sabato 30 aprile 2011

Il premio bamba (Libero-news.it)


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Sesta puntata del "Bamba": intervistato da Roberto Vallini, il direttore editoriale di Libero, Vittorio Feltri, spiega che per questa settimana non c'è stato nemmeno da riflettere a lungo. Il bamba va a uno "scrittore e semiologo che si chiama Umberto Eco". Quali le motivazioni? "Un tale Asor Rosa, un po' meno famoso", spiega Feltri, "ogni tanto se ne esce con delle bizzarie". L'ultima, la boutade sul colpo di stato per cacciare Silvio Berlusconi. Per Eco, Asor Rosa ha pienamente ragione. Ma non solo. Sentite, secondo il semiologo, quali sono le caratteristiche dell'elettorato di centro destra...

Antonio Di Pietro ad Annozero del 28 04 2011

giovedì 28 aprile 2011

Stivali e scatoloni di sabbia

Vogliamo scommettere che dopo il silenzio per “non disturbare” Gheddafy (Berlursconi) i “guaddro” caccia bombardieri che non sparano (LaRussa), i bombardieri che non bombardano ma lanciano soltanto missili, che fanno bene alla pelle e combattono l’acne (La Russa) se questo Eurovietnam libico continuerà ancora qualche settimana, arriveremo anche alle truppe di terra. Nessun territorio mai, da quando esiste l’aviazione militare e il nostro Giulio Douhet teorizzò l’uso stategico dei bombardamenti, esattamente 100 anni or sono e guarda caso proprio a proposito della Libia, è stato conquistato, liberato e tanto meno controllato dall’aria, nonostante le promesse e le vanterie. Occorrono “stivali sul terreno” se lo si vuole controllare e come in tutte le escalation anche questa li richiederà. Pro memoria: la guerra americana in Vietnam, provocata dal ricatto francese che costrinse gli americani a muoversi invano per difendere i brandelli indocinesi dell’ impero poi distrutti a Dien Bien Phu, cominciò agli inizi degli anni ‘60 con poche centinata di consiglieri militari Usa che avevano ordine di addestrare e non sparare. Sappiamo come è andata a finire. Le guerre sono tutte facilissime da cominciare e difficilissime da finire e non si può essere “un po’ in guerra” come non si può essere “un po’ incinta”. (Vittorio Zucconi www.zucconi.blogautore.repubblica.it)

La battuta del giorno

"Non siamo in Aula solo a pigiare i pulsanti" (Roberto Maroni - Ministro dell' Interno -)


Cosa che avete fatto regolarmente a capo chino.

mercoledì 27 aprile 2011

La Lega contro i bombardamenti



Il tunnel alla fine della luce

“Se le cose dovessero degenerare e la solita operazione lampo, la passeggiata sempre annunciata prima di ogni guerra dovesse degenerare in un lungo stallo con morti, distruzione ed «effetti collaterali», questo sarebbe nostro, un Eurovietnam”, scrivevo sei settimane or sono. Perdonate l’ autocitazione, da “Repubblica” del 20 marzo scorso, ma ci stiamo arrivando. Tanti cari saluti ai “guaddro caccia” del McNamara di Paternò, ‘gnazio LaRussa e benvenuto ai “razzi” (sic) intelligenti annunciati da Berlusconi. Sì, ’sti razzi. (Vittorio Zucconi www.zucconi.blogautore.repubblica.it)

Più balle






Aveva detto: non bombarderemo la Libia e adesso arma i Tornado Aveva promesso: basta nucleare e ora ammette la truffa “per evitare il referendum”. La parola del premier conta zero.

martedì 26 aprile 2011

Summit Berlusconi - Sarkozy, una questione di tacchi












...in primo piano il "rialzo" di Silvio... (foto Corriere della Sera)

Nucleare, scippata la democrazia





A margine del vertice con il presidente francese Sarkozy, il premier Silvio Berlusconi esce allo scoperto e dichiara pubblicamente l’intenzione di far fallire il referendum per evitare che la volontà popolare freni i piani del governo. Nessun passo indietro, dunque, sulla politica pro-atomo dell'esecutivo. Ma semplicemente, sondaggi alla mano, una scelta di convenienza per evitare che il corpo elettorale si esprima liberamente. “Se fossimo andati oggi a quel referendum - ha ammesso il Cavaliere - il nucleare in Italia non sarebbe stato possibile per molti anni a venire. Il governo quindi responsabilmente ha ritenuto di introdurre questa moratoria per far sì che magari dopo un anno o due si possa ritornare ad avere un’opinione pubblica consapevole della necessità di tornare all’energia nucleare”. I dati in possesso del premier dimostrano quindi che il quorum verrebbe raggiunto nonostante la data "balneare" fissata per le consultazioni. E se si raggiungesse il 51% sul nucleare, probabilmente avrebbe successo anche il quesito sul legittimo impedimento. Farlo fallire è la vera urgenza del Caimano. (www.ilfattoquotidiano.it)

Napolitano, il diversamente indifferente

Napolitano ha ragione quando dice della Libia: "Non si può restare indifferenti!". E come si potrebbe di fronte allo stravolgimento della Costituzione Italiana che rinnega la guerra? Come si può rimanere indifferenti a un conflitto armato in cui viene trascinata l'Italia senza un mandato dell'ONU che aveva approvato una "No Fly Zone", non bombardamenti su Tripoli? Questa classe politica è abusiva, guerrafondaia, anti democratica, pericolosa. Ieri leccava il culo a Gheddafi e ora lo vuole morto. Per quale motivo? Il petrolio? Le pressioni di Napoleone Sarkozy che detiene 500 miliardi di euro del nostro debito pubblico? Gli Stati Uniti che occupano con le loro basi militari mezza Italia? Per quale ragione gli italiani devono entrare in una guerra voluta solo dai partiti? Fuori i partiti dalle Istituzioni. Fuori la guerra dall'Italia. (www.beppegrillo.it)

domenica 24 aprile 2011

India, morto il guru Sai Baba


Sri Sathya Sai Baba è morto. Il guru indiano che contava almeno sei milioni di seguaci nel mondo si è spento nell’ospedale di Puattaparti, dove era stato ricoverato un mese fa. Sai Baba aveva 86 anni, ed era punto di riferimento spirituale di politici indiani, stelle del cinema e della musica e magnati. Il primo ministro indiano, Manmohan Singh, da definito “incolmabile” il vuoto che lascia.

Il primo ministro Manmohan Singh, la presidente del Partito del Congresso al governo, Sonia Gandhi, ed uno dei massimi leader dell’opposizione di centro-destra (Bjp), L.K. Advani, hanno presentato oggi le loro condoglianze per la morte di Sai Baba, una delle più importanti figure spirituali indiane. Singh ha definito l’illustre defunto come “un leader spirituale ed una icona che ha ispirato milioni di persone in tutto il mondo”. Da parte sua la Gandhi ha inviato una lettera privata alla famiglia il cui contenuto non è stato divulgato. Advani ha ricordato quanto la sfera spirituale sia importante da tempo immemorabile in India, sottolineando che “nell’India moderna pochi possono aver vantato il seguito avuto da Sai Baba. (…) Con la sua scomparsa il paese entra in una fase oscura. Rendo il mio tributo a questa grande anima”. (IL FATTO QUOTIDIANO -)



Celebre per essere stato anche il guru dei Beatles. George Harrison era rimasto particolarmente folgorato dalla sua personalità.



Cercasi camper diperatamente

Mia moglie mi guarda ormai come se fossi un folle. Persino il mio cane non scodinzola più, quando ritorno a casa se ne va in cucina. Gli amici, quelli li ho persi da un pezzo. "Grillo, cosa ti sei messo in testa?" "Torna a fare il comico". Allo specchio mi vedo un po' più vecchio, le rughe mi donano, ma incominciano a seccarmi. Quella faccia riflessa mi inquieta. "Dove vuole arrivare questo individuo?" mi chiedo. "Mi vuole rovinare la vita!". E' un alieno che è entrato nel mio corpo per distruggermi. "Quando è successo? Mi devo essere distratto un attimo". Capisco che è troppo tardi per tornare indietro, per ritirarmi in un tranquillo tramonto. Belin, lavoro da quarant'anni. Sono diffamato dai giornali "Populista, riccastro con le barche, pluriomicida, il ferrarino in garage, demagogo da tastiera, blogger andato a puttane" e querelato a giorni alterni da sedicenti imprenditori e politici. Pago tre avvocati a tempo pieno. "Grillo, chi te lo fa fare? Vai in Francia o in Svizzera e goditi la vecchiaia e i figli". Quanti me lo ripetono... Di figli ne ho sei e a loro, in effetti, dovrei dedicare più tempo, e se mi trasferissi a Nizza o a Lugano nessuno mi romperebbe più i coglioni. Vedrei l'Italia sprofondare nella merda da esule benestante. Uno spettacolo miserabile, ma forse, da lontano, non mi verrebbe il vomito come mi capita spesso, non sentirei quell'odore di merda che ha preso il posto della primavera. Un giorno, lo so, ritornerò a Nervi, non riuscirò ad aprire la porta perché avranno cambiato la serratura e troverò fuori le mie valige pronte. "Grillo, venditi! Sei ancora in tempo!".
Non posso, ragazzi, non posso. Non è neppure più una questione di dignità. E' che proprio non ci riesco. Sono entrato in una fase irreversibile. Deve essere il richiamo dell'ignoto, dell'impresa mai tentata prima, di una democrazia in un Paese di servi. La politica dal basso. I cittadini nelle istituzioni come servizio civile. Referendum propositivi senza quorum. Leggi popolari. Discussioni pubbliche con la popolazione prima di ogni iniziativa importante. Impossibile? Forse, ma io ci provo lo stesso.
Tra poco inizio una tournée elettorale senza soldi, senza un euro di contributi pubblici. Metterò la mia faccia e i miei polmoni in decine di piazze italiane. Sono solo un pazzo della democrazia, come lo sono i ragazzi (anche i vecchi ragazzi) del MoVimento 5 Stelle. Girerò l'Italia con un camper che mi servirà anche per dormire. Ne sto cercando uno (in buono stato). Qualcuno si faccia avanti. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure. (www.beppegrillo.it)

sabato 23 aprile 2011

Berlusconi, presidente del Coniglio

Povero Silvio: perdere se stesso per disinnescare un referendum di cui ha il terrore. Povero premier: costretto ad amputare le sue riforme di cartapesta perché ora ha una fifa blu di quegli elettori che il suo populismo, un tempo spavaldo e sorridente, gli faceva invocare ogni due per tre.

Una volta, perlomeno, si poteva ancora accusare Silvio Berlusconi di conflitto di interessi. Adesso, invece, di interesse ne é rimasto uno solo: salvare la ghirba. Una volta, almeno, ci si poteva confrontare con il berlusconismo provando a misurarsi con le idee che esprimeva. Adesso il principale nemico delle idee del berlusconismo é Berlusconi stesso. Ovvero il leader che ha abrogato con un tratto di penna la trovata più importante della sua campagna elettorale: il ritorno al nucleare. E che é stato costretto a disinnescare il più importante (nonché impopolare) dei suoi provvedimenti legislativi, quello che puntava a trasformare anche l’acqua in un mercato speculativo.

Un tempo si poteva dire qualsiasi cosa, del Caimano, ma non che non si battesse fino all’ultimo sangue per le sue idee. Adesso ci troviamo di fronte un leader ossessionato dai suoi spettri, dai suoi avvocati, tutto preso a compulsare sondaggi che lo danno a picco. Per provare a scampare ai processi, il grande Berlusconi che fu é diventato più timoroso dei premier balneari di democristiana memoria. Il suo vero problema é che la paura di oggi, come il coraggio di ieri, é contagiosa. Il berlusconismo aveva un cuore, adesso é senza quorum. (Luca Telese - IL FATTO QUOTIDIANO -)

Il premio bamba (Libero-news.it)

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Dopo l'incredibile - ha creato un precedente - doppia vittoria di Don Giorgio De Capitani, il direttore editoriale di Libero, Vittorio Feltri, assegna il bamba della settimana a Giancarlo Galan, il ministro dei Beni culturali che ha terremotato il Pdl sparando ad alzo zero contro Giulio Tremonti. Feltri, però, prima dell'assegnazione del 'premio', non può esimersi dal riservare un paio di battute a Massimo Ciancimino, l'oracolo delle milizie anti-Berlusconi nonché ospite fisso di Michele Santoro ad Annozero. Il figlio di Don Vito, 'superteste' della presunta trattativa tra Stato e mafia, è finito in manetta. L'accusa: ha falisficato i 'pizzini' con cui accusava l'allora capo della polizia, Gianni De Gennaro.

venerdì 22 aprile 2011

Il treno più pazzo del mondo

C'è un video su Youtube che mostra un "tranquillo" mercatino orientale, a Maeklong (Thailandia), con casse di frutta e verdura disposte in modo ordinatissimo a pochi millimetri dai binari ferroviari. Molte addirittura in mezzo ai binari. Si tratterà di una linea dismessa? Per niente. All'improvviso arriva un treno e, con precisione millimetrica, riesce a farsi largo tra i banchetti. Le casse con la mercanzia non vengono neanche spostate. Tutto è posizionato in modo così preciso da non rendere necessario l'intervento dell'uomo, salvo un piccolo spostamento delle tende sopra ai banchetti. Passano pochi istanti e il bizzarro mercatino ritrova la propria "normalità". Il treno passa otto volte al giorno su quella linea, sette giorni su sette. Nessuno si sogna di intervenire... è tutto normalissimo sin dal lontano 1905, quando la linea ferroviaria di Maeklong, che collega tanti piccoli villaggi della Thailandia, è stata costruita. (IL GIORNALE)



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Meraviglioso nella sua follia...

Le vignette di Vauro ad Annozero del 21 04 2011

Marco Travaglio ad Annozero del 21 04 2011

giovedì 21 aprile 2011

Che il Signore non faccia toccare la Costituzione a questi delinquenti


La considera "un'iniziativa personale", non conosciuta "dal gruppo e dal partito". Ma di eversivo, nella proposta di legge per riformare l'articolo 1 della Costituzione firmata dal pidiellino Remigio Ceroni 1, "non c'è nulla". Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera cerca di smorzare così le polemiche che si sono alzate dopo l'ennesimo affondo contro la Costituzione che arriva dal partito del Cavaliere. Mentre Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato grida alla "strumentalità degna di un regime illiberale". (REPUBBLICA)






Non ci resta che pregare, perchè dalla presunta opposizione non mi aspetto niente !

Antonio Di Pietro : auguri Presidente, ma non firmi la truffa nucleare

mercoledì 20 aprile 2011

Il gioco delle tre truffe

Fino a un mese fa, chiunque azzardasse qualche pallida critica, qualche tenue perplessità, qualche timida riserva sul ritorno al nucleare veniva bollato da un ampio fronte di giornali, politici ed “esperti” come un vecchio rottame nemico della Modernità. E non solo dagli house organ del Cainano, ma anche da quelli della banda larga dei costruttori che già pregustavano la pappatoia degli appalti per le nuove centrali atomiche. Ancora all’indomani del disastro in Giappone, il Messaggero (gruppo Caltagirone) ospitava un profetico commento di Oscar Giannino, quello che pare una comparsa del Marchese del Grillo con il cocchio dorato che l’attende fuori dagli studi televisivi: “Tentare di dimostrare che il nucleare non possiamo permettercelo è dimostrazione di crassa ignoranza tecnologica”.

Da oggi c’è da giurare che nessuno di quelli che vengono eufemisticamente chiamati “giornalisti e intellettuali di destra” (in realtà dipendenti a libro paga di B.) oserà più dire una mezza parola pro nucleare. Anzi, diventeranno tutti antinuclearisti convinti e accuseranno di “crassa ignoranza tecnologica” chi fosse a favore. Così come per l’Iraq e l’Afghanistan erano guerrafondai e oggi per la Libia sono pacifisti. Così come sulla morale sessuale erano puritani e bigotti (addirittura “atei devoti”), per poi trasformarsi in sfrenati libertini quando si è dimostrato che il premier è un puttaniere e “utilizza” minorenni. In attesa di vedere Giannino col berretto del Sole che ride, Ferrara con le mutande verdi, Belpietro appeso all’altare della patria avvolto nella bandiera di Greenpeace, Olindo Sallusti sulla goletta verde di Legambiente con Rosa Santanchè nella scialuppa di salvataggio, la retromarcia su Fukushima segnala le catastrofiche condizioni in cui versa il premier.

Lui, ovviamente, del nucleare se ne infischia: non distingue una centrale da un palo della lap dance. Ciò che lo angoscia sono i referendum: non quelli sul nucleare e l’acqua pubblica (è talmente liberaleliberistaliberalizzatore che non ha mai privatizzato nemmeno un canile), ma quello sul legittimo impedimento. Quel diavolo di Di Pietro gli ha infilato proprio lì un cuneo mica male: fra due mesi, dopo vent’anni di leggi ad personam, i cittadini potranno finalmente decidere se la legge è uguale anche per B. o no. Un referendum sull’imputato B. che, al contrario di quel che cianciano i soliti idioti, lo colpisce nel suo unico vero tallone d’Achille: i processi. L’unico attacco che teme davvero, perché gli fa perdere consensi e lo manda fuori di testa, è quello giudiziario: infatti non dorme la notte all’idea che il 12-13 giugno si raggiunga il quorum e il legittimo impedimento venga raso al suolo. Infatti ha relegato i referendum in periodo vacanziero, a costo di sperperare 350 milioni con la rinuncia all’election day, nella speranza che gl’italiani andassero al mare. Ma l’emozione per la catastrofe di Fukushima è tale da garantire che il quorum si raggiungerà per tutti e tre i quesiti, compreso quello che lo riguarda ad personam.

Ed ecco, ieri, la mossa da giocatore delle tre carte: una leggina che sospende il piano nucleare per un anno, così il referendum sull’atomo salta, gli altri due mancano il quorum, e poi da settembre, fra il lusco e il brusco, quando nessuno ci penserà più, si riesumano le centrali. Una truffa al cubo. Ricapitolando. Tre anni fa B. truffa una prima volta i cittadini che nell’87 avevano detto No al nucleare, annunciando una raffica di nuove centrali. Di Pietro raccoglie le firme di quasi un milione di cittadini per cancellare quel piano criminale e lui B. li truffa una seconda volta, assieme ai milioni di italiani che avrebbero votato Sì a cancellare per sempre dall’Italia la fonte energetica più vecchia, inquinante e pericolosa del mondo. Fra qualche mese li trufferà per la terza volta, facendo rientrare dalla finestra il nucleare appena espulso dalla porta. Per salvare una legge ad personam, la numero 40, ne fa un’altra, la numero 41. È troppo sperare, oltre ai soliti moniti, che non venga firmata? (Marco Travaglio - IL FATTO QUOTIDIANO -)

Repubblica fondata su Scilipoti





Non bastavano Lassini e i manifesti anti br. Ora il Popolo della libertà è alle prese con il caso Ceroni: il deputato ha presentato la proposta di modifica dell'articolo 1 della Costituzione, cancellando il passaggio fondamentale che assegna la "sovranità al popolo". Il nuovo testo assegnerebbe la centralità al Parlamento, facendo passare in secondo piano, ad esempio, il presidente della Repubblica, garante della Costituzione. Intanto, a forza di bussare e minacciare, le porte per i Responsabili si sono aperte. Nel pomeriggio Sardelli ha preso parte al vertice convocato dal premier con lo stato maggiore del Pdl. Ordine del giorno: giustizia, amministrative e completamento della squadra di governo con i posti da assegnare proprio al gruppo dei Responsabili. Gli uomini di Domenico Scilipoti e Silvano Moffa, in pratica, passano all’incasso: “Siamo stufi di passare per quelli che mirano alle poltrone, il ribaltone è fallito grazie a noi”. E l’atteso riconoscimento è arrivato: “La seconda tranche del rimpasto si farà in un consiglio dei Ministri la prossima settimana, dopo le feste di Pasqua e prima del voto amministrativo”, ha annunciato il coordinatore del Pdl e ministro della Difesa, Ignazio la Russa. (www.ilfattoquotidiano.it)

La battuta del giorno

"Paragonare Berlusconi a Mussolini è un'offesa a Mussolini. E' vero, anche il duce andava a mignotte, ma poi mica le faceve ministre o deputate...". (Antonio Pennacchi - scrittore, Premio Strega 2010 -)

martedì 19 aprile 2011

La batcaverna del figlio del sindaco Moratti

Eccola, la Bat-caverna. Altro che laboratorio. Altro che showroom. Il superloft di Gabriele Moratti in via Airaghi 30 a Milano non è più un immobile industriale (come imporrebbe la destinazione d’uso), né è mai stato uno spazio commerciale (come ha tentato di far credere il figlio del sindaco). È l’abitazione ultra-tecnologica del Morattino, con zone soggiorno, cucina, area party, camere padronali, camere per gli ospiti, servizi, giardino, piscina, palestra, poligono di tiro, parcheggio auto e ponte levatoio. Lo dimostra il video-documento che presentiamo: un “rendering”, come dicono gli architetti, cioè una presentazione di Casa Moratti a fine lavori.

Un abuso edilizio è sempre un abuso. Ma se a commetterlo è il figlio del sindaco, allora diventa anche un problema politico. Soprattutto se il primo cittadino prima nega, poi minimizza, infine scarica tutto sul figlio, come se non ne sapesse niente. “Sono stata a casa di mio figlio solo un paio di volte”: così è sfuggito a Letizia Moratti, che si è subito corretta: “Nell’immobile di mio figlio”. In realtà c’è andata più volte. Non solo: l’ha frequentata anche durante i lavori di ristrutturazione. A fine 2009, andava nella casa del figlio a fare il bagno in piscina, perché l’acqua della Bat-caverna è salina e dunque faceva molto bene a un suo polso dolorante. Allora la palazzina era ancora un cantiere ma, quando arrivava l’auto blu del sindaco, i 15 operai uscivano e, per un paio d’ore, lasciavano tranquilla Lady Letizia. A mollo nella Bat-piscina.

L’abuso edilizio, naturalmente, avrebbe dovuto rimanere segreto. Invece è emerso perché l’azienda che ha realizzato una parte dei lavori, la Hilite, ha avviato una causa civile nei confronti di Gabriele Moratti il quale, insoddisfatto dei lavori, si era rifiutato di pagare il conto. È poi seguita un’indagine penale sugli eventuali reati urbanistici, avviata dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo, che in questa vicenda si è assunto il ruolo del Joker e ha chiesto l’azzeramento delle opere ritenute abusive, fino a ripristinare la situazione iniziale del capannone di via Airaghi.

Il titolare della Hilite, Matteo Pavanello, aveva ricevuto da Gabriele Moratti due incarichi: per 380 mila euro attraverso la società Brera 30 e per 250 mila euro attraverso Hilite. Ha ricevuto solo una parte dei pagamenti, attraverso due assegni firmati da Gianmarco Moratti, padre di Gabriele e marito di Letizia. Il valore totale dei lavori della Bat-caverna, dalle opere in muratura agli interventi tecnologici fino agli arredi, si aggira attorno ai 4 milioni di euro. (Gianni Barbacetto - IL FATTO QUOTIDIANO -)




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...pari pari al mio appartamento !

Cancellato il nucleare per salvare il Capo


"Acquisire ulteriori evidenze scientifiche". Con queste motivazioni il governo ha di fatto bloccato il progetto delle centrali nucleari. Fino a un mese fa il ritorno all'atomo era considerato un baluardo dell'esecutivo. Poi Fukushima ha cambiato le carte in tavola. Sì, perché i riflettori dei media si sono inevitabilmente accesi sul tema e l'opinione pubblica si è dimostrata interessata (e divisa). Insomma, ci sono le condizioni ideali per una larga partecipazione al referendum del 12 giugno: proprio ciò che il governo vuole evitare. Non solo perché se il quorum venisse raggiunto sarebbe probabile la vittoria del "sì". Il principale motivo di tensione per la maggioranza è un altro quesito referendario, quello che chiede di abrogare il legittimo impedimento. Un pronunciamento degli italiani su questo tema (e una vittoria del sì), sarebbe una bocciatura senza appello per il premier. L'urgenza diventa quindi quella di disinnescare la consultazione referendaria, eliminando l'appuntamento del 12 giugno. Come si articolerà ora la politica energetica del governo? Di fonti rinnovabili si parla poco. Ma il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia lancia lo "shale gas", che secondo molte ricerche è un'energia tutt'altro che pulita. (www.ilfattoquotidiano.it)



Dopo il 12 giugno il nucleare magicamente potrebbe riapparire nel programma di Governo.

lunedì 18 aprile 2011

Un Paese di figuranti (da l' Infedele dell '11 02 2011)

La battuta del giorno

“I manifesti di Milano sono un’ignobile provocazione. Rappresentano, innanzitutto, una intollerabile offesa alla memoria di tutte le vittime delle Br, magistrati e non e indicano come nelle contrapposizioni politiche ed elettorali, e in particolare nelle polemiche sull’amministrazione della giustizia, si stia toccando il limite oltre il quale possono insorgere le più pericolose esasperazioni e degenerazioni”. (Giorgio Napolitano - Presidente della Repubblica Italiana -) Tremano i muri del Quirinale, il Presidente sembra si stia svegliando !

Passaparola di Marco Travaglio (dal blog www.beppegrillo.it)

domenica 17 aprile 2011

Innovazione : Italia dopo Tunisia e Malesia

Ve la ricordate la storiella delle tre I con cui Berlusconi ha preso in giro l’Italia un po’ di tempo fa? Stavano per “inglese”, “internet” e “impresa” e volevano dire che presto l’Italia sarebbe diventata un paese modernissimo. Ma Berlusconi è uno che fa il contrario di quello che dice e che promette. Così invece di accelerare la modernizzazione dell’Italia la ha paralizzata e le uniche I che abbiamo visto realizzarsi negli ultimi anni stanno per “immobilità”, “impreparazione” e “inettitudine del governo”. Non lo dico io. Lo dice il World Economic Forum nel suo Rapporto annuale sulla tecnologia. Se guardiamo a quanto l’innovazione tecnologica è diventata una parte fondamentale della vita quotidiana di tutti i cittadini e soprattutto dell’economia, su 131 paesi l’Italia sta al cinquantunesimo posto. Viene dopo la Malesia e la Tunisia. Il rapporto del Wef dice anche di chi è la colpa, e lo dice senza nessun pelo sulla lingua: del governo italiano che è tra i meno aperti all’innovazione e tra quelli che usano meno la tecnologia moderna al mondo. Quanto ad apertura all’innovazione, siamo al posto numero 113 su 131, quanto a uso delle tecnologie al numero 89. Di politiche a favore dell’innovazione, con queste premesse, è meglio non parlarne per carità di patria. In Europa ci sono i paesi migliori di tutti, che sono la Francia e la Germania, e i peggiori, che sono la Grecia e naturalmente l’Italia. In questo governo il ministro Brunetta ogni tanto si mette a sbraitare contro i “fannulloni” e strilla che li vuole licenziare tutti. Innovare il paese è il lavoro di un governo. Se non lo fa vuol dire che è un governo fannullone e deve essere licenziato. Il Caimano ogni volta che apre bocca se la prende con qualche sabotatore che rovina il Paese, specialmente i magistrati e i giornalisti che fanno il loro lavoro, e ripete che se non ci fossero loro tutto andrebbe bene. Ma è lui che costringe il Parlamento e lo stesso governo a lavorare solo e sempre come la segreteria dei suoi avvocati difensori, e così facendo è lui che sabota il Paese. E’ lui che se ne deve andare prima di farci finire ancora più in basso di così. (www.antoniodipietro.it)

Grillo : i giornali sono medium, fanno parlare i morti

Ieri pomeriggio ero a Milano insieme ai ragazzi del MoVimento 5 Stelle per riparlare del Parlamento pulito e delle 350mila firme raccolte nel 2007 che ancora giacciono nei sottoscala di Palazzo Madama. A margine ho parlato con i giornalisti. (www.beppegrillo.it)

Il premio bamba (Libero-news.it)

videoDue vittorie di fila: non era mai successo nella storia del Bamba. A rompere il tabù ci pensa Don Giorgio De Capitani, il prete anti-Berlusconi.

sabato 16 aprile 2011

Mi manchi Totò

Malinconico e poco sorridente: il Totò del 2011 sarebbe stato così, parola di Liliana De Curtis. Non avrebbe mai tollerato il degrado della sua città e del Paese intero. "Sarebbe sceso in piazza" dice la figlia intervenuta alle celebrazioni per i quarantaquattro anni della morte avvenuta il 15 aprile del 1967. E a proposito del grande rispetto che nutriva per le donne, confida: "Liliana, mi diceva papà, non sederti mai sulle ginocchia di nessuno..." (REPUBBLICA)
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La battuta del giorno

"Visto che a Palazzo Chigi i piduisti sono di casa, sarebbe il caso di chiarire una volta per tutte se per i deputati pidiellini l’epiteto costituisce una ingiuria o una onorificenza". (Luca Telese - IL FATTO QUOTIDIANO -)

A scuola con Berlusconi

Nuovo attacco di Berlusconi agli insegnanti, rei, come i giudici, di “essere di sinistra” e comunicare ai ragazzi “valori diversi da quelli della famiglia”. Il presidente del Consiglio ha inviato un messaggio a una riunione dell’Associazione nazionale delle mamme riunita a Padova. I genitori – ha detto – oggi possono scegliere liberamente “quale educazione dare ai loro figli e sottrarli a quegli insegnamenti di sinistra che nella scuola pubblica inculcano ideologie e valori diversi dal quelli della famiglia”. Per questo, ha detto Berlusconi, il governo rivendica con orgoglio l’introduzione del bonus per chi sceglie di mandare i figli nelle scuole private Il premier, parlando poi dell’azione del governo ha sottolineato l’introduzione di leggi contro la violenza sessuale e il reato di stalking. Si è detto quindi convinto delle grandi capacità delle donne: “Siete più brave di noi uomini, a scuola, sul lavoro, siete più puntuali , più precise e più responsabili. Anche per questo ho voluto che nel nostro governo ci fossero ministri donne e mamme che sono attivissime e bravissime”. “Care mamme – ha concluso il presidente del Consiglio – vi garantisco che il governo continuerà a lavorare con lo stesso entusiasmo e con lo stesso impegno per valorizzare il vostro ruolo nella famiglia nel mondo del lavoro e nella società”. (IL FATTO QUOTIDIANO)



Troppo facile la battuta : mandate i vostri figli nelle scuole indicate dal regime dove formeranno i delinquenti e puttanieri del domani.

venerdì 15 aprile 2011

La "signora" Fede


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...ma per essere alla corte del nano bavoso è obbligatorio possedere le labbra a "canotto" ?

La battuta del giorno

"Il Pdl non è un partito tradizionale. Non è neppure un partito. È un gruppo di persone impegnate a interpretare (male) le intuizioni del Principe nella speranza di non deluderlo e di ricevere un premio sotto forma di cariche e onori. Insomma il berlusconismo è uno stato d’animo, non una macchina politica. E reggerà finché il Principe sarà attivo, poi o si squaglierà o si trasformerà in qualcos’altro." (Vittorio Feltri !!!)

Gaza, ucciso il volontario italiano

Le condanne di Hamas e dell'Autorità nazionale palestinese non sono servite a salvare la vita a Vittorio Arrigoni, 36 anni, da tre in Palestina, dove lavorava per conto dell’International Solidarity Movement, una Ong impegnata per alleviare le condizioni dei cittadini della Striscia. Le ricerche – affiancate dai primi tentativi della Farnesina di stabilire un qualche contatto diplomatico umanitario che non c’è stato nemmeno il tempo d’intrecciare – erano scattate nel pomeriggio di ieri, dopo la diffusione di un video sul sequestro, rivendicato da una sigla poco nota della galassia salafita di Gaza, la Brigata Mohammed Bin Moslama. Nel video il volontario italiano appariva bendato e col volto insanguinato, mentre scorreva una sovraimpressione in arabo che lo accusava di propagare i vizi dell’Occidente fra i Palestinesi, imputava all’Italia di combattere contro i Paesi musulmani e ingiungeva a Hamas di liberare i salafiti detenuti nella Striscia entro 30 ore (le 16 italiane di oggi). Ma i rapitori non hanno rispettato l'ultimatum. Secondo la ricostruzione fornita dai portavoce di Hamas, il cooperante era già morto da ore quando, nella notte, le forze di Hamas hanno fatto irruzione in un appartamento disabitato di Gaza city. (www.ilfattoquotidiano.it)

Le vignette di Vauro ad Annozero del 14 04 2011

Marco Travaglio ad Annozero del 14 04 2011

giovedì 14 aprile 2011

Il giorno dell'infamia

Dopo le serate di Arcore, l'orgia del potere si trasferisce alla Camera dei deputati dove va in scena il lungo rush finale per salvare il presidente del Consiglio dai processi. Adesso il Cavaliere è ad un passo dalla prescrizione del processo Mills e, in successione, da quello Mediaset e Mediatrade, mentre per l’affaire Ruby forse dovrà attendere che la norma Mugnai presentata al Senato sul processo lunghissimo, vanifichi anche questo ennesimo sforzo della magistratura. Il processo breve, però, è anche altro, oltre a essere l’ennesima legge ad personam. E’, soprattutto, un colpo alla giustizia italiana e alle persone che da anni attendono di vedere pagare i colpevoli di alcuni dei più gravi delitti degli ultimi decenni della storia criminale del Paese, con 15mila provvedimenti che verranno chiusi, come Parmalat e Santa Rita. Il primo a passare all'incasso, per il momento, è il Guardasigilli, designato ufficialmente dal Capo, davanti ai giornalisti della stampa estera, come suo successore. Una scelta accolta con freddezza dai vertici del Pdl. Altero Matteoli è il primo a uscire allo scoperto: "Stimo Alfano, ma nemmeno un autorevole presidente del Consiglio può dare l'investitura. E a rovinare la festa al premier è arrivata anche la presa di posizione del Quirinale. Il Capo dello Stato ha annunciato: “Valuterò i termini" del processo breve "quando saremo vicini al momento dell’approvazione definitiva in Parlamento”. (www.ilfattoquotidiano.it)

Antonio Di Pietro : passa il processo breve. La nostra protesta

(www.antoniodipietro.it)

La Costituzione non è una vacca sacra

Non esistono vacche sacre. E non lo è neppure la Costituzione sbeffeggiata in Parlamento dal Pdl e dalla Lega e recitata dai farisei salmodianti del Pdmenoelle come attestato di riverginità. Come può un manipolo di occupanti abusivi dello Stato discutere di Costituzione se non in funzione dei suoi interessi di parte? Tutti, senza distinzione, andrebbero dimessi a calci nel culo da Montecitorio e da Palazzo Madama. La Costituzione prevede la scelta dell'eletto da parte dell'elettore. La legge porcata di Calderoli l'ha tradita e ha permesso ai segretari di "nominare" i loro portatori di voti, le loro ancelle, i loro cognati e le loro mogli. La legge elettorale è anticostituzionale, ma non interessa a nessuno. Questi figuranti, da D'Alema a Bersani, da Alfano alla Carfagna, sono illegittimi. Rappresentano i partiti, non i cittadini. Anche la Presidenza della Repubblica e la Corte Costituzionale non battono ciglio. L’articolo 1 specifica: la sovranità appartiene al popolo. L’articolo 48 contiene due punti: il voto è personale ed eguale, libero e segreto; il diritto di voto non può essere limitato. Delle due l'una: o questa Costituzione è un colabrodo, e chiunque può farne strame, o è avvenuto un colpo di Stato e nessuno ci ha avvertito. Se si scorrono i suoi articoli, pochi sono rispettati e molti vengono interpretati. L'articolo 11 recita "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali" mentre noi siamo in guerra da una vita, dalla Serbia, all'Iraq, all'Afghanistan. L'articolo 5: "La Repubblica è una e indivisibile" con tre ministri secessionisti al Governo. L'articolo 7 "Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani" con interferenze continue sulla vita della Repubblica da parte del Vaticano, dal Pacs alla scuola privata. L'elenco è infinito. C'è però nella Costituzione Italiana un filo di Arianna che, alla fine, è il motivo di questa usucapione dello Stato da parte dei partiti. Un copione scritto dai partiti stessi, in particolare dai tre maggiori rappresentati nell'Assemblea Costituente: Democrazia Cristiana, Partito Comunista e Partito Socialista. La Costituzione è stata blindata, è quasi impossibile cambiarla,a beneficio dei partiti che possono così agire senza il controllo dei cittadini grazie a una serie di misure per mantenere il controllo legislativo, dalla mancanza di quorum nei referendum, all'impossibilità di proporre referendum propositivi e all'affossamento di fatto di ogni proposta di legge popolare. Il cittadino può solo mettere una X sul simbolo di un partito. Questo, anche grazie alla Costituzione. Forse è l'ora di desacralizzarla, restituire la parola ai cittadini e toglierla ai partiti. (www.beppegrillo.it)

mercoledì 13 aprile 2011

La battuta del giorno

"Dopo l'ennesima barzelletta oscena, Berlusconi fa portare una statuetta. É uno specie di guscio. Dal guscio esce un omino con un pene grosso. La statuetta ha dimensioni di una bottiglietta d'acqua da mezzo litro. Il pene è visibilmente sproporzionato. Berlusconi fa girare la statuetta tra le ragazze. E chiede loro di baciarne il pene. Le ragazze cominciano a far girare la statuetta. Ne baciano il pene e simulano un rapporto orale. O se lo avvicinano ai seni scoperti. Tutti ridono. Io e Ambra non ci prestiamo al gioco indecente. Ci sorprende che anche la Bonasia, che il presidente ha presentato a tutti come la sua fidanzata, si presti. È in quel momento che la serata prende una direzione molto diversa da come l'ho immaginata. Le ragazze, visibilmente allegre, cominciano ad avvicinarsi al presidente, si fanno baciare i seni, lo toccano. È una specie di girotondo, le ragazze si dimenano, lo toccano di nuovo, lo stesso fanno con Emilio Fede. A un certo punto il presidente, visibilmente contento, chiede: "Siete pronte per il bunga bunga?". Le ragazze in coro urlano: "Siii". Io e Ambra non sappiamo che cosa sia questo bunga bunga, anche se dopo la statuina lo intuiamo. Sono agitata, mi sento male...". (Chiara Danese - una delle ragazze che, consenzienti o meno, hanno partecipato alle celebri feste del bunga bunga)

Siamo alla fine ?


Battaglia alla Camera, l’opposizione denuncia: la nuova legge per salvare B. farà saltare anche il processo per la strage di Viareggio. Alfano nega, ma questa “prescrizione breve” è un’amnistia. Credo che ormai siamo alla fine, questi delinquenti hanno definitivamente spappolato il Paese nel solo interesse del capo clan. Il Presidente Napolitano sembra aver ripreso a sonnecchiare. L'ultima spiaggia è quella che questo blog auspica a voce alta : "Se l'opposizione ha davvero a cuore le sorti dell' Italia, si dimetta."

martedì 12 aprile 2011

Un'occasione persa per stare zitta


Il Pdl critica i testi scolastici, specie quelli di storia, colpevoli di "gettare fango su Berlusconi" e chiede quindi una commissione d'inchiesta. Proposta non peregrina secondo il ministro della Pubblica Istruzione che ritiene che il problema sia reale. Sono 19 i deputati del Pdl, guidati da Gabriella Carlucci, secondo cui nei libri vi sarebbero frasi da vero e proprio "indottrinamento" per "plagiare" le giovani generazioni a fini elettorali". A loro giudizio i testi danno una visione della storia, specie quella attuale, asservita al centrosinistra. Di fronte a questa situazione, definita "vergognosa", i parlamentari del Pdl ritengono che il Parlamento "non può far finta di nulla" e chiedono l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta "sull'imparzialità dei libri di testo scolastici". Il progetto di legge è stato già depositato alla Camera il 18 febbraio scorso. "Quello dei libri di testo è un tema che ricorre spesso, io penso che, in generale, nei libri di testo non debba entrare la politica ma una visione oggettiva dei fatti e soprattutto degli eventi storici", ha commentato il ministro Gelmini. "Credo che si dovrebbero evitare letture interessate di parte e cercare di consentire ai ragazzi di esercitare la propria formazione su libri di testo che siano indipendenti e rispettosi della veridicità storica degli accadimenti" prosegue il ministro. Per Mariastella Gelmini "qualche volta" c'è un problema di oggettività. "Non posso disconoscere il fatto che, per esempio, alcune questioni come quella delle Foibe, molti libri di testo non la trattino o venga relegata a poche righe. Addirittura in alcuni libri anche tutto il Risorgimento è trattato per sommi capi. Credo che ci debba essere anche una proporzionalità e un'adeguata trattazione anche sulla base dell'importanza del fatto storico". Dunque, sulla proposta Carlucci, il ministro spiega: "la valuteremo, poi il parlamento è sovrano. La commissione Cultura e Istruzione tratterà questo tema". (REPUBBLICA)



Prima firmataria l'on. Gabriella Carlucci...ora io dico, si puo' discutere di tutto, anche di questa proposta, ma giusto cinque minuti, ma dateci l'opportunità di farlo con gente di cultura, di storia, di spessore intellettuale...ma se il primo interlocutore è la Carlucci (quella "fallita" delle tre sisters ) allora faccio come Totò : Onorevole...ma mi faccia il piacere".

La procura : non ci fu attentato a Belpietro


La procura di Milano, con i pm Ferdinando Pomarici e Grazia Pradella, ha chiesto al gip di archiviare l'inchiesta per tentato omicidio nei confronti di Alessandro Mastore, il poliziotto caposcorta del direttore del quotidiano Libero, Maurizio Belpietro, nei confronti del quale era stato ipotizzato un attentato la sera del primo ottobre 2010, nello stabile dove abita, nel centro di Milano. La tesi della Procura è che le indagini portino "ragionevolmente" ad escludere che ci fosse un piano preordinato di attentato alla vita di Belpietro. I pm escludono anche che ci siano motivi per dubitare delle parole del poliziotto, che quella sera sparò tre colpi, probabilmente dopo avere visto una persona che a causa della sorpresa scappò: forse un ladro, comunque non un attentatore. A far propendere per questa ipotesi, oltre al racconto del poliziotto, anche delle argomentazioni logiche: è apparso inverosimile alla procura che l'eventuale attentatore non avesse complici, che non fosse in possesso di un'arma funzionante. Inoltre l'inchiesta ha accertato che non vi erano particolari ragioni per prendere di mira Belpietro. Tuttavia, i pm ritengono che qualcuno fosse effettivamente nelle scale dell'abitazione del giornalista perché, spiegano, "non ci sono ragioni per dubitarlo". (REPUBBLICA) Ovvio che questa era la conclusione di un attentato "bufala". Già dopo poche ore dalla "ferale" notizia e rese note le "comiche" fasi del presunto agguato, si era capito che il tutto fosse un bluff. Ma poi chi rischierebbe la galera per una mezza figura come Belpietro ?

Berlusconi cerca l'incidente

I duecento manifestanti che, intonando Meno male che Silvio c’è, hanno atteso il premier all’uscita del Tribunale di Milano e il successivo comizio di Berlusconi, illustrano bene la situazione e i rischi corsi in questi giorni dal Paese. Il capo del governo, quasi fosse un Al Capone qualsiasi alle prese con un processo per presunte frodi fiscali, ha definitivamente scelto di rivolgersi alla piazza. Lo ha fatto per la prima volta il 28 marzo quando, dal predellino della sua auto, aveva rivendicato il proprio ben poco glorioso curriculum di “presidente più imputato della Storia”. Lo ha fatto ieri con una confusa autodifesa chiusa dall’ormai consueto attacco frontale ai magistrati. E lo farà di nuovo nelle prossime settimane, man mano che si avvicina la (per lui) decisiva tornata delle elezioni amministrative. La strategia seguita da Berlusconi è evidente. Da una parte utilizzare i processi per fare propaganda politica. Dall’altra tentare d’intimidire i giudici, arroventando il clima nella speranza inconfessabile che scoppi un incidente tale (basta una lite) da giustificare una richiesta di spostamento dei dibattimenti ad altra sede per legittimo sospetto. È bene dunque che in futuro i cittadini in disaccordo con i supporter del Cavaliere rinuncino per un giorno al loro diritto alla protesta e lascino sfilare Berlusconi in tribunale da solo. Del resto proprio quello che è accaduto durante la piazzata di via Freguglia (una strada significativamente laterale rispetto al Palazzo di Giustizia) è la fotografia perfetta dello status in cui versa – politicamente, ma non solo – il premier. Costantemente accompagnato dal suo medico, Alberto Zangrillo, e con il volto coperto da un pesante fondo tinta virato d’arancione, il primo ministro non è riuscito a concedersi il bagno di folla che sperava. Mario Mantovani, nominato coordinatore lombardo del Pdl, dopo aver fatto edificare in quel di Arconate un monumento a mamma Rosa (Berlusconi), aveva detto esplicitamente di attendere un “migliaio di persone”. Sms e email erano stati inviati a tutti i Promotori della libertà. Ma alla fine per sostenere il premier sono arrivati solo dei pullman semivuoti e quasi nessun milanese. Segno che, se si manterranno i nervi saldi, la situazione si rivelerà per quel che è. Grave. Anzi tragica, ma ormai tendente al comico. (Peter Gomez - IL FATTO QUOTIDIANO -)

lunedì 11 aprile 2011

I fans di Silvio

Gli informatissimi fans di Silvio lottano strenuamente davanti il palazzo di giustizia di Milano. La loro resistenza sarà ricompensata con panini, acqua minerale e 20,00 euro cadauno. Immancabile Daniela "bocca di rosa" Santanchè.
video

La battuta del giorno

“Pagai Ruby perché non si prostituisse” (Silvio Berlusconi) Meravigliosa...

Passaparola di Marco Travaglio (dal blog www.beppegrillo.it)

domenica 10 aprile 2011

Talebana leghista


Un partito cosi' arretrato e' difficile trovarlo anche tra i peggiori estremisti musulmani. Una deputata Lumbard, Carolina Lussana (foto) presenta per la seconda volta una legge affinchè lo stato dia garanzia che - decorso un certo lasso di tempo - le informazioni (immagini e dati) riguardanti i propri trascorsi giudiziari non siano più attingibili da chiunque. Lo chiamano "diritto all'oblio". Ovviamente per proteggere i loro "compagni di merende" già sottoposti ad indagini oppure imputati in processi penali. La proposta di legge dell'on. Lussana, lei ci aveva gia' provato a presentarla il 20 maggio 2009. Fu costretta a ritirarla per il boato di proteste ma adesso questa talebana oscurantista in forza ai Lumbard (e quindi alla maggioranza di governo Pdl/Lega) torna all'attacco, con piu' accanimento. Indichiamo la Lussana al pubblico ludibrio perche' lei e quelli come lei (che operano attivamente perseguendo solo i propri interessi e facendo indietreggiare un paese gia' in ritardo rispetto all'occidente) siano smascherati da noi cittadini sullo stesso campo dove loro pensano di avere "i numeri" grazie alla compravendita di "onorevoli": il Parlamento. Carolina Lussana e' stata eletta per la Lega nella circoscrizione Lombardia 2, e' componente della Commissione permanente II Giustizia, della Commissione bicamerale Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa e infine della Commissione parlamentare per la semplificazione. Certo "semplificare" eliminando dai database i nomi e le foto relativi a malefatte e reati di imbroglioni, ladri e corrotti, mica male come idea! Facciamole fare una internship (non pagata) da Google, Apple o Microsoft, forse capira' come cresce il mondo del futuro al di fuori della Padania (nel frattempo, diamole un rapido test pratico: provi la Lussana a far cancellare a WSI la foto qui sopra, che la ritrae mentre viola la legge votando alla Camera per un collega leghista. Il volto del potere, orribile si', ma meglio rimanga qui sul web a futura memoria). (WALL STREET ITALIA)

La battuta del giorno

“Che tristezza i vecchi amici che difendono l’indifendibile. La nostra strada è lunga e faticosa, ma è l’unica percorribile se si vuole difendere il bene più prezioso per l’individuo e la collettività: la dignità “. (Gianfranco Fini - Presidente della Camera -)

Azzannato


sabato 9 aprile 2011

Gagster


Il premio bamba (Libero-news.it)

videoTerza puntata del "Bamba": intervistato da Roberto Vallini, il direttore editoriale di Libero, Vittorio Feltri, spiega che l'onorevole Zazzera, il dipietrista che ha esposto in aula il cartello "Maroni assassino", il premio se lo sarebbe anche meritato. Ma "questa settimana", continua il direttore, "c'era una candidatura talmente forte che persino questo qui è passato in secondo piano". Per il "Bamba" questa volta non ci sono dubbi. Il premio va a Don Giorgio De Capitani e alla sua ultima assurdità: il prete prega affinchè a Silvio Berlusconi venga un ictus.

Il PDL lancia l'operazione "liste pulite"

Il Pdl lancia l'operazione "liste pulite" Ma a Milano candida Silvio Berlusconi. Il coordinatore La Russa esclude Stefano Di Martino, condannato in primo grado per aver preso parte alla rivolta di Chinatown. Ok, invece, al premier capolista. Un anno fa il ministro della Difesa diceva: "Chi ha un rinvio a giudizio è invitato a non presentarsi, a meno che non si tratti di accuse marginali" Il Pdl mette in atto l’operazione “liste pulite” e, in vista delle amministrative a Milano del prossimo 15 maggio, taglia Stefano Di Martino, ex An, oggi vicepresidente dell’aula del Comune lombardo, perché condannato in primo grado a nove mesi per aver partecipato nel 2007 alla sommossa di Chinatown. Ma è l’unica vittima. Perché il capolista proprio a Milano è il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, rinviato a giudizio per concussione e prostituzione minorile per il caso Ruby. Del resto il Cavaliere garantisce cinquantamila voti. Pur di non rinunciare al suo traino si può rinunciare alla regola del candidato senza processi in corso per reati gravi. Anzi, ha approvato lui stesso le regole: "Finalmente - ha detto - qualcuno ha messo i puntini sulle i". (www.ilfattoquotidiano.it)

venerdì 8 aprile 2011

La Russa e Calderoli prendono il volo


Può un ministro della Repubblica usare l’aereo di Stato come fosse un taxi per andare allo stadio? Ignazio La Russa lo ha fatto martedì 5 aprile, per andare da Roma a Milano, dove giocava la sua Inter, e poi tornare in nottata nella capitale. È atterrato a Milano, secondo quanto risulta al Fatto Quotidiano, attorno alle 18.30 di martedì. Ha viaggiato a bordo di un aereo P180 dell’Arma dei carabinieri proveniente da Roma. È poi ripartito attorno alle 23, con un aereo dell’Aeronautica militare, identificativo MM 62210. Toccata e fuga, invece, per il ministro Calderoli, che il 19 gennaio è salito su un Airbus dell'aeronautica militare per andare a Cuneo, dove vive la compagna. Della cosa si è accorto un consigliere regionale del movimento 5 stelle, Fabrizio Biolè, che ha sollevato la questione. Dal ministero sbuffano di avere già chiarito, ammettendo il solo viaggio di ritorno, giustificato da esigenze istituzionali. “Non c'è nulla da aggiungere – dichiara il portavoce del ministro – per noi la questione è chiusa”. Sarà, ma nel dubbio il Pd ha presentato una interrogazione in Commissione affari costituzionali. Calderoli potrà spiegare lì le sue motivazioni. (www.ilfattoquotidiano.it)

Bombardatevi i coglioni

Russell Harding, vice comandante dell'operazione Unified Protector condotta dalla Nato in Libia, ha dichiarato che non chiederà scusa per i libici uccisi dal "fuoco amico". Chiamare un assassinio "fuoco amico" è come definire seduttore uno stupratore. "Vedendoli dall'alto non possiamo identificare di che natura siano i mezzi" ha aggiunto Harding. Quindi sono cazzi di chi sta di sotto quando arrivano i liberatori. Se muoiono sarà per una giusta causa, quella degli Stati Uniti, e alleati, di non voler rischiare i loro uomini sul campo di battaglia. I bombardamenti sono nel DNA degli americani, è un modo per massimizzare i risultati riducendo le perdite. Muoiono i civili e salvi i tuoi soldati. Una tattica vincente, dall'Italia del 1943/45 in cui le persone uccise dalle bombe degli alleati furono decine di migliaia, da Dresda trasformata in un rogo dove bruciarono vivi 25.000 tedeschi, in massima parte donne e bambini. Fino al trionfo di Hiroshima e Nagasaki, dove le atomiche furono lanciate a scopo dimostrativo nell'agosto del 1945, a guerra praticamente finita con Hitler e Mussolini già defunti da mesi. Le bombe continuarono in Vietnam e Laos fino all'Iraq di Bush padre, all'Iraq e all'Afghanistan di Bush figlio e alla Libia di Obama, Nobel della Pace forse inconsapevole. La Nato sta facendo pressioni sull'Italia perché partecipi ai bombardamenti. Ho una risposta per i vertici della Nato: "Bombardatevi i coglioni!". La Nato è diventata uno strumento di aggressione, ma in origine la sua missione, mai smentita, era difensiva. E' sufficiente una delibera dell'ONU per bombardare in 24 ore Libia e Costa D'Avorio. E' cosa nota che nelle guerre il numero di vittime civili aumenta sempre di più e sopravanza ormai di molto quelle militari. Le città sono diventate il fronte. Le contraeree sono costruite vicino agli ospedali, come deterrente, ma è un esercizio inutile. I bombardamenti andrebbero proibiti. Ci vorrebbe una moratoria internazionale. Lanci una bomba dalla carlinga o un missile Tomahawk da una nave e quello che succede succede. Va messa la parola fine ai bombardamenti, qualunque bombardamento è un assassino potenziale di innocenti. Chi vuole fare la guerra, come Russel Harding, scenda sul terreno di combattimento e rischi la sua pelle. Fuori l'Italia da qualunque guerra, a iniziare dall'Afghanistan, e quando si scrive di bombardamenti si usi il termine esatto: "Assassinio!". (www.beppegrillo.it)

Le vignette di Vauro ad Annozero del 07 04 2011

Marco Travaglio ad Annozero del 07 04 2011

giovedì 7 aprile 2011

Cercasi villa per il premier

Sabato Silvio Berlusconi ritornerà a Lampedusa per verificare le condizioni dell'isola dopo che è cominciato il trasferimento degli immigrati giunti con natanti di fortuna e dopo la sciagura dell'altra notte dovuta all'affondamento di un barcone con almeno 250 persone. La visita di sabato offrirà anche l'occasione per cercare una nuova villa da acquistare. Quella che in un primo tempo era stata prescelta non possiede i requisiti giusti. Lo ha rivelato lo stesso Cavaliere durante la riunione a Palazzo Chigi alla quale hanno preso parte i rappresentanti delle Regioni e i ministri che compongono la cabina di regia sull'immigrazione. La villa, che si trova in una zona limitrofa all'aeroporto, sorge su un terreno demaniale. «L'ho scoperto - ha detto Berlusconi - dopo che sono state fatte alcune verifiche e quindi trattandosi di un terreno che appartiene a tutti noi non posso più acquistarla. Ne cercherò un'altra». A parte questo dettaglio, il governo sta esaminando una serie di progetti per fare decollare Lampedusa da un punto di vista economico. L'idea lanciata da Berlusconi e fatta propria dal sindaco sarebbe quella di farvi sorgere alcuni campi da golf e le necessarie strutture alberghiere. Su questo c'è l'impegno del capo del governo che si sarebbe già attivato per cercare delle imprese interessate a questo tipo di iniziativa. Un intervento che, qualificando l'offerta verso i turisti, farebbe da volano per l'economia isolana. Sarebbe, invece, tramontata, perché troppo laboriosa dal punto di vista realizzativo, l'idea di costruire un casinò. Ad avere dei dubbi sarebbe stato lo stesso premier secondo il quale una decisione del genere avrebbe bisogno di un passaggio in Parlamento, cosa che allungherebbe i tempi. (CORRIERE DELLA SERA)


Silvio deve imparare ad usare meglio internet e "Gogol" e non fossilizzarsi solo su You Porn.

Due pesi due misure


“Maroni assassino”. Con questo cartello Pierfelice Zazzera, deputato Idv, ha salutato alla Camera la fine dell'informativa del ministro dell'Interno sull'immigrazione clandestina. Gianfranco Fini ha subito stigmatizzato il gesto, annunciando il deferimento di Zazzera agli organi competenti di Montecitorio. Puntuale, poco dopo, arriva la "punizione" da parte del collegio dei Questori della Camera, che ha inflitto la censura e, a partire da oggi, due sedute di sospensione a Zazzera, il quale non potrà quindi partecipare al dibattito e alle votazioni sulla prescrizione abbreviata in corso a Montecitorio. (IL MESSAGGERO)


Riepiloghiamo, ad un ministro, vedi La Russa, è consentito mandare a fanculo il Presidente della Camera cavandosela con un semplice rapportino in stile scolastico, il deputato si becca due sedute di sospensione per aver espresso un'opinione, seppur discutibile, sull'operato di un ministro.

mercoledì 6 aprile 2011

Questo è pazzo


I guai per Mario Balotelli sono ormai all’ordine del giorno. Nella notte di martedì 5, l’attaccante del manchester City ha deciso di fare con gli amici una gita nell'Inghilterra industriale. Meta: Liverpool. Per essere più precisi il rinomato Rude Lap Dancing Bar di Liverpool. SuperMario&friends, notoriamente incontinenti emozionali, hanno violato l'unica regola che vige nei night club, nonchè nelle cucine delle mamme italiane: guardare e non toccare è una cosa imparare. I palpeggiamenti alle girls non sono sfuggiti ai buttafuori, che hanno gentilmente messo il gruppo alla porta. Balotelli non l'ha presa bene e, uscendo dal locale, ha cominciato a discutere e a prendersi gioco dei buttafuori, diventando a sua volta oggetto di scherno da parte dei passanti che assistevano alla scena. "Non riuscivo a crederci, ha affrontato faccia a faccia cinque buttafuori, è pazzo", ha raccontato un passante al quotidiano inglese Sun. Ma il meglio doveva ancora venire: il giustamente soprannominato Mad Mario si è messo al volante della sua Maserati ed è tornato ad attaccare briga con i buttafuori. Follia punita, perchè uno dei gorilla ha impugnato una torcia elettrica ed ha iniziato a colpire violentemente il muso della macchina di Mario, che a questo punto ha battuto definitivamente in ritirata. Sarà contento il carrozziere di Manchester che quelche giorno fa aveva dovuto riparare ai danni provocati da sprangate nemiche sulla SuperCar: nuovo lavoro in arrivo. (LIBERO)


Purtroppo credo che il peggio per Balotelli debba ancora venire !

Scilipoti copia

Domenico Scilipoti è il segretario nazionale del Movimento di Responsabilità nazionale, il gruppo che si è costituito per supportare la maggioranza in occasione della fiducia del 14 dicembre. Il leader ex Italia dei Valori ha pubblicato sul sito il “Manifesto” politico che, però, copia pari pari alcuni passi del manifesto dei Giovani intellettuali fascisti redatto da Giovanni Gentile nel 1925. Analogie passate sottotraccia in queste settimane che la Rete ha denunciato, scoprendo che gli stralci scelti da Scilipoti attingevano dal testo redatto al Convegno per la Cultura fascista di Bologna. Le parole sottoscritte da 250 intellettuali e ispirate alla conferenza di Giovanni Gentile “Libertà e liberalismo” intendono gettare le basi per un manifesto ispirato al rispetto della Patria e al suo carattere religioso, dove il fascismo nasce come un “movimento politico e morale”, in cui la politica “sentì e propugnò […] l’ idea che è Patria, come ideale che si viene realizzando storicamente senza mai esaurirsi, tradizione storica determinata e individuata di civiltà ma tradizione che nella coscienza del cittadino”. Un testo che pose le basi politico-culturali del movimento totalitarista e a cui Benedetto Croce reagì con il “Manifesto degli intellettuali antifascisti”, in cui rimproverava ai firmatari di avere sottoscritto un documento “per patrocinare deplorevoli violenze e prepotenze e la soppressione della libertà di stampa”. E che, evidentemente, ha posto anche le basi per il Movimento dei Responsabili. Nonostante il manifesto di Gentile sia infatti legato al regime totalitario, il leader dei Responsabili sceglie di riprenderne alcune frasi, pensando, peraltro di passare inosservato. Ma la Rete lo smaschera. Su Facebook infatti Antonio Scalari ha pubblicato una nota in cui mette a confronto le frasi scelte dall’ex Italia dei Valori per il copia e incolla. Se Gentile scrive che “il Fascismo è un movimento recente ed antico dello spirito italiano, intimamente connesso alla storia della Nazione italiana, ma non privo di significato e interesse per tutte le altre”, a Scilipoti basta sostituire il nome del partito e riscrivere la frase così: “Responsabilità Nazionale è il movimento recente ed antico dello spirito italiano, internamente connesso alla storia della Nazione Italiana”. E il copia e incolla prosegue in tutto il manifesto. Scrive Scilipoti: “Responsabilità è politica morale. Una politica che sappia coinvolgere l’individuo a un’idea in cui esso possa trovare la sua ragione di vita, la sua libertà, il suo futuro e ogni suo diritto” mentre nel documento originale leggiamo “…. un’idea in cui l’individuo possa trovare la sua ragione di vita, la sua libertà e ogni suo diritto”. Una chiosa anche sulla “Reponsabilità di Patria” che “è la riconsacrazione delle tradizioni e degli istituti che sono la costanza della civiltà” mentre per gli intellettuali fascisti “Codesta Patria è pure riconsacrazione delle tradizioni e degli istituti che sono la costanza della civiltà, nel flusso e nella perennità delle tradizioni”. E infine “Responsabilità è concezione austera della vita, non incline al compromesso, ma duro sforzo per esprimere i propri convincimenti facendo sì che alle parole seguano le azioni”, mentre nel 1925 lo Stato “è concezione austera della vita, è serietà religiosa [... ] ma è duro sforzo di idealizzare la vita ed esprimere i propri convincimenti nella stessa azione o con parole che siano esse stesse azioni”. Forse il problema è proprio nel concetto di “Responsabilità”. (Eleonora Bianchini - IL FATTO QUOTIDIANO -)



Da questo pezzente venduto potevamo mai aspettarci un minimo di cultura ?!

martedì 5 aprile 2011

Lettera di censura a La Russa per il "vaffa" a Fini

Una semplice lettera di censura. E’ questa la sanzione decisa dall’Ufficio di presidenza della Camera dei deputati contro il “vaffa” del ministro Ignazio La Russa indirizzato a Fini settimana scorsa nel corso della bagarre in Aula sul processo breve. La lettera sarà inviata, per conoscenza, anche al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Lui, il ministro della Difesa La Russa, dichiara: ”E’ una decisione che rispetto, ne prendo atto con grande serenità” e aggiunge “leggerò la lettera e risponderò, naturalmente con il massimo rispetto, ma finalmente mettendo in fila i fatti così come sono avvenuti”. La sanzione al ministro è stata approvata a maggioranza. Mentre Pdl e Lega hanno sostenuto in maniera compatta la proposta dei deputati questori, le opposizioni, tutte convinte che il provvedimento fosse troppo leggero, si sono spaccate. Alcuni parlamentari hanno votato contro, altri non hanno partecipato al voto uscendo dall’Aula. Se il Pdl sostiene che la lettera di richiamo è “l’unica sanzione possibile con il regolamento attuale”, l’opposizione sostiene che la misura è un pannicello caldo. Silvana Mura dell’Idv ha votato contro e ha chiesto quindici giorni di sospensione da Montecitorio per La Russa perché “d’ora in poi chiunque in aula può insultare in maniera volgare la presidenza ed invocare il precedente fatto valere per il ministro della Difesa”. Anche per Rosi Bindi, che al momento del voto è uscita dall’aula, la lettera è troppo poco: “Il ministro La Russa avrebbe dovuto avere, come membro della Camera, oltre che del governo, l’interdizione almeno dalla partecipazione al voto sul provvedimento. Siamo peraltro in assenza di scuse”. Massimo Donadi invece non usa mezzi termini e dice che la decisione dell’Ufficio di presidenza è “un atto di codardia”. (IL FATTO QUOTIDIANO -)



Praticamente all'alunno La Russa è stato fatto solo un rapporto per aver mandato a fanculo il preside !

Un'altra giornata di ordinaria follia

Oggi in Parlamento si realizza un’altra giornata di ordinaria follia. Il mondo brucia, l’Italia va a fuoco per i problemi reali. C’è un disastro nucleare in corso che dovrebbe far riflettere su quanto si vorrebbe fare nel nostro Paese. C’è una guerra alla quale stiamo partecipando. Ci sono piazze piene di disperati che chiedono giustizia. Ci sono 4 milioni di italiani che vivono al di sotto della soglia della povertà. C’è il 30% della popolazione giovanile che non ha futuro. C’è un problema drammatico di tenuta delle istituzioni. In Aula, invece, assistiamo a un’altra giornata di ordinaria follia, come ormai da 15 anni a questa parte e come sono sicuro che sarà domani e tra una settimana. Di fronte a tutte queste emergenze noi siamo costretti ad occuparci solo dei processi del presidente del Consiglio Berlusconi, il quale evidentemente ha scelto di fare politica soltanto per sfuggire alla giustizia, ha scelto Montecitorio per non andare a San Vittore, e tutti coloro che continuano ad occuparsi soltanto di questo sono complici politici. Gli italiani devono sapere che oggi in Parlamento non ci interessiamo dei problemi mondiali di cui ho parlato prima, ma stiamo a stabilire se Ruby Rubacuori è la nipote del presidente Mubarak e se Berlusconi ha fatto quel che ha fatto per salvaguardare i rapporti istituzionali tra Italia ed Egitto. Questa è la falsità storica che i parlamentari italiani hanno votato oggi. Questa è l’accusa di complicità politica, morale ed etica che noi rivolgiamo alla maggioranza, asservita alla volontà di un padrone che garantisce loro un posto e li ricatta per poter ottenere un vantaggio processuale. Questa è la ragione per cui noi voteremo contro questa indecenza e invitiamo i cittadini a far sentire la loro voce attraverso l’unico modo democratico, ovvero i referendum. Vorrei ricordare, a questo proposito, che oggi è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la data dei referendum che saranno il 12 e 13 giugno e non lo stesso giorno delle amministrative, come noi avevamo chiesto. Questo governo è anche ladro e ha rubato 350 milioni di euro di soldi pubblici per non accorpare il voto dei referendum con quello delle amministrative solo perché ha paura del risultato. Noi vogliamo ricordare ai cittadini che il 12 e 13 giugno devono votare Sì per abolire il nucleare e incentivare le energie alternative, Sì per far rimanere l’acqua pubblica - perché almeno l’acqua agli assetati bisogna riconoscerla anche se non hanno i soldi per pagarla - ma si vota anche per una questione politica di grande rilevanza per il nostro Paese, che può far da spartiacque tra la maggioranza solo numerica che ha Berlusconi in Parlamento e la maggioranza rappresentata dalla volontà degli italiani. Noi siamo infatti convinti che ci sia una dicotomia tra la maggioranza formale e quella reale del popolo. Noi vogliamo che con il terzo referendum, quello sul legittimo impedimento, i cittadini si esprimano su un quesito molto semplice: volete voi continuare a permettere a queste persone di continuare a governare soltanto per badare agli interessi della cricca e ad assicurare l’impunità alle solite persone o volete che la legge sia davvero uguale per tutti, come stabilisce la Costituzione? Se, come noi crediamo, quel giorno i cittadini non si lasceranno trarre in inganno e andranno a votare i referendum, smentiranno Berlusconi che continua a giustificare la sua poltrona e a sistemare i suoi affari dicendo che è sostenuto dalla maggioranza degli italiani. Cosa sta succedendo in Parlamento? Mai come in questo momento si deve sapere cosa accade qui a Montecitorio: si rinnega la propria dignità, il proprio ruolo, la propria funzione solo per mantenere la poltrona, perché nessuno può credere davvero che qui ci sia qualcuno in grado di sostenere che la signorina Ruby Rubacuori fosse la nipote di Mubarak. Allora mandiamo a casa questo governo con il referendum, prima che la rivolta sociale si appropri del Paese. (www.antoniodipietro.it)