improvviso nei palazzi della casta si è ricominciato a parlare di intercettazioni e di bavagli. Sembrava che, una volta uscito da palazzo Chigi il cavalier Berlusconi, il sogno di tappare la bocca alla stampa e alla rete fosse passato in seconda linea.
Invece niente da fare.
Anche il governo Monti si è convinto che la pubblicazione delle intercettazioni è il vero problema che pesa sui cittadini italiani. Non la crisi, la disoccupazione, i privilegi della casta, la burocrazia che strozza l’economia, la corruzione che da sola frena tutto lo sviluppo. Secondo la casta e i suoi difensori più o meno tecnici il vero problema sarebbe la stampa che continua a pubblicare conversazioni che i potenti preferirebbero tenere ben nascoste. Il problema non è il marcio ma che qualcuno lo dica e che i cittadini lo sappiano.
L’ultima trovata del ministro Severino sarebbe una specie di regolamentazione a singhiozzo. Le intercettazioni potrebbero essere pubblicate, però non subito, solo alla fine dell’inchiesta. Magari quando il corrotto o il malfattore di turno è già riuscito a farsi eleggere in Parlamento da cittadini che di quelle intercettazioni non sapevano niente e così lo hanno votato in buona fede.
A quel punto le intercettazioni potranno essere pubblicate, ma solo se “penalmente rilevanti”. Così se una carogna di palazzinaro se la ride al telefono pensando a quanto guadagnerà sulla pelle dei terremotati dell’Aquila i cittadini dovranno saperlo solo se “penalmente rilevante”. Oppure nel caso che un testimone in un importante processo tema di essere smentito e telefoni alla più alta carica dello Stato chiedendo il suo intervento (e questo intervenga) nessuno lo saprà e nessun giornale potra pubblicare la notizia.
Io chiedo una cosa sola: possibile che mentre la corruzione dilaga e mette in ginocchio il Paese il governo pensa a eliminare quel poco di controllo sociale che i cittadini possono esercitare sulla casta grazie alla libera informazione? Noi dell’Italia dei Valori a questo ennesimo tentativo di bavaglio non ci stiamo e, insieme ai cittadini e i giornalisti con la schiena dritta, porteremo avanti la nostra battaglia per una Italia libera e plurale. (www.antoniodipietro.it)

giovedì 21 giugno 2012

Quando uno non è abituato a comprarsi i biglietti aerei.



"Avanti tutta, il mondo ha sete di Bel Paese". Ieri il presidente di Regione Lombardia ha trionfalmente annunciato su twitter il suo viaggio in Brasile, a "Rio de Janeiro", operazione "G20". Ecco, peccato che a Rio ci sia una conferenza Onu sullo sviluppo sostenibile, che il G20 si stia tenendo in Messico, e che nessuno si sia mai sognato di invitare Formigoni. (http://nonleggerlo.blogspot.it/)

Nuovi corsari



Dopo diversi anni passati all’estero ho forse finalmente capito una cosa: dell’Italia si può criticare tutto, spesso a ragione, dall’ignoranza alla corruzione al malaffare, alla chiesa al traffico, all’ignoranza (già detto, ma vale la pena ribadire). Ma in cucina non ci batte nessuno.
Hai voglia a provare con frites, moussaka, burger, pudding, goulash* e simili, ma tutti vi confermeranno che i manicaretti**, i sofficini*** e le bevande**** delle Vs. mamme sono di un altro livello. Sia chiaro però: a parte il talento, l’estro e gli ingredienti, un buon risultato ai fornelli si può ottenere solo con gli adeguati strumenti. E, guarda caso, anche i nostri tegami® non temono alcun confronto. Inoltre, già che ci troviamo a spezzare lance a favore di questo bistrattato paese, l’Italia ha dato i natali a giornalisti di statura eccelsa come Biagi, Montanelli, Serao e tanti altri. E, secondo voi, cosa succederebbe se si provasse per una volta a combinare queste eccellenze?
Presto detto.
Il maggiore quotidiano italiano (non di colore rosa) è diretto da un giornalista che, già una decina d’anni fa, si dimise dalla direzione per protesta contro le pressioni di un governo invadente, dichiarando che “l’impressione è che vogliano un’informazione vassalla”. Poi però decise di ritornare sui suoi passi dopo che lo stesso governo vinse con una maggioranza bulgara (a proposito d’ignoranza) le successive elezioni, chiaro segnale che le pressioni sulla stampa sarebbero diminuite. Ebbene, ormai da diverso tempo il sito web del suo giornale, sotto la sua illuminata direzione, ha intrapreso un’appassionata campagna per la valorizzazione di una delle migliori eccellenze del Made in Italy. E per giunta in maniera del tutto scollegata dall’ormai defunto (forse) governo bulgaro e dalle sue magagne legali! Ecco quindi susseguirsi, con cadenza fissa, un florilegio di perle di giornalismo quali:
“La Minetti diserta Pitti. E resta a Milano”, “Nicole Minetti shopping
sportiva”, “Le scarpe borchiate della Minetti” (legato al servizio
“Tra le star scoppia la moda della borchia”, perché lei è sì star, ma
brodo®), “L’abitino estivo (e scollato) di Nicole Minetti”, “Minetti,
leggings e occhiali a specchio per la bella consigliera”, “Minetti e
il look scaccia-crisi”, “Nicole Minetti e gli sguardi dei passanti”,
“Nicole e il chirurgo dei vip”, “Cortina, anche la Minetti in
vacanza”, “Nicole Minetti pilota di rally”, “Quella T-shirt della
Minetti”, “La svolta mistica di Nicole Minetti”, “La T-shirt della
Minetti” (perché quella era “quella”, questa è “la”), “Nicole in aula,
con crocifisso” e l’ultima perla, fresca di giornata: “Duetto Corona-Minetti al piano bar”.


Oltre a comparsate in numerosi approfondimenti quali ad esempio “Poncho, che passione” e “Donne (vip) al volante”.
Poco importa che la signorina sia stata eletta in una lista depositata con firme false, che sia stata raccomandata da un prete bancarottiere e probabilmente puttaniere, che sia sotto processo per favoreggiamento della prostituzione minorile, che sia gonfia di plastica come una
tartaruga nel Pacifico, che percepisca uno stipendio pubblico folle per le sue insulse qualifiche.
Quando si parla di giornalismo vero, non ci si può fermare a invidie e gelosie di basso livello ma bisogna anzi puntare il più in alto possibile, magari seguendo le orme dei maestri che prima di noi hanno reso grande un giornale.

Ecco, in questi casi pensiamo che il buon DeBortoli si ispiri molto più a un Giorgio Mastrota che non a un Pasolini e ai sui Scritti Corsari.

Trattandosi di tegami.



Santrine e Paguri.



*ammamm’t
**manicotti
***soffocotti
****chinotti (http://donzauker.it/)

La Fata Trucchina e Internet

"Domenica ho sentito con le mie orecchie Rosy Bindi esporre la seguente tesi. La seconda repubblica è stata dominata dal conflitto di interessi di un imprenditore televisivo, Berlusconi, che controllando le TV prendeva i voti. Ora siamo nella stessa situazione: la scena è dominata dal conflitto di interessi di un imprenditore di Internet, Casaleggio, che controllando la rete prende i voti. Dunque è urgente fare qualcosa per rimettere sotto controllo la rete e garantire il pluralismo dell'informazione online.
Con dirigenti che hanno capacità di analisi di questo tipo e questo livello di contatto con la realtà il PD non farà comunque molta strada..." (Vittorio Bertola - Movimento 5 Stelle, Torino)

mercoledì 20 giugno 2012

Come si fa a votare una boiata ?

Giorgio Squinzi, il presidente della Confindustria, ieri si è fatto sfuggire che la riforma del lavoro che sta per essere approvata dal Parlamento, che poi verrà presentata in pompa magna ai partner europei e che è stata venduta come una modernizzazione del paese e fiore all’occhiello del governo Monti, ebbene tutta questa roba in realtà non sarebbe altro che un «boiata pazzesca». Ma, ha continuato Squinzi, «va approvata». Qualcuno dovrà poi chiedere conto alla Confindustria per quale motivo le imprese italiane debbono auspicare l’approvazione rapida di una boiata. Questa è materia da esperti. Forse gli stessi che solo pochi mesi fa redassero un documento per Confindustria in cui si chiedeva una patrimoniale da 6 miliardi (e cioè l’Imu). E oggi, ottenuto il risultato, si lamentano del peso del fisco.
Lo stesso ministro Fornero (che continuiamo a elogiare per la sua riforma delle pensioni) in questo campo ha le idee un po’ confuse. No, non ce lo ha detto, chi di lavoro dovrebbe essere esperto e le siede accanto. Ce lo dice lei, quando da una parte chiede la rapida approvazione della sua legge e dall’altra apre a sue possibili modifiche una volta approvata. Non si tratta di manutenzione sul campo delle norme, si tratta di fretta. Stiamo per approvare una boiata per vendere un buon titolo a Bruxelles (della qual cosa, noi giornalisti conosciamo bene il funzionamento).
Ciò che rileva è che Monti possa presentarsi al summit europeo di fine mese con il sole della riforma del lavoro in tasca. E lì tutti a gustarsi la grande prova di riformismo e serietà del nuovo esecutivo. Fatte le Pensioni (bene è vero), fatto il Lavoro (male e da rivedere), pensato lo Sviluppo (che dovrebbe mobilitare, verbo difficilmente traducibile e dunque utile, 80 miliardi di euro), siamo inattaccabili. Se il bluff reggesse potremmo anche cinicamente condividere.
Purtroppo (o per fortuna a seconda dei punti di vista) i mercati non ragionano come i capi di governo. Anzi di questi ultimi tendono a diffidare. Se un «buon titolo» convince Bruxelles, non è detto che faccia altrettanto con le Borse, che guardano al sodo.
E una riforma del lavoro che non migliora il nostro mercato del lavoro vale zero. È peggio di una boiata. E per questo non va approvata. Essa modifica molto parzialmente l’articolo 18 (rimettendo al giudice molte questioni) e in cambio rende più difficile e burocratica la flessibilità. L’ideona dei nostri tecnici è che per rendere più stabili i posti di lavoro, sia sufficiente farli pagare di più. Ma in busta paga per il poveraccio non arriva nulla: si versano solo più contributi. Chi è stato, solo per qualche giorno, in una micro, piccola o media impresa italiana capisce la follia di questo ragionamento.
Caro Squinzi, ma come si fa a votare una boiata di questo tipo? Conosce i mercati: non ci cadono mica. (Nicola Porro http://blog.ilgiornale.it/porro/)

A qualcuno piace caldo



Caldo record su tutta l’Italia.

Le prossime giornate infatti si preannunciano come le più calde degli ultimi 150.000 anni.

Nelle prossime ore la colonnina di mercurio salirà fino a temperature record al punto che già si prevede lo stato di allerta per le maggiori città italiane.

Si consiglia pertanto alle persone anziane di bere molta acqua, consumare verdure e frutta di stagione, evitare di uscire nelle ore più calde e, se proprio devono uscire, scegliere luoghi freschi o dotati di aria condizionata.

Per questo motivo, in ossequiosa osservanza dei dettàmi di Luciano Onder e del suo Tg2 salute, il Santo Padre ha deciso di tenere il consueto Angelus nel reparto latticini dell’Ipercoop, aperta per l’occasione anche domenica mattina.

La comunione verrà celebrata con stracchino “Nonno Nanni”, al posto dell’ostia e chi si presenterà con il salvatempo potrà confessare i propri peccati al confessionale automatico e farsi scontare le penitenze, o i soldi dell’8×1000, sotto forma di punti, dalla carta sociocoop.

A sostegno della bella iniziativa verrà abbinata anche una raccolta punti che, una volta completata con i bollini dell’Angelus, regalerà ai fedeli un bellissimo servizio di bicchieri, piatti e posate, modello “Ultima cena”.

La Chiesa sei tu. Chi può darti di più? (http://donzauker.it/)

Vogliamo solo sapere la verità

Oggi ho rivolto una interrogazione urgente al ministro della Giustizia Paola Severino in merito alle pressioni esercitate sui magistrati che stanno indagando sulle stragi di mafia del 1992, in cui persero la vita Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e gli agenti che facevano loro da scorta.
Una ragnatela di reticenze, omissioni, complicità silenti e comportamenti omertosi fa sì che ancora oggi non sia possibile affermare con certezza per quale ragione vennero decise quelle stragi e se furono una conseguenza della presunta trattativa in corso in quei mese fra Stato e mafia, della quale Paolo Borsellino aveva quasi certamente avuto sentore.
Sull’esistenza o meno di quella trattativa stanno indagando, tra mille difficoltà, magistrati di diverse procure. Si tratta evidentemente di una indagine di eccezionale importanza non solo dal punto di vista giudiziario ma anche da quelli storico e politico.
In questi ultimi giorni sono emerse notizie, a mio parere gravissime, che rivelano l’esistenza di precisi intervento sui magistrati che indagano su quegli episodi, richiesti dall’ex presidente del Senato Nicola Mancino, uno degli indagati, e attuati addirittura dal Quirinale.
Allo stesso tempo, è trapelata la notizia di un rifiuto del procuratore di Palermo, dottor Messineo, a sostenere gli atti disposti dai suoi sostituti nel quadro di quell’inchiesta. E’ una scelta molto grave, che “lascia soli” quei magistrati oggi in prima linea.
Credo che lo Stato debba a tutti i suoi cittadini e in particolare ai suoi servitori uccisi in quelle stragi una risposta sul perché di quelle pressioni, sui risultati che hanno eventualmente sortito, sulle motivazioni che hanno spinto il procuratore Messineo a negare il proprio assenso e sulle eventuali relazioni tra questa scelta e l’intervento del Quirinale sul Procuratore generale della Cassazione.
Il ministro Severino ha risposto senza dire assolutamente niente. Ha scelto anche lei di trincerarsi dietro il silenzio e la reticenza. Ha affermato che bisogna ricercare “l’integrale verità”, tacendo però sui comportamenti che impediscono la ricerca di quella verità.
Per noi dell’Italia dei Valori s’impone di conseguenza l’istituzione di una commissione d’inchiesta che indaghi sugli eventuali condizionamenti politici sulle indagini e, nel caso, ne verifichi le motivazioni. Abbiamo già inoltrato la richiesta formale al presidente della Camera Fini.
La vicenda di cui si sta trattando è troppo tragica, troppo grave e troppo piena di conseguenze sui successivi sviluppi della storia repubblicana per consentire che la ricerca della verità ceda il passo alla necessità di non infastidire qualche potente di oggi o di ieri.
Mi auguro che ci sia ancora nelle istituzioni qualcuno con sufficiente senso dello Stato da rendersene conto. (www.antoniodipietro.it)

martedì 19 giugno 2012

Maurizio Crozza a Ballarò 19/6/2012

Chiediamo una inchiesta parlamentare sui rapporti Stato-mafia



Domani stesso l’Italia dei Valori depositerà formalmente la richiesta di una commissione d’inchiesta parlamentare sui rapporti Stato-mafia. La bruttissima storia delle alte pressioni esercitate per impedire il confronto tra l’ex ministro degli Interni Nicola Mancino e altri due ex ministri, Vincenzo Scotti e Claudio Martelli, in merito a quanto accadde al tempo della presunta trattativa tra Stato e Cosa nostra del 1992 dimostra che è ormai imprescindibile fare chiarezza sulla torbida vicenda che forse costò la vita a Paolo Borsellino e a alla sua scorta.
Abbiamo già rivolto un’interrogazione urgente al ministro della Giustizia su quelle pressioni e sulle intercettazioni delle telefonate tra Mancino e il consigliere giuridico del Quirinale Loris D’Ambrosio e tra Mancino e il Procuratore generale della Cassazione Vitaliano Esposito. Il rapporto che trapela da quelle telefonate, indipendentemente dal fatto che abbia o men o rilevanza penale, è senza alcun dubbio molto strano e necessita di un chiarimento sul piano politico se non giudiziario.
Né ci si può nascondere dietro un dito come fa il portavoce del Quirinale Pasquale Cascella che, a un mio appunto sull’opportunità di rivolgersi al Pg della Cassazione per esercitare le pressioni richieste esplicitamente dal Nicola Mancino, risponde citando l’articolo in base al quale il Pg della Cassazione. “esercita la sorveglianza sul procuratore nazionale antimafia e sulla relativa Direzione nazionale”.
Conosco quell’articolo, ma non mi sembra che, aldilà di una logica da azzeccagarbugli, esso valga a spiegare la richiesta rivolta da Mancino al Pg di intervenire sul procuratore anitmafia e ancor meno l’incredibile risposta: “Sono a disposizione”.
Ancor meno quell’articolo giustifica le conversazioni nelle quali Mancino chiede al consigliere giuridico del Quirinale Loris D’Ambrosio di intervenire per fermare alcune attività istruttorie, come appunto il confronto tra lui e gli altri ex ministri, e D’Ambrosio gli fornisce indicazioni per raggiungere quell’obiettivo.
Non stiamo parlando di formalità o di faccende secondarie, ma di una trama difficilmente comprensibile e che deve essere spiegata non a me ma agli italiani. Senza provare a ripararsi dietro qualche cavillo. (www.antoniodipietro.it)

Lusi: comunque vada sara' un successo



Comunque vada sarà un successo. Domani, 20 giugno 2012, il Senato voterà per l'arresto di Lusi, tesoriere della Margherita, il "mariuolo" della seconda Repubblica (quello della prima fu Chiesa che trascinò il PSI nel baratro). "Essere o non essere, questo è il dilemma per Bersani. Se sia più nobile nella mente soffrire i colpi di fionda e i dardi di un oltraggioso processo, o negare l'arresto contro un mare di affanni e, contrastandoli, porre forse fine al pdmenoelle." Analizziamo pacatamente, serenamente, le due ipotesi sul tavolo.
Prima ipotesi. Il Senato autorizza. Lusi viene arrestato e parla, e porta prove a sostegno (e ha detto che lo farà), mezzo pdmenoelle potrebbe essere trascinato sul banco degli imputati. Una riedizione di Tangentopoli con nuovi Forlani con la bavetta. Tutti i percettori dei contributi elettorali dispensati da Lusi a ummaumma dovrebbero trasferirsi all'estero e abbandonare i tanto amati talk show con conduttore a seguito. Previsione elettorale: pdmenoelle sotto il 15%, destinato alla fine della Lega.
Seconda ipotesi. Il Senato non autorizza. Lusi non viene arrestato, non parla e fa il pesce in barile in attesa degli eventi. L'opinione pubblica insorge. Il pdmenoelle attribuisce il salvataggio ai voti (infidi) del Pdl e della Lega. Il Pdl e la Lega respingono indignati l'accusa. Previsione elettorale: Il pdmenoelle perde il 2/3% del consenso elettorale nei sondaggi e si apre una discussione, seria, interna al partito sui rimborsi elettorali, che comunque altrettanto seriamente non verranno restituiti ai cittadini. Se voi foste il Politburo del pdmenoelle, rappresentato da Bersani, D'Alema, Bindi e Letta nipote, con la ruota di scorta dell'inconsapevole Rutelli, cosa fareste? Puntereste sulla ipotesi a minor rischio. E quindi il buon senso suggerisce il salvataggio. "Fiat Lusi". Meglio tirare a campare che tirare le cuoia. Lo disse Andreotti, lo faranno in Senato se non vogliono rischiare l'estinzione. Ma comunque vada, arresto o non arresto, sarà un successo. (www.beppegrillo.it)

lunedì 18 giugno 2012

Biscottificio Italia

Quattro giorni a disquisire di probabile biscotto tra Spagna e Croazia e puntualmente non è accaduto. Perchè ?
Proviamo per una volta a riconoscere che nel calcio c'è anche chi ha la faccia pulita.

Grecia facci sognare

George Helakis, telecronista greco, si scatena in tribuna stampa ed esulta per quasi due minuti al goal di Karagounis in Grecia - Russia.

Passaparola - Occupy Wall Street – David Graeber - (dal blog www.beppegrillo.it)

domenica 17 giugno 2012

La verità si cerca senza guardare in faccia presidenti o ex presidenti

Vent’anni sono passati dalla stagione delle stragi, e la verità è ancora oscurata da una ragnatela di collusioni, silenzi e comportamenti omertosi. Ma quella stagione non può assolutamente essere archiviata.

Lo dobbiamo alle vittime di tanta barbarie, alla nostra storia e a quei principi tracciati dai nostri padri costituenti.
Se ci fu una trattativa tra Stato e Mafia è bene che si conoscano i responsabili, i fautori ed è bene anche che si sappia chi vuole mantenere quella pagina oscurata.
In un altro Paese, di fronte alla notizia della telefonata dell’ex presidente del Senato, Nicola Mancino, al Capo dello Stato per chiedere di fare pressioni sui pm di Palermo, ci sarebbe stata un’alzata di scudi della politica e del mondo del giornalismo, ma in Italia i riflettori rimangono spenti. Non solo: le inchieste giornalistiche, come quella de Il Fatto Quotidiano, sono state additate come “risibili” e “irresponsabili illazioni”.
Qui di irresponsabile c’è solo la convinzione che per qualcuno la legge sia più uguale che per gli altri e che la verità venga dopo la necessità di difendere i potenti di oggi e di ieri.
Come se i fatti documentati possano essere liquidati con termini offensivi e senza alcuna risposta. Purtroppo quelle parole, pesanti come macigni, sono state snocciolate dallo staff del Capo dello Stato, accompagnate da un dato di fatto importante: una triste conferma che ci preoccupa molto.
Infatti, lo staff ha confermato ieri quanto evidenziato dal consigliere giuridico del Presidente della Repubblica, Loris D’Ambrosio, cioè che sia una prassi intervenire sulle autorità giudiziarie. Nel caso specifico, c’è stata una confessione: una lettera di pressioni scritta da Napolitano al Procuratore generale della Cassazione. Mi chiedo, e chiedo a voi: è nel ruolo di un Presidente della Repubblica italiana scrivere al Pg della Cassazione per chiedere di intervenire prontamente sulla questione? E poi: può il segretario generale della Presidenza della Repubblica informare il Pg evidenziando che le preoccupazioni di Mancino, ex Presidente del Senato, sono “condivise da Napolitano”? Sono quesiti che in un Paese civile e democratico non dovrebbero neppure porsi, visto che la ricerca della verità dovrebbe essere l’unica guida.
Un Paese è libero e democratico quando non ha segreti e quando le istituzioni concorrono alla ricerca della verità. I cittadini devono sapere, devono capire se settori dello Stato hanno operato e collaborato con la mafia e nessuno, dico nessuno, può ostacolare questa ricerca. Pertanto, questa settimana in Parlamento, noi dell’Italia dei Valori interrogheremo il ministro della Giustizia nel corso di un Question Time.
Vogliamo sapere se il guardasigilli intenda disporre degli accertamenti al fine di verificare se le pressioni del Quirinale sul Pg abbiano avuto un seguito.
E perché il procuratore Capo di Palermo si è rifiutato di sottoscrivere l’indagine? Vogliamo capire se questi comportamenti sono la conseguenza di quelle pressioni.
La verità deve essere cercata senza guardare in faccia né presidenti, né ex presidenti, e senza interventi di sorta.
Questo lo Stato lo deve non solo a se stesso, alla giustizia, ma anche ai suoi servitori che persero la vita in quell’estate del ’92. (www.antoniodipietro.it)

sabato 16 giugno 2012

Campioni d'Europa

Lunedì 18 non sarà l'Imu da versare il nostro primo pensiero, ma il fantasma del famigerato "biscotto" tra Spagna e Croazia ai danni dell'Italia agli Europei di calcio. Alle prime due basterà pareggiare per 2-2 e il biscotto è servito.
Il termine deriva dal gergo degli ippodromi dove per truccare una corsa si somministra a un cavallo sostanze proibite impastate in un biscotto.
Da buon italiani siamo a piangerci addosso, già vittime nel 2004 di un "accordo" tra Danimarca e Svezia. Diamo per scontato il reato, la truffa, il piatto servito. Non ci attraversa nemmeno considerare che Spagna e Croazia se la giocheranno. E' convinzione che tutto il mondo è Paese e che tutti si comporterebbero come astutamente faremmo noi nella medesima condizione.
Eppure noi siamo maestri di biscotti, sono distribuiti in tutti gli strati della nostra società e a tutti i livelli, quindi non abbiamo motivo di stupircene.
Da questo punto di vista siamo già Campioni d'Europa.

venerdì 15 giugno 2012

Terremoti ai confini della realtà

Due notizie incredibili, un sisma del nono grado con epicentro i neuroni rimasti al Paese . Quando ero ragazzo si sarebbe detto che viviamo in un mondo di merda, oggi non saprei come tradurlo in linguaggio giovanile, ma ho l’impressione che la materia non sia cambiata più di tanto. Che si sia solo invecchiata.
Bene a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, patria dell’omonimo pittore nonché di Luciano Ligabue, il comune ha deciso di infliggere una multa di 140 euro a chi per paura del terremoto voglia dormire in tenda. L’amministrazione si sente comunque generosa e nel suo demenziale editto scrive che finora ha potuto tollerare la situazione, ma ora essa “non può essere ulteriormente ammessa, per ragioni di igiene pubblica e di sicurezza, non essendo i parchi aree attrezzate al campeggio”. “Certe notti” passate in tenda con la paura delle scosse, possono costare care. Proprio notti da farci la multa fin quando fa male fin quando ce n’è. Ma non si può attrezzare anche alla buona l’area? E se venisse una scossa più forte e qualcuno rimanesse sotto le macerie? No, la burocrazia è quella che conta. Naturalmente l’amministrazione è di centro sinistra e si è accorta solo dopo 24 ore dopo di aver fatto una stratosferica cazzata. Così adesso parla di invito bonario quando invece dell’editto diceva: “Fino a domenica, pertanto, il campeggio sarà ancora consentito, ma, a partire dal lunedì successivo procederemo con l’applicazione del regolamento comunale che prevede il divieto e il sanzionamento.”
Seconda magnifica notizia è che c’è un nuovo direttore generale all’l'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, quello appunto che si occupa dei terremoti. Se immaginiamo che possa essere un esperto, magari un qualche ricercatore illustre, siano proprio degli ingenui. No, il ministro Profumo ha invece designato uno del clan Gelmini, un ex carabiniere con laurea in scienze motorie e tesserino da promotore finanziario, che l’immortale signora dei neutrini ha trovato sotto il celebre tunnel e innalzato a suo tempo al rango di capo della ricerca del ministero della Istruzione e dell’università. Naturalmente Massimo Ghilardi, come attesto dal documento di Maristella aveva tutte “comprovate e qualificate esperienze professionali” . Quali ? Siamo certi che la Gelmini le avrà personalmente accertate essendo lei stessa una persona assolutamente qualificata. Si poteva sperare che una volta andata a casa la ministra del tunnel, certi personaggi sarebbero stati ridimensionati: invece ecco il grande balzo alla direzione di un istituto di ricerca vero e tra i più importanti in Italia. Merito meritocrazia, competenza e crepi l’avarizia, mettiamoci pure crescita visto che certamente lo stipendio del personaggio salirà oltre gli attuali 106 mila euro. Dicono che il ministro che ha disposto la promozione si chiami Profumo, ma è solo una benevola interpretazione sensoriale. (http://ilsimplicissimus2.wordpress.com/)

Sempre sia lodato



"Il sacrificio di Silvio". No. Non solo per i tifosi milanisti. Lo ha fatto per tutti noi. Proprio così. S'è tenuto Thiago Silva per ridare "fiducia e speranza" all'Italia e agli italiani. Prima pagina del Giornale di oggi, davvero. (http://nonleggerlo.blogspot.it/)

Ciàppel sott che l’è un biscott (*)

Ora mi diverto anche io con le pagelle, per farmi passare l’incazzation.

Mario Monti: 4. Va bene essere professori algidi, ma un primo ministro italiano non può non sapere che mezza Italia è davanti alla TV e restare sbalordito all’urlo del giornalisti con le radioline e gli iPhone alla Fantozzi stile Italia Inghilterra. Anche noi popolino abbiamo i nosrti rozzi gusti e le nostre patetiche passioni.

Buffon: 5. Adesso come la mettiamo, Gigge’, con i “due feriti meglio di un morto” per giustificare i biscotti? E, dimmi, se un attaccante arriva con la testa su un pallone a due metri dalla tua porta su un cross spedito da un altro prefisso telefoninco, perché non ci arriva con le mani un portiere di 1 metro e 90? Zzzzzzz

Chiellini: 6. Sì, la cappellona la fa, ma è l’unico difensore italiano di peso internazionale rimastoci, nel deserto del nostro calcio.

Bonucci: 6. Che cosa vi aspettavate, che diventasse Facchetti, Baresi, Madini o Scirea? Fa tutto quello che sa fare.

DeRossi: 7. Gli affidano una difesa bislacca e dà una mano, che infatti si rompre pure. L’uomo ha cojones come le gomme di un Tir.

Pirlo: 7. L’unico grande giocatore italiano rimasto nelle dispensa vuotata da presidenti scemi che hanno preferito inseguire schiere di brocchi con nomi stranieri. Fa un assist da gol e una punizione da genio. Infatti quei coglioni del Milan l’ hanno lasciato andare via.

Montolivo: 4. Una eterna e certificiata nullità, che infatti quei coglioni del Milan hanno preso.

Maggio: 5. Spompato dall’aver giocato per due nel Napoli, ha ormai la bazza che gli arriva alle palle, dove invece lui non arriva più.

Giaccherini: 5. Po’er cit, nella Juve funziona perché funziona la Juve di adesso ma qui non sa che cosa fare. Infatti era stato un disastro anche nel secondo tempo con la Spagna. Un anno fa giocava ancora ricordiamolo, nel Cesena.

Thiago Motta: 0. Per me, rimane un mistero come possa essere stato tanto pagato. Non riuscirebbe a superare in velocità e a saltare neanche l’arbitro.

Marchisio: 6. Con quell’espressione sofferente ed emaciata da Cristo in croce, mi fa tenerezza anche quando sbaglia gol che dovrebbe fare.

Cassano: 4. Non ha ancora le gambe.

Balottelli: 4. Non ha ancora la testa

DiNatale: 6. Perchè mi è simpatico, ma ieri non poteva fare un tubo e non lo ha fatto. Gli buttavano palloni alti come se fosse il gemello di Ibrahimovic.

Giovinco: 10. Uno con il suo fisico che arriva in Nazionale merita il massimo dei voti. Noi mezze cartucce siamo tutti con lui.

Prandelli: 4 Ha sbagliato tutte le sostituzioni, avendo sbagliato le convocazioni soprattutto in attacco. Perdere due vittorie nel secondo tempo sull’uno a zero, sbroccando nel secondo tempo significa essere un grande mezzo allenatore.

Comunque era ovvio che se mai ci fossimo qualificati, con questi resti del campionato nazionale, sarebbe stato per la differenza fra l’età della figlia del capitano divisa per l’altezza dell’albero maestro moltiplicata per il coefficiente catastale meno il numero di figli a carico. La solita Italia del calcio e ancora non è detta l’ultima parola.

(*) Garbata espressione milanese per indicare quando ti stanno per dare una fregatura.

Ora torniamo a ben altri sono i problemi che…. e io del calcio mi fa schifo che neanche lo guardo dal 1932. (Vittorio Zucconi http://zucconi.blogautore.repubblica.it/)

giovedì 14 giugno 2012

La battuta del giorno

«Punire chi raccomanda è una vergogna! ... La raccomandazione è un fatto politico, bisognerebbe saperlo ... Ma mi spiega per quale motivo se io vedo che una persona è brava non lo devo segnalare? Allora, me lo racconta lei come avverrà la prossima nomina dei consiglieri Rai? O come avverranno tutte le prossime nomine dei più alti dirigenti dello Stato? Attraverso i curricula? Ma fatemi il piacere ... ». (Clemente Mastella, uno senza vergogna)

Il Monarca della Repubblica



I poteri del presidente della Repubblica sono in parte regali e in parte indefiniti, di fatto sono monarchici e discrezionali. Ogni Presidente, dal dopoguerra, li ha interpretati a modo suo. Il dibattito carsico che emerge puntuale in caso di ingovernabilità o di crisi istituzionali vorrebbe attribuire a questa figura maggiori poteri. Una ipotesi che ci consegnerebbe dritti a una potenziale dittatura. Berlusconi eletto dal popolo o la sua fotocopia sobria del pdmenoelle, D'Alema, a suo tempo candidato prediletto del bibliofilo Dell'Utri, sarebbero una sciagura nazionale, altro che il Mascellone.
Se il prudente Napolitano ha dichiarato guerra alla Libia, nostra alleata, contravvenendo all'articolo 11 che riporta "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali...", ha nominato nottetempo un professore senatore a vita e lo ha imposto come presidente del Consiglio senza passare da libere elezioni, ha influenzato la stesura delle leggi dello Stato (prerogativa del Parlamento) durante il suo mandato, ha firmato senza rinviarle al Parlamento, leggi come il Lodo Alfano, chiaramente incostituzionali, ha discriminato in discorsi pubblici, senza mai nominarla, una forza politica democratica: il MoVimento 5 Stelle. Se lui ha potuto fare tutto questo, immaginatevi un presidente con scarse propensioni democratiche.
Queste osservazioni non sono un attacco a Napolitano, che credo operi, dal suo punto di vista, in buona fede, ma agli attuali poteri della Presidenza della Repubblica che vanno limitati. Un piccolo esempio sono i senatori a vita. Il Presidente ne può eleggere cinque e, considerata le differenza minima in Senato tra maggioranza e opposizione, alterare la volontà elettorale. Il Presidente nomina chi gli pare, come avvenne per Andreotti da parte di Cossiga prima che questi venisse travolto dall'omicidio di Salvo Lima e dai processi mafiosi. Il Presidente è eletto per sette anni, più di qualsiasi altra carica istituzionale.
L'articolo 87 della Costituzione gli attribuisce il comando delle Forze armate, di presiedere il Consiglio superiore della magistratura (anche da articolo 104), di concedere grazia e commutare le pene. L'articolo 88 gli consente di sciogliere le Camere. Il Presidente, ma forse è meglio chiamarlo Sua Maestà, per l'articolo 90, non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione (ma firmare una legge incostituzionale è un attentato alla Costituzione?). Per l'articolo 92, il Presidente nomina il Presidente del Consiglio dei ministri. Può sciogliere (articolo 126) il Consiglio regionale e rimuovere il Presidente della Giunta. Può nominare un terzo della Corte costituzionale (articolo 135).
Si può offendere Dio, ma non il Presidente. L'articolo 278 del codice penale recita "Chiunque offenda l'onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a cinque anni". Abbiamo bisogno di meno presidenzialismo, non di più. Un uomo solo al comando ci è bastato.
Ma che cazzo di presidenzialismo andiamo cercando? (www.beppegrillo.it)

E basta !

A prescindere dagli esecutori, sono stufo di sentir fischiato l'inno di Mameli !!!

mercoledì 13 giugno 2012

Please un autografo




Camera dei Deputati, roba di pochi minuti fa. Si sta votando la fiducia al ddl anti-corruzione. Ad un certo punto l'onorevole leghista Carolina Lussana si avvicina ai banchi del Pdl, raggiunge Alessandra Mussolini, sfila da una busta due foto del Duce, e come se nulla fosse chiede alla nipote dell'italico dittatore di autografargliele, magari con la dedica. Scene da un Parlamento della Repubblica. Davvero. (http://nonleggerlo.blogspot.it/)

Se eliminate la concussione, incentivate la corruzione


(www.antoniodipietro.it)

Addio Billionaire



Flavio Briatore lascia Porto Cervo, il Billionaire chiude. Per noi comuni mortali, dediti al lavoro (quando c'è) e al pagamento delle tasse (onnipresenti) il volto crucciato dallo stupore e l'immancabile esclamazione "e sti cazzi" è cosa naturale.
Il dolore però ci soverchia quando il triste Flavio denuncia "investirò all'estero, tanto l'Italia è un Paese che se possiedi una barca e arrivi in porto per attraccare, o sei un bandito o sei un ladro".
Ecco, a Porto Cervo certamente resterà nella memoria collettiva la sua modesta imbarcazione.

martedì 12 giugno 2012

Maurizio Crozza a Ballarò 12/6/2012

video

Giustizia zoppa

Francesco Tuccia l'ex militare accusato di violenza e tentato omicidio ai danni di una studentessa laziale, fatto avvenuto fuori la discoteca "Guernica" di Pizzoli (L'Aquila) lo scorso febbraio, si è visto concedere gli arresti domiciliari dopo che il gip dell'Aquila Giuseppe Romano Gargarella ha accolto la richiesta degli avvocati del giovane. Ritengo questo uno scandalo, senza mezzi termini. Non posso immaginare questo individuo comodamente seduto in casa, forse a giocare alla playstation, mentre la povera ragazza, oltre una vita rovinata e segnata, ha manifestato insieme la propria famiglia l'intenzione di lasciare l'Italia.

La battuta del giorno

"Se penso quello che dico sai cosa vien fuori" (Antonio Cassano, rispondendo alle parole di Cecchi Paone sulle statistiche che parlano dell'omosessualità nel calcio)

Appunto Cassano, il problema sta proprio in quello che pensi prima di parlare !

lunedì 11 giugno 2012

No, non è la BBC

Tourbillon. Intercettamento. Lavata di capo. Scoperchiare la difesa. Guscio difensivo. Sono alcune delle espressioni modernissime che Bruno Gentili, telecronista di Rai Uno, ha regalato ai milioni di italiani che seguivano Italia-Spagna. Novanta minuti di luogocomunismo pallonaro, di frasi in libertà senza senso alcuno (“evoluto nella sua specializzazione”). Il buon Gentili, catapultato in tv dopo decenni in radio, forse crede di essere ancora a Tutto il calcio minuto per minuto. Sanno tutti che i radiocronisti, tutelati dalla mancanza di immagini, ogni tanto inventano un nome, un’azione, un particolare, giusto per dare corpo alla narrazione. In tv, giocoforza, il trucchetto non funziona. E i limiti di un radiocronista balzano subito all’occhio, rafforzati poi dalla presenza di un commentatore “tecnico” come Beppe Dossena, che non ne azzecca una manco per sbaglio. So di gente che ha premuto il tasto “Mute” del telecomando e poi l’ha mangiato, pur di non sentire più la telecronaca targata Rai. Altri hanno chiamato Rupert Murdoch, implorandolo di comprare i diritti dell’Europeo in corso d’opera. Scherzi a parte, il disastro della Rai si vede anche dall’insufficienza imbarazzante della squadra di RaiSport.

Meno male che Ghini c’è! La presenza dell’attore romano per commentare nell’intervallo la partita è un mistero quasi come la presenza di Scilipoti in Parlamento. Ghini arriva tardi ed esordisce dicendo di aver perso tempo perché c’erano tantissimi tifosi spagnoli che ballavano la “samba”. La famosa samba spagnola, uno degli orgogli iberici insieme alla Tour Eiffel di Madrid, al cacciucco di Valencia e alle matrioske di San Sebastian. Ma Ghini quanto ha preso per questa partecipazione fenomenale? Fatecelo sapere, in fondo lo abbiamo pagato noi…

Solita noia la puntata di Notti europee di ieri sera. Stavamo per addormentarci sul divano, poi per fortuna è cominciato Protestantesimo. I bambini valdesi che spiegano l’importanza dell’igiene personale ci fanno molto più ridere di Gene Gnocchi. (Domenico Naso - IL FATTO QUOTIDIANO -)

Passaparola - MoVimento 5 Stelle, unica alternativa - Willer Bordon - (dal blog www.beppegrillo.it)

sabato 9 giugno 2012

Riassunti dell’ultima di Servizio Pubblico



Riassunto cinico: la Rai fa schifo, rivoglio una trasmissione in Rai. Indignato: Paolo Bonolis, Ficarra e Picone, Massimo Ghini, Simona Ventura, Vittorio Sgarbi, Paolo Mieli. Fogliante: Servizio Pubblico parla di Servizio Pubblico, finalmente un po’ di sincerità nel rito masturbatorio. Dopo un’ora: siamo al coito, o all’estasi in quei comizi coi santoni, in America. Giacobino: «Siamo contro la censura!» Sgarbiano: il problema della politica è la mancanza di pensiero. Narrativo: Sgarbi dice che se Saviano fa un partito vince le elezioni. Poi entra in un delirio in cui Travaglio entra in politica e Santoro in un ministero. Poco prima, Simona Ventura denunciava le «inumane» pressioni politiche subite. Lo slogan: «Viva i vecchi!». O anche: «Fate la rivoluzione!». La battuta: «Lo sperma c’inquina. Er cazzo tombola». Santoriano: siamo più soli di prima. Digitale: il 99% dei nostri fan vuole che continuiamo. Travaglio: non ve lo dirò mai, ma sto al giornalismo come Grillo alla politica. Da sinistra: Monti è cattivo. Da Freccero: non pervenuto. Alla Mieli: «Svegliatevi!». Mio: quanto sono contento di non aver dato quei dieci euro. (http://ilnichilista.wordpress.com/)

venerdì 8 giugno 2012

La battuta del giorno

"Se ne parlava perché il presidente credeva in me e mi ha consigliato di studiare. Era una prospettiva futura e pertanto andavo ai congressi e anche in consiglio regionale con Nicole Minetti". (La soubrette sarda Barbara Faggioli convocata a Milano come testimone al processo sul caso Ruby a carico di Silvio Berlusconi, ha spiegato che si era parlato di una sua candidatura)

Attentatori fai da te

Dunque avete capito bene? Prendente nota: recuperate un paio di bombole di GPL. Le svuotate. Poi comprate 10 kg di polvere da sparo per ogni bombola. Magari evitate di comprarle tutte dal vostro rivenditore di fiducia: qualche etto qua e un chiletto là, giusto per non dare nell'occhio. Poi comprate delle lampadine comuni da 12 volt, di quelle a incandescenza, un po' di filo elettrico, una batteria da auto, una centralina elettronica di facile reperibilità e un telecomando sulle Pagine Gialle.
A questo punto non vi resta che mettere la polvere pirica nelle bombole, aggiungere una lampadina cui avrete precedentemente rotto il vetro e che avrete collegato a una coppia di fili elettrici, collegare i fili alla batteria passando per la centralina e sistemare per bene il tutto sotto al vostro culo malato. E siete pronti per farvi saltare in aria con il telecomando delle Pagine Gialle.

Come dite? Così si finisce per dare utili elementi agli psicopatici per costruire ordigni esplosivi? Avete perfettamente ragione! Ma non rifatevela con me: queste istruzioni sono pubblicate per filo e per segno sui maggiori quotidiani a diffusione nazionale. Nella fattispecie, sono disponibili a pagina 20 del Corriere della Sera di oggi, venerdì 8 giugno 2012.

No, giusto per sfatare i luoghi comuni secondo i quali internet va regolamentata perché si trovano le istruzioni per costruire le bombe e, ove necessario, va censurata. Ora che facciamo: chiudiamo per coerenza anche il Corriere della Sera? (http://www.byoblu.com/)

Le vignette di Vauro a Servizio Pubblico 7/6/2012

giovedì 7 giugno 2012

Marco Travaglio a Servizio Pubblico 7/6/2012

Il gesto isolato di un cane sciolto

Il Blog dell'Opinione nella sua "versione" facebook da subito avanzò l'ipotesi, insieme ad altre voci, che la bomba alla scuola di Brindisi era il gesto isolato di un pazzo cane sciolto.
Così è emerso in queste ultime ore.
Dispiace per quei tromboni, tra cui anche personalità che apprezziamo, che immediatamente cominciarono a delineare immaginari disegni eversivi; e capiamo anche chi, questa idea faceva comodo per tacitare il Paese.

PD e PDL vanno a braccetto. Noi coi cittadini onesti



Ieri al Senato della Repubblica si è consumato l‘ennesimo delitto contro la democrazia e contro la legalità. Una maggioranza trasversale, contraddicendo le dichiarazioni di voto ufficiali, ha negato l’autorizzazione agli arresti domiciliari per Sergio De Gregorio indagato per “essersi appropriato indebitamente di fondi pubblici”. In altre parole per essersi fregato i soldi dei contribuenti.
Non ci poteva essere dimostrazione peggiore di come questo Parlamento operi nella logica dell’autoconservazione della casta. Di fronte alla solidarietà tra delinquenti di destra e di sinistra tutto il resto scompare.
Sulla carta solo il Pdl era contrario all’arresto, tutti gli altri si erano detti favorevoli. Però lo steso Pdl ha chiesto il voto segreto e acquattati nell’ombra come briganti da strada i senatori ci hanno fregato e hanno salvato De Gregorio.
I voti contro l’arresto sono stati 169, quelli a favore 109. Altri 16 senatori si sono astenuti, cioè hanno votato contro l’arresto pure loro perché al Senato l’astensione equivale a voto contrario.
Da quali partiti vengono questi 51 senatori felloni? I voti del Pd e dell’IdV, sommati, erano 111. Dunque sicuramente ci sono state due defezioni, e io sono certissimo che non vengano dalle nostre file.
Ma per tirare questa somma bisognerebbe essere sicuri che tutti i senatori della Lega e tutti quelli del Terzo Polo abbiano fatto i franchi tiratori e tutti quelli del Pd abbiano votato disciplinatamente per l’arresto. Statisticamente tanta compattezza è quasi impossibile: dunque il dubbio che una parte dei voti contrari all’arresto venga dal Pd è assolutamente inevitabile.
In quelle stesse ore, infatti, alla Camera lo stesso Pd si spartiva le cariche dell’Agcom con il Pdl e con l’Udc. Nei giorni precedenti, sempre d’accordo con il Pdl, il Pd aveva fatto una legge che era contro al corruzione nel titolo e a favore della corruzione nel contenuto. A breve, ancora a braccetto col Pdl, si preparano a votare una legge che salva il finanziamento ai partiti e, già che c’è, legittima pure le tangenti.
In mezzo a tutta questa concordia, come si fa a non pensare, come giustamente fa anche Roberto Saviano, che qualche senatore piddino abbia dato una mano ai compagni di maggioranza del Pdl? A buon rendere, sia chiaro. Perché tra poco bisognerà votare sull’arresto di Lusi e quale occasione migliore per restituire il favore?
Ma se Pd e Pdl vanno tanto d’accordo, comincio a pensare che farebbero bene ad andare insieme anche alle prossime elezioni. Se va avanti così, invece che con noi il Pd farà bene ad allearsi con quelli, mentre noi ci andremo ad alleare con i cittadini onesti. (www.antoniodipietro.it)

Lo scacco matto dell'imbecille


Scacco matto in due mosse in sole 24 ore.
Prima mossa f2-f3 e7-e5. 169 senatori salvano, con voto segreto, dagli arresti domiciliari, chiesto dai magistrati di Napoli, Sergio De Gregorio per fumus persecutionis. "Gregory Speck", del Pdl è l'esempio vivente che la fisognomica a volte ci prende. L'eterno trionfo dell'inciucio in Senato, con baci e abbracci dopo la votazione, prelude al prossimo salvataggio del tesoriere Lusi della Margherita in conto Pdmenoelle che ha tirato in ballo Francesco Rutelli, Rosy Bindi, Matteo Renzi, Beppe Fioroni, Dario Franceschini, Paolo Gentiloni ed Ermete Realacci.
Se finisce dentro potrebbe cantare come un usignolo o fare la fine di Pisciotta e Sindona. Entrambe le ipotesi non sono però "politicamente corrette". Gli scommettitori danno per certo il niet all'arresto del tesoriere di sinistra. De Gregorio val bene un Lusi, forse anche due.
Seconda mossa g2-g4 D8-h4. La mozione di sfiducia a Forminchioni, governatore abusivo della Lombardia, arrivato al quarto mandato (terzo consecutivo) per le vacanze finanziate dal faccendiere Piero Daccò, viene respinta da Pdl e Lega. La sfiducia era stata chiesta con squillar di trombe e rullar di tamburi dal Pdmenoelle, per l'esattezza dal suo capogruppo Luca Gaffuri. Ma, al momento del voto Gaffuri era assente, nel solco della tradizione pdimenoellina. Si trovava a Kos, in Grecia, a mostrar le chiappe chiare. Caffuri ha tenuto a precisare dalla spiaggia, coperto da un leggero sciabordio delle onde "Nessuno può dubitare del mio impegno per indurre Formigoni alle dimissioni e rinnovare l'amministrazione in Lombardia. Il resto è fumo negli occhi". Come per De Gregorio, al Pirellone si sono sprecati baci e abbracci per lo scampato pericolo.
Lo scacco matto in due mosse è detto "dello stupido". Stupidi che si impiccano da soli su una scacchiera. (www.beppegrillo.it)

mercoledì 6 giugno 2012

Ma l'italiano, mai ???



Il signore ritratto nella foto, in questo momento, sta parlando da circa un'ora alla conferenza stampa indetta dalla Banca Centrale Europea. Sta spiegando ai giornalisti in sala e al mondo intero perché hanno deciso di lasciare il tasso di riferimento dell'Eurozona all'1%. Inoltre sta parlando di ricapitalizzazione delle banche, della crisi, della Grecia e di molte altre cose che impatteranno sulla vita di milioni di persone, in special modo la nostra che siamo schiacchiati da misure di austerity considerate illogiche e suicida. E sta parlando di MES, il fondo per cui dovremo pagare 125 miliardi, al quasi unico scopo ormai dichiarato di salvare un'altra volta le banche.
Per qualche strano motivo, in una istituzione che rappresenta e incide profondamente su tutta una serie di nazioni europee che ne subiscono le politiche, per di più presieduta da un italiano, le uniche lingue disponibili per la traduzione simultanea - oltre all'inglese che è quella usata correntemente - sono il tedesco e il francese.

Con tutto il rispetto per le grandi superpotenze guidate da Hollande e dalla Merkel, se l'inglese non viene considerata una lingua sufficientemente diffusa tra le popolazioni da richiederne una traduzione, allora questa traduzione deve essere disponibile per qualunque cittadino di qualunque stato membro dell'Unione Europea. Tanto più (osservazione irrilevante ma paradossale) se chi parla e determina le politiche comunitarie non è né tedesco, né inglese né francese, ma è stato mandato lì da un popolo cui ora non è dato capirlo.

Se vogliono dare significato all'immaginario pomposo con il quale certi giornali rivendicano il nostro "ritrovato prestigio in ambito internazionale", ma soprattutto se vogliono imporre a passo di marcia un processo di integrazione europea che ancora questa mattina era perorato con forza dal gruppo di convinti europeisti composto da Emma Bonino, Giuliano Amato ed altri (le cosiddette élite) sul Corriere della Sera, allora comincino a inserire l'italiano tra le lingue disponibili in tutte le conferenze stampa. Perché 60 milioni di persone, per di più gli eredi diretti di quel latino che costituisce metà del vocabolario di mezza Europa e che ha insegnato a tutti a parlare, non possono essere lasciati ai margini, come se dovessero solo pagare, possibilmente senza capire niente. (http://www.byoblu.com/)

F 4



L’altra sera, come tutti i lunedì, il buon Mentana ci ha ammorbato con l’ennesimo sondaggio per dare un’idea di cosa succederebbe se si votasse oggi.

Peccato che non si voti oggi, né domani ma solo quando il PD avrà dato modo al PDL di riprendersi e di tornare forte come un tempo.

Perché nei duelli d’onore la lealtà è tutto.

Comunque…

A parte il fatto che non sappiamo spiegarci come, da una settimana all’altra, possano cambiare così tanto gli orientamenti di voto. Come se uno cambiasse idea tutte le settimane, in base… boh?… al meteo, alle quotazioni Snai o ai discorsi del papa (sì, questo avviene davvero, purtroppo).

Ma quello che ci colpisce è un altro aspetto del sondaggio.

Dalla fine del Governo Berlusconi, il PDL non ha fatto altro che calare clamorosamente al punto che adesso è al 18% e sembra dover scendere ancora.

Ecco, alla luce di tutto ciò, noi ci chiediamo: ma cos’avranno fatto mai di tanto schifoso, che non abbiamo già fatto prima, da quando non sono più al governo, per far allontanare così tanti dei loro elettori?

Davvero, davanti a queste considerazioni rimaniamo basiti. (www.donzauker.it)

Ultime dal Vietnam

"Non riuscivamo neppure a recuperare i corpi dei compagni caduti e i nostri zaini, perché quando ci siamo ritirati, sono arrivati gli aerei e con le bombe e il napalm hanno incenerito tutto. Se ti chiama papà, digli che sono stato vicinissimo alla morte, ma sono scampato anche questa volta". ( Sergente Steve Flaherty, da Columbia, South Carolina. Ha impiegato 43 anni, la lettera alla madre del soldato Flaherty, spedita dal fronte dove lui fu ucciso nel 1969, per arrivare a destinazione ieri, nelle mani del ministro della Difesa Leon Panetta.)

martedì 5 giugno 2012

Maurizio Crozza a Ballarò 5/6/2012

Emma for president

Un gruppo di attori – da Castellitto a Gassman – hanno preso carta e penna e vergato un appello per lanciare la candidatura di Emma Bonino al Quirinale.

Bene e bravi: una donna presidente, soprattutto se capace e autorevole, sarebbe un bel vedere.

Eppure, probabilmente senza accorgersene, anche gli attori suddetti cadono nel tic populista che informa ogni angolo della vita pubblica italiana. “Se fosse per i cittadini – scriovono con una qualche sicumera – Emma sarebbe già da un pezzo capo del governo”.

Perfino nelle migliori intenzioni l’Italia si conferma il posto dove chiunque si alza e pretende di sapere cosa vogliono i cittadini, se ne fa interprete di personale sponte, ne è portavoce autonominato e condottiero sempre per unzione propria.

In questo caso, tra l’altro, dimenticando che l’ultima volta che ha chiesto il voto ai celeberrimi cittadini Emma Bonino non solo non è ascesa al Colle, ma non ce l’ha fatta nemmeno a diventare presidente della Regione Lazio. (Marco Bracconi http://bracconi.blogautore.repubblica.it/)

Italia pulita



"Il Giornale" della famiglia Berlusconi titola oggi "Sorpresa Pdl": il Cavaliere "in persona avrebbe fatto depositare all'ufficio marchi del Ministero dello sviluppo economico" il nome del suo nuovo progetto politico. La lista "Italia Pulita". A parte la genialità di tale ossimoro elettorale (è una lista o una battuta?), forse era il caso di controllare un pochino meglio, bastava farlo in rete, magari su gogol. Perché qualcosa di molto simile, se non identico, esiste già. Parliamo del movimento politico "L'Italia Pulita", magistralmente guidato da tale Michele Logiurato, che dichiara a Linkiesta:

"Berlusconi faccia quello che vuole, ma il marchio è mio. Sono pronto a prenderli a calci nelle palle tutti quanti".
E niente, trovo che tutto questo sia fantastico. (http://nonleggerlo.blogspot.it/)

lunedì 4 giugno 2012

Miseria e Nobiltà

Mentre noi "popolani" siamo concentrati sul versamento della prima rata dell'IMU entro il 18 giugno, ci viene rammentato che la stessa tassa non è applicabile sui 50.000 edifici storici affittati a peso d'oro ai miliardari di turno.

A questi signori il privilegio è stato consegnato dalla legge su un piatto d’argento.Una norma risalente a 21 anni fa stabilisce che agli immobili di interesse storico e artistico viene applicata “la minore delle tariffe d’estimo previste per le abitazioni della zona censuaria nella quale è collocato il fabbricato”.In pratica le similregge dei centri storici di Roma, Firenze e Venezia pagano di tasse quanto l’ultima bicocca attigua.A metà degli anni Duemila, a qualcuno sembrò che una roba del genere fosse troppo anche in un paese come l’Italia, dove i contribuenti onesti sono presi a schiaffi e quelli che non pagano trattati con i guanti bianchi, e la questione se le agevolazioni dovessero valere anche per gli immobili storici dai quali i proprietari ricavavano un reddito (e che reddito!) finì in Cassazione.Che però suggellò il privilegio dichiarando che le agevolazioni erano valide “tanto se si tratti di immobili concessi in locazione a uso abitativo quanto se si tratti di locazioni a uso diverso”.I proprietari furono perfino esentati dall’obbligo di indicare nel 730 o in Unico “l’importo del canone di locazione”. (fonte IL FATTO QUOTIDIANO)

Normale ovviamente indignarci, in rete si sprecano i commenti, ma il tutto è li circoscritto.
Mi chiedo, in un Paese diverso dal nostro, ad esempio in Francia, Germania, Stati Uniti o in qualche realtà dell'est europeo, credete che il popolo ingoierebbe questa ingiustizia così facilmente ?
Non ritenete che si mobiliterebbero per una minima marcia "pacifista" verso il Parlamento ?
video

Passaparola - Le carte segrete di Benedetto XVI - Gianluigi Nuzzi - (dal blog www.beppegrillo.it)

domenica 3 giugno 2012

Viaggi papali


Un milione di persone assiepate a Bresso per la messa del Papa. Questo il dato enfatizzato da siti online di qualche quotidiano e dall'inviato del TG 1, il vaticanista Aldo Maria Valli. Curioso osservare che per gli happening del Papa non ci sia mai il dato della questura !

sabato 2 giugno 2012

La Festa della Repubblica



In questa atmosfera mefitica vengono gli interrogativi più strani più contorti eppure più inquietanti. Stamattina mi chiedo per esempio chi l’ha sparata più grossa: Berlusconi o Napolitano? Il Cavaliere che non riesce proprio a rinunciare a una dose di malaffare, propone che sia la nostra zecca a stampare gli euro come in un film di Totò. E’ una boutade, un cucù, una trouvaille per dimostrare di essere ancora in vita.

Napolitano invece preparandosi alla parata dedicata ai terremotati, i quali naturalmente non aspettavano altro come fattivo atto di solidarietà, ha richiamato la fedeltà ai valori della Costituzione. Non so di quale costituzione si parli, di certo la nostra che lo stesso Napolitano stesso invita vibrantemente a cambiare e il cui articolo fondamentale, quella della repubblica fondata sul lavoro, è stato appena ieri tradito da due becchini della civiltà.

Facciamo una cosa, sintetizziamo le dichiarazioni di Berlusconi e Napolitano: in maniera che tutto torni e che si dica almeno qualcosa che ha un minimo di aderenza alla realtà: “la nuova Costituzione sarà stampata dalla zecca”. (http://ilsimplicissimus2.wordpress.com/)

W La Repubblica Italiana


venerdì 1 giugno 2012

Sobrie un cazzo


La festa del 2 giugno va fatta.

Per rispetto alle popolazioni colpite dal terremoto le parate ci saranno, ma saranno molto sobrie.

In un momento difficile come questo è necessario dimostrare unità, il nostro tesoro più grande.

Queste, in sintesi, le motivazioni proclamate da Presidente del Consiglio e Presidente della Repubblica.

Ci viene spiegato che le polemiche sono inutili, giacché la maggior parte dei soldi son già stati spesi; così come ci viene spiegato – non senza un effetto tragicomico - che le parate militari sono a dimostrazione che le Forze Armate, da quando l’Italia è una Repubblica, sono al servizio dello Stato e della Costituzione. Ci vengono spiegate un sacco di cose e in fondo, al netto di tutto, è davvero bello festeggiare una data così importante.

Ma, giusto per evitare polemiche del cazzo e accuse di disfattismo, e proprio in onore alla Repubblica, alla sobrietà e soprattutto all’unità (se le parole sono ancora importanti), un modo di festeggiare il 2 giugno in maniera fantastica quest’anno ci sarebbe stato.

E sarebbe stato quello di ANDARE TUTTI A LAVORARE. Tutti: salumieri, giornalai, benzinai, faccendieri, scafisti, insegnanti, calciatori inquisiti, tassisti, tipografi, puttane, avvocati, dentisti, macellai, TUTTI. Dal primo all’ultimo.
E poi versare il fatturato di quell’unico giorno, TUTTO il fatturato, all’emergenza terremoto in Emilia.

Noi saremmo pronti.

Proponetelo, cani. (www.donzauker.it)

Le vignette di Vauro a Servizio Pubblico 31/5/2012