venerdì 31 agosto 2012

La battuta del giorno


"La gente crede che siano i preti a coltivare cattive intenzioni. Ma non è così. Nella maggior parte dei casi è il giovane a sedurre il sacerdote". (il vegliardo in foto è padre (!!!) Benedict Groeschel dell'ordine dei frati francescani del Rinnovamento, statunitense, intervistato dal National Catholic Register. La sua affermazione è stata considerata dal blog come "la battuta del giorno" ma non credo faccia sorridere più di tanto.)

Emilio Fede “vuole vivere” a nostre spese



“Vogliamo vivere”. Già, sarebbe un ottimo motivo per liberaci di zecche e sanguisughe che hanno pasteggiato per vent’anni al seguito dell’orda Berlusconi. E invece sono proprio i parassiti che alzano l’invocazione al cielo elettorale: sembra di sognare, ma vogliamo vivere è il nome del partito che l’ultraottantenne Emilio Fede sta fondando. Un movimento di opinione con a capo chi a avuto sempre l’opinione del padrone è proprio quello che aspettavamo con ansia.

Certo il buon Emilio Fede ha un po’ di annetti sul groppone, ma vogliamo mettere l’esperienza accumulata in sessant’anni di giornalismo? Se non è un nonno della patria poco ci manca: da bel ami chiamato “l’ammogliato speciale” essendo convolato a giuste nozze con la figlia del vicedirettore della Rai, ha finalmente reso giustizia a quel detto misterioso che ci insegnavano da bambini, prendere due piccioni con una fava. E oggi da accusato di favoreggiamento della prostituzione assieme a Lele Mora e alla Minetti, ha dimostrato di credere fermamente nelle donne, sotto qualsiasi forma.

Oddio, tra questi due edificanti estremi ha pure passato qualche guaio: è stato accusato di reperire polli da spennare al tavolo da gioco per un’organizzazione che faceva capo al clan Turatello, ha fatto informazione faziosa tanto da essere stato sommerso di multe pure dall’addomesticatissima Autorità di garanzia per le telecomunicazioni, è stato un modello servilismo così integrale e sfacciato che è divenuto soggetto di studio, pare che abbia pure sottratto qualche euro al suo padrone, cosa che gli è costata il posto di maggiordomo al Tg4 e ultimamente ha cercato di depositare in svizzera 2 milioni e mezzo di euro di provenienza così incerta che persino la banca di Lugano si è rifiutata di incassare.

Piccoli incidenti dentro una gloriosa carriera: sicché vuole vivere ancora, magari da deputato alle nostre spalle. Oltretutto pare voglia presentarsi come anti montiano rischiando di mandare in vacca con la sua sola presenza da ambiguo vegliardo, chi cerca di fare una battaglia seria contro il potente coro polifonico del pensiero unico. Ma lui vuole vivere, non c’è che fare. E del resto c’è pure chi ha fatto il balzo decisivo di carriera con più anni di lui.

Infatti quel plurale “vogliamo vivere” non si riferisce tanto ai suoi possibili elettori di cui ci si può immaginare la qualità, quanto a quella fetta di classe dirigente invecchiata e anzi mummificata quanto alle idee, che non ha alcuna intenzione di mollare la presa, che si ostina ad essere protagonista in tutti i campi, che non si rassegna al declino della propria stagione e fa del declino del Paese il proprio ritratto di Dorian Gray. Vogliono vivere: senza speranza, senza carità di patria, ma con tanta, tanta Fede. (http://ilsimplicissimus2.wordpress.com/)

giovedì 30 agosto 2012

Vuole vivere



Alla fine anche Emilio Fede scende in campo e fonda un suo partito, anzi «un movimento di opinione», come ha tenuto a specificare. Si chiamerà "Vogliamo Vivere". A luglio ha depositato il marchio a Como. L'idea è maturata a inizio estate, anche in seguito al suo coinvolgimento nel processo Ruby, accusato di favoreggiamento della prostituzione con Lele Mora e Nicole Minetti.

Fede spiega così la sua mossa: «Fondo un movimento di opinione perché ho ascoltato tanta gente che mi incoraggia. Il Pdl rischia di diventare uno spartito stonato». Si sta muovendo da solo? «Mi muovo da solo, e ci metto soldi miei. Berlusconi non ne sa niente. 'Vogliamo Vivere' riassume il malessere di tanti, sotto il cosiddetto governo tecnico. Il centrodestra non può finire in mano alla Santanchè. E di là chi c'è? Beppe Grillo. Io non sono un politico, io ho una storia, sessant'anni di giornalismo, la Rai, l'Africa, le guerre seguite al Tg4. Questa storia due anni fa è stata inquinata, ma non mi faccio intimidire». (www.globalist.it)

Sarà anche vero che Berlusconi non ne sappia niente, ma questa "discesa in campo" ricorda quella più celebre del 1994. Un tentativo disperato per una prossima immunità ?

L’arbitro minacciato prima della sfida finale



Con la copertina di “Panorama” intitolata oggi “Ricatto al Presidente”, direi che si delinea un quadro più chiaro. Approfittando di una imprudenza commessa dai collaboratori di Napolitano e poi da lui stesso -dare spago telefonico a un agitatissimo Nicola Mancino che telefonava in cerca d’aiuto- ora lo si vuole tenere sotto scacco. La Presidenza della Repubblica, con la nomina di Mario Monti senatore a vita e poi con la supervisione garantita al suo governo tecnico, si è esposta in un protagonismo politico senza precedenti. Riconosciuto anche a livello internazionale come unico riferimento italiano affidabile, il Quirinale tuttora mantiene questo ruolo insolito di cabina di regia; e Napolitano vuole svolgerlo per intero fino alla scadenza del suo mandato, il 15 maggio 2013. Possibilmente avendo risolto per quella data il groviglio del cambio di legislatura (con legge elettorale apposita), con nomina del futuro premier e se possibile garanzie anche sulla fisionomia del suo successore.
Non stupisce quindi che nel magma caotico della politica italiana alcuni protagonisti, oggi deboli e disorientati (leggi, soprattutto, il solito Berlusconi), esercitino a modo loro pressioni sul Colle. Intimidire l’arbitro alla vigilia di una partita decisiva è prassi diffusa, non solo nel calcio malato. (www.gadlerner.it)

mercoledì 29 agosto 2012

Se li conosci li eviti

Commentando nel web il dibattito di lunedì a La7 sulla trattativa Stato-mafia, molti rimproverano a Mentana di aver invitato Ferrara. Non sono d’accordo. Intanto va apprezzata la perfidia di Mentana, che ha invitato Ferrara a un programma intitolato Bersaglio mobile. E poi Ferrara, specie quando non dialoga con se stesso e veste come Bagonghi, va chiamato spesso, possibilmente sempre. Nessuno meglio di lui riassume, con una franchezza che sconfina nella spudoratezza, come ragiona (si fa per dire) il Potere in Italia. E dimostra, anche fisiognomicamente, la differenza fra i giornalisti che raccontano i fatti e quelli che programmaticamente li ignorano per non disturbare le proprie certezze malate.

Infatti s’è subito trasformato in una gigantesca macchinetta spara-palle, tipo quelle usate per allenare i tennisti: ne sparava così tante che era impossibile respingerle tutte. “Andreotti è stato assolto” (prescritto per “il reato commesso fino al 1980”). “La sentenza Iacoviello della Cassazione ha smentito che Dell’Utri sia mafioso” (Iacoviello è un sostituto Pg e non fa sentenze: la sentenza conferma che Dell’Utri è colpevole per il lungo periodo trascorso al servizio di B., mentre occorre un nuovo appello per provare che lo fosse anche nei tre anni al servizio di Rapisarda). “Anche Falcone trattò con la mafia, vedi Buscetta” (Falcone convinse Buscetta a collaborare non per trattare con la mafia, ma per processarla). “La mafia è stata sconfitta” (senza parole). “L’agenda rossa di Borsellino è una minchiata” (infatti l’han fatta sparire). “L’inchiesta sulla trattativa non è condivisa nemmeno dal procuratore Messineo” (il “visto” del capo non è previsto sull’atto di conclusione delle indagini; lo è invece sulle richieste di rinvio a giudizio ed è prontamente arrivato). “Il pm Di Matteo ha svelato a Repubblica le intercettazioni di Napolitano per ricattarlo” (le svelò Panorama). “Ingroia chiede il segreto di Stato perché alle accuse non crede neanche lui” (Ingroia chiede a chi giustifica la trattativa in nome della ragion di Stato di dire tutto ciò che sa e sfida i politici, se la condividono, a fare una legge che liceizzi ex post quella condotta criminale). “Ingroia fugge in Guatemala per non sostenere l’accusa al processo” (falso: l’invito dell’Onu per l’incarico in Guatemala risale a oltre un anno, e l’accusa ai processi la sostengono di solito i sostituti, non gli aggiunti).

Molto divertente il teorema secondo cui i pm di Palermo indagano sulla trattativa non perché sia una notizia di reato, su cui la Costituzione impone di indagare, ma “per fare carriera”: com’è noto, in Italia, il miglior modo di fare carriera è mettere sotto processo politici di destra e di sinistra più qualche ufficiale del Ros, e ritrovarsi subito dopo alle calcagna Quirinale, Avvocatura dello Stato, Consulta, governo, Parlamento, Pg della Cassazione, Csm, giornaloni e tg a reti unificate. Un carrierone. Molto opportuno anche l’invito di Mentana a Macaluso, che faticava a comprendere la differenza fra un giornale libero e un giornale di partito, scattava come la rana di Galvani solo alla parola “Napolitano”, scambiava per “attacchi al Quirinale” qualunque critica all’inquilino pro tempore ma poi mostrava gravi lacune sul conflitto di attribuzioni (l’amato Presidente non sostiene affatto che “nella Costituzione c’è un vuoto da colmare”, ma che i pm di Palermo han violato le sue presunte prerogative costituzionali).

Era presente, oltre a Di Pietro, un deputato del Pd, tal Boccia, accomunato agli altri due dall’assoluta ignoranza sul tema di cui si parlava: appena si tentava di spiegargli la trattativa, sorrideva beotamente, più divertito ancora di Ferrara. Ma è stato giusto invitare anche lui. Altrimenti non si capirebbe cosa sta diventando il Pd, perché si allea con Casini, perché molti elettori hanno l’ulcera perforata, perché Vendola ha vinto due primarie su due in Puglia e perché non basta essere giovani per essere meglio dei vecchi. (Marco Travaglio - IL FATTO QUOTIDIANO -)

Peccato, ma il cucchiaio non è per tutti

Sarebbe entrato nella storia Maicosuel, il calciatore dell'Udinese che invano ha tentato di emulare i vari Totti, Pirlo, se avesse segnato il rigore che invece ha causato l'eliminazione della sua squadra dalla Champions League. Ma a ben pensare, seppur come magra consolazione, nella storia calcistica un posto l'ha guadagnato.


video

martedì 28 agosto 2012

Ignoriamoli


Quando passerà a miglior vita di Giuliano Ferrara resterà purtroppo anche l'affermazione vomitata ieri sera a Bersaglio Mobile, su la Sette, "i magistrati sono fottutissimi carrieristi".
L'elefantino, come è uso fare quando è davanti una telecamera, ha riversato durante la trasmissione colate di insulti contro i magistrati, gli ospiti in studio e in collegamento, e il conduttore Mentana faticava non poco ad arginare lo sversamento di quella cloaca.
Ovvio che non siamo degli sprovveduti, capiamo bene che per l'audience si corre qualche rischio, ed è palese che la combinazione Ferrara, Di Pietro e Travaglio sarà a priori una bomba.
D'altronde Berlusconi con il suo linguaggio eversivo, specie contro il sistema giustizia, in tutti questi anni ha sdoganato tale cattiva moda, e i suoi peones lesti ha recepirne la lezione.
Ora mi chiedo se non sarebbe corretto, educato, tornare a dibattiti televisivi dove al centro ci fossero contenuti e proposte e non la rissa anche per lo share. Credo si possa fare, basta ignorare taluni elementi, Ferrara compreso, lasciandoli chiusi in qualche redazione giornalistica compiacente dove possano cantarsela e suonarsela da soli, e liberare i cittadini dall'olezzo di una fogna ancora aperta.

La battuta del giorno

"Poi, se proprio vogliamo dire, per me FASCISTA non è affatto un insulto, è un complimento" ... (quel "comunista" di Ignazio La Russa, PDL) grazie a http://nonleggerlo.blogspot.it/

lunedì 27 agosto 2012

La missione impossibile della giustizia va in scena nei telegiornali

Credevamo che la speranza fosse l’ultima a morire, ma ormai stiamo per dare per persa anche lei, se non morta del tutto. Con Armstrong, il campione che ci aveva fatto tanto sperare per aver lottato contro il cancro, ma forse non abbastanza contro se stesso. I tg ci hanno fatto rivedere le sue bellissime vittorie, , ma non ci hanno fatto assistere alla sua autodifesa, che infatti non c’è stata, perché ha rinunciato a difendersi. Ha detto che ora basta, che si dedicherà alla sua fondazione per la lotta contro i tumori, cioè alla speranza che resta.Appena il giorno prima, i tg ci avevano fatto sentire l’attacco ai giudici sportivi di Antonio Conte, con una denuncia di violenza inaudita dell’ennesimo ‘complotto’ contro i più forti, che stavolta sarebbero gli juventini. Accuse che potrebbero sembrare grottesche in un altro Paese, ma che da noi, dopo l’esempio berlusconiano, stanno diventando tragicamente normali.
Un altro processo in un altro Paese, quasi nelle stesse ore e negli stessi tg, ha visto invece la piena soddisfazione dell’imputato: il nazista norvegese ha sorriso alla lettura del verdetto che lo condannava a 21 anni di galera, attribuendogli così piena sanità mentale. Per lui una specie di vittoria, perché ha ritenuto che gli fosse stata riconosciuta, insieme alla colpa, anche una mostruosa ragione per uccidere. Se fosse stato dichiarato pazzo, sarebbero in qualche modo sfumate le orrende motivazioni razziste (non dimentichiamo: condivise da qualche leghista nostrano), in nome delle quali Breivik commise la strage di ragazzi. Tutti suoi connazionali, sterminati, quindi, non perché fossero ‘diversi’da lui, ma perché si consideravano uguali agli stranieri.
Terribile il compito dei giudici, che hanno dovuto decidere un verdetto comunque inadeguato e hanno pure dovuto ascoltare l’assassino esprimere il suo dispiacere per non aver saputo uccidere di più. (Maria Novella Oppo - L'UNITA' -)

Passaparola - Quando meno significa meglio - Maurizio Pallante - (dal blog www.beppegrillo.it)

domenica 26 agosto 2012

Confessioni di un fascista del web



Finalmente lo hanno detto ufficialmente: la sinistra è solo forma e niente sostanza. E’ un involucro costruito di parole, di ritualità, di stilemi dentro il quale si cerca invano qualcosa. Mi riferisco ovviamente non alla sinistra come orientamento e pensiero, ma a quella “consumer” rappresentata dagli apparati del Pd e dal partitone di Repubblica, più gli annessi e connessi. Questa sinistra da supermercato trova a volte l’aspetto di bolla di sapone aerea e iridiscente che appena un soffio di realtà può far scoppiare, altre volte quella della confusa seriosità parolaia che Marx chiamerebbe espressione di un’alterità prodotta dalla classe dominante, altre ancora quella del pacco in autostrada.

Di fatto la sinistra è solo forma. Sentiamo Mauro, direttore di Repubblica da quando la berta filava: “Il fatto è che l’onda anomala del berlusconismo ha spinto nella nostra metà del campo (che noi chiamiamo sinistra) forze, linguaggi, comportamenti e pulsioni che sono oggettivamente di destra” . Dunque non idee, non realtà, non fatti, non dialettiche politiche, ma linguaggi, pulsioni e atteggiamenti “oggettivi”. Eccola quella parola recuperata da un lontano passato, quell’oggettivo che era un must del linguaggio del Pci e anche della saggistica marxista: è l’unica cosa che è rimasta ed è applicata ad qualunque cosa sappia di critica. Non molto diverso da quanto dice il sottosegretario Bersani che alla festa del Pd si scaglia contro Grillo e non solo: “Faremo partire un messaggio molto chiaro da questa festa: nelle crisi si rischia di vedere chi abbaia più forte. Corrono sulla rete dei linguaggi del tipo: siete zombie, cadaveri ambulanti, sono linguaggi fascisti e a noi non ci impressionano. Vengano a dircelo. Via dalla rete, uscite dalla rete e venite qui a dircelo”.

Oddio visto che Grillo non è stato invitato alla festa, al contrario di Sallusti, sembra una di quelle scene da turco napoletano in cui il guappo urla “tenetemi, tenetemi”. Ma naturalmente usare la parola zombie è fascista, mentre è di sinistra avere milioni di pensionati alla fame, fare a pezzi l’articolo 18, genuflettersi all’Ilva, baciare le macellerie montiane, distruggere il welfare, votare la cessione di sovranità verso istituti finanziari e no elettivo, fare l’inchino alle banche come il comandante Schettino lo faceva alle isole. E’ la sinistra allo specchio, il che consente a Mauro di dire che è di sinistra addossare la crisi ai ceti popolari e difendere senza se e senza ma gli “strumenti” di questa mattanza. Tutto questo naturalmente significa che anche il fascismo è forma, linguaggio, comportamento e non sostanza, altrimenti ci sarebbero delle belle sorprese.

Siccome sono sempre molto critico verso questa sinistra della menzogna e ormai talmente berlusconiana dentro da averne interiorizzato la psicologia oltre che le tesi e le prassi, immagino che possa considerarmi un fascista del web, anche se francamente non oserei vedere tanta vita politica nel direttorio del Pd da chiamarli zombie. E poi sono vivissimi quando si tratta di difendere poltrone e rendite. Ma si sa che Grillo tende all’esagerazione e li manda affanculo invece di aprire un dibattito che è invece una cosa molto di sinistra. La nuova sinistra, quella voodoo. (http://ilsimplicissimus2.wordpress.com/)

...perfetto.

Equivoci



venerdì 24 agosto 2012

Minacce

Ore contate per Lucifero che onestamente ha rotto le scatole con questo caldo torrido, arriva la più disponibile Beatrice che porterà con se piogge e temperature più accessibili. Nemmeno il tempo di godere con Beatrice che spunta l'infuocato Cerbero.
Caronte, Minosse, Caligola, Lucifero, Beatrice, Cerbero, ma chi sceglie questi nomi così inquietanti ? Meglio gli americani che in presenza di cicloni, tornadi, tempeste che purtroppo recano devastazioni e morti ingentiliscono il tutto con delicati nomi femminili.

La battuta del giorno

"Silvio è depresso, depressissimo. Poi di colpo si riprende, è strano (...) Ma io mi chiedo, cosa ci trova ad andare a letto con queste qui? Io lo rimprovero, anche perché lui è speciale, mentalmente superiore. Pure spirituale: mi ha avvicinata a Dio, sono anche andata a Bangkok con una principessa thailandese a digiunare (...) Lui medita. Ogni volta che deve prendere una decisione importante chiude gli occhi per qualche minuto e si concentra. Anche quando c’è gente intorno. Ma è lucidissimo ..." (Sabina Began, una che saprei come etichettare ma mi astengo perchè non ho fondi per affrontare una querela per calunnia !)

Fornero, la principessa sul pisello

La principessa sul pisello, alias Frignero, ha detto che "la tassazione sul lavoro è troppo alta". Lo ha detto con la leggerezza della Vispa Teresa."La vispa Teresa/ avea tra l'erbetta/ A volo sorpresa/ gentil farfalletta/ E tutta giuliva/ stringendola viva/ gridava distesa:/ "L'ho presa! L'ho presa!". A Rimini, ai ciellini orfani di Don Verzè, ma non ancora di Forminchioni, ha proclamato che ridurrà il cuneo fiscale. La platea commossa ha applaudito a lungo sia lei che il caravanserraglio di nobilastri della Repubblica che del cuneo fiscale, grazie ai loro redditi e proprietà, se ne sbattono altamente. La vispa Fornero ha poi chiuso con una frase ad effetto "La crescita si fonda sul pieno riconoscimento del merito, non sulle parentele". Brava, giusto, bene, bis! e poi chiamate la neurodeliri, c'è una che si crede un ministro. (www.beppegrillo.it)

giovedì 23 agosto 2012

A proposito di scorte



Una quarantina di uomini divisi in due squadre di 20 ciascuna e due auto blindate per una spesa superiore ai 200mila euro al mese. Vale a dire due milioni e mezzo l’anno. Tanto costano gli uomini dei servizi di sicurezza che ancora oggi stanno appresso all’ex premier Silvio Berlusconi. Senza contare i carabinieri dispiegati dal Ministero degli Interni per servizi ordinari presso le ville di famiglia. Un’eredità che lo stesso Berlusconi si è costruito da solo, a più riprese, con provvedimenti ad hoc e che è riuscito a mantenere anche oggi che è un deputato come altri, solo molto molto costoso. Tanto che gli 80mila euro per la scorta balneare di Fini, da settimane oggetto di furiose polemiche, diventano briciole.

Gli uomini al seguito del Cavaliere, spiegano fonti molto qualificate, hanno trattamenti economici doppi rispetto ai colleghi che svolgono servizi di sicurezza ordinari. Hanno stipendi e prerogative equiparati a quelli dei colleghi dello spionaggio e controspionaggio senza esserlo. Siamo, per essere chiari, intorno ai cinquemila euro al mese. E sono appunto quaranta. I conti sono presto fatti.

Nei suoi mandati, a più riprese, il Cavaliere è riuscito a cambiare le regole sulla sicurezza e imporre uomini di fiducia provenienti dalla sua azienda. Lo si scoprirà anni più tardi, quando i magistrati baresi cercheranno risposte all’andirivieni incontrollato di persone dalle ville del Cavaliere: possibile che nessuno della sicurezza controllasse chi entra e chi esce? Si, perché il premier, proprio per tutelare la sua “privacy”, già dal primo mandato era riuscito a sostituire gli uomini dello Stato con quelli della security di Fininvest e Standa (da quel giorno in poi a libro paga degli italiani). (estratto da IL FATTO QUOTIDIANO)

Quanti voti può raccogliere Elsa Fornero?



Con la consueta incisività oggi è tornata a farsi sentire la voce del ministro Elsa Fornero. Stavolta ipotizzava sgravi fiscali sul lavoro dipendente, dopo le controverse realizzazioni in materia previdenziale e di regolazione del mercato del lavoro. Ha confidato di aver vissuto momenti di grande amarezza, ma di non essersi pentita della scelta di fare il ministro al fianco di Monti. Le sedeva accanto un sindacalista, il cislino Bonanni, che auspica un governo Monti bis anche nella prossima legislatura. Ciò è legittimo: basta presentarsi davanti agli elettori, prospettarglielo con chiarezza, e verificare se la quantità di voti raccolti sia sufficiente o meno a replicare l’esperienza del governo Monti. Ad esempio mi chiedo, e vi chiedo: quanti voti potrebbe raccogliere Elsa Fornero, se candidandosi si sottoponesse al giudizio dell’elettorato? (www.gadlerner.it)

Pure nei ristoranti della Croazia



E mentre il Cavaliere deposita il marchio "Grande Italia" - probabile una sua ridiscesa in campo - è bello constatare che nel mondo non si sono dimenticati di lui. E del suo "prestigio internazionale". Anche nei bellissimi lungomare della costa croata: uno si ferma davanti ad un ristorante, legge il menù esposto, e trova questo, sempre per quella storia dell'autorevolezza. (http://nonleggerlo.blogspot.it/)

mercoledì 22 agosto 2012

Calcio, Simone Farina lascia il Gubbio



Simone Farina, il calciatore trentenne che denunciò una richiesta di combine per il calcioscommesse, non è più un tesserato del Gubbio. La società, attualmente in Lega Pro, ha infatti reso noto reso noto che è stato risolto in modo consensuale il suo contratto. Il Gubbio - si legge in una sua nota - augura a Farina, «protagonista in questi anni di tante vittorie, le migliori fortune e soddisfazioni personali e professionali per il futuro». Dal canto suo, il calciatore «ringrazia la A.S. Gubbio 1910 per quanto vissuto in questi anni con i colori rossoblù».

IN INGHILTERRA - Secondo quanto scrive La Gazzetta dello Sport, Farina diventerà un dirigente dell'Aston Villa: tra i suoi compiti, l'insegnamento del fair play ai calciatori delle squadre giovanili. D'altra parte, i giornali britannici lo hanno ribattezzato Mister Clean, il signor pulito. (CORRIERE DELLA SERA)

L'impoverimento del calcio italiano non è solo l'espatrio in altri campionati esteri di molti giocatori, dovuto ad esigenze economiche, ma anche l'azzeramento di valori quali onestà e stile.

Il voto degli evasori

L’ex garante della privacy Pizzetti propone di togliere il voto agli evasori fiscali. Se uno non fa il suo dovere di cittadino, sostiene il giurista, allora gli vengano tolti anche i diritti da cittadino.

Un deterrente micidiale, senz’altro. Una orribile minaccia per la moltitudine ansiosa di recarsi alle urne. Uno spietato monito per milioni di evasori appassionati e partecipi del proprio essere cives.

Tutti questi, finalmente terrorizzati dalla deportazione al mare o in montagna nel fatidico giorno del voto, si batteranno il capo emettendo scontrini come mai prima e spedendo spalloni di ritorno per riportare dall’estero i soldi parcheggiati all’estero.

E così, grazie allo spauracchio del voto sottratto e di una tristissima domenica senza cabine e scrutatori, l’Italia diventerà il paradiso delle fatture e l’inferno dei commercialisti deviati, e dirà una volta per tutte addio all’eterno purgatorio del debito pubblico.

Il professor Pizzetti è ottimo giurista. Ma come altri professori, non ha proprio capito in che paese vive. (Marco Bracconi http://bracconi.blogautore.repubblica.it/)

martedì 21 agosto 2012

In onore delle poppe ?


Questo è ciò che è titolato sul sito di Libero in merito ad un articolo sulla bontà del fisico della giornalista Rai Paola Ferrari.

La maglietta di Calderoli ci è costata un milione di euro


Da lunedì è stato tolto il presidio di 8 agenti dalla villa di Roberto Calderoli, sui colli di Mozzo, in provincia di Bergamo. Il servizio, disposto fin dal 2006 dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di Bergamo dopo che l’ex ministro leghista indossò la t-shirt con la caricatura di Maometto finendo nel mirino degli estremisti islamici, impegnava ogni giorno 8 tra carabinieri, poliziotti e finanzieri, fissi di guardia davanti alla villa anche quando il senatore non c’era.

Scrive il Corriere:


Il servizio aveva scatenato le proteste dei sindacati di polizia Ugl e Siulp perché negli ultimi due anni era costato 900 mila euro. Calderoli —che ha mantenuto la scorta personale di 4 agenti a Roma e 4 a Bergamo —ha detto all’Eco di Bergamo: «Sono tornato un uomo libero. È una decisione che non fa seguito alle polemiche sulla scorta del presidente Gianfranco Fini, ma concordata una decina di giorni fa dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, nell’ottica di un ridimensionamento generale delle scorte. A tutti è stato abbassato di un grado il livello di sicurezza, e trovo che sia giusto». (www.giornalettismo.com)

sabato 18 agosto 2012

Omertà

Questo governo, che sta in piedi solo perché Berlusconi glielo permette, si prepara a fare quel che Berlusconi non era mai riuscito a fare: una legge contro le intercettazioni. Imbavaglierà la stampa, toglierà alla magistratura l’arma principale per combattere la corruzione, terrà i cittadini all’oscuro sulle malefatte dei politici. Così saranno tutti contenti: occhio non vede, cuore non duole. Più felici e grati di tutti saranno i corrotti e i mafiosi. Non avranno più niente da temere.
Questo scempio si potrà compiere grazie a una pressoché totale complicità da parte della politica e dei mezzi d’informazione. I leader e le testate che giustamente insorgevano quando il governo di Berlusconi minacciava il blitz, oggi che ad annunciarlo è Monti guardano dall’altra parte. Questo comportamento ha un nome preciso: si chiama omertà.
Che fosse o meno nelle sue intenzioni, la spinta per questo arrembaggio finale contro la magistratura e contro la libertà di informazione l’ha data il Presidente della Repubblica con la sua decisione di sollevare il conflitto di attribuzione contro i magistrati che indagano su una delle pagine più torbide e oscure nella storia dei rapporti inconfessabili tra lo Stato e la mafia.
Ieri su Repubblica, uno dei giornali che per le critiche mosse a Napolitano ha trattato noi dell’Italia dei Valori (e me Antonio Di Pietro personalmente), come irresponsabili ed eversori, è uscito un lucidissimo articolo firmato dal costituzionalista Gustavo Zagrebelsky che spiega nei dettagli come e perchè quell’iniziativa del capo dello Stato sia stata sbagliatissima da tutti i punti di vista, e abbia delegittimato i magistrati impegnati in una delicatissima inchiesta. Sono, come si può facilmente verificare, gli stessi argomenti che avevo adoperato io. Sono contento, quindi, di non passare più per teppista e provocatore.
Ma non basta riconoscere che il Colle ha sbagliato, ora che la frittata è stata fatta.
Bisogna impedire che il governo parta da quell’errore, come ha fatto ieri Monti nella sua inqualificabile intervista, per portare ai corrotti lo scalpo delle intercettazioni. Per questo io chiedo solennemente a tutti i partiti e a tutte le testate che avevano preso posizione contro le leggi bavaglio di non inchinarsi al ricatto di Monti e di avere il coraggio e la dignità di dire no anche a questo governo come lo dicevano a quello di Berlusconi.
Carta canta. Non ci vuole niente a rintracciare le loro argomentazioni contro le leggi bavaglio e a ripubblicare i loro infiammati articoli. Se oggi vogliono “voltare gabbana” dovranno almeno spiegare ai loro elettori e ai loro lettori che cosa è cambiato oltre al nome dell’inquilino di palazzo Chigi. (www.antoniodipietro.it)

venerdì 17 agosto 2012

La Chiesa Ortodossa non si tocca, le Pussy Riot condannate

La canzone-preghiera punk delle Pussy Riot del 21 febbraio 2012 nella Chiesa di Cristo Salvatore a Mosca dove chiedevano alla Madonna di cacciare Putin.



giovedì 16 agosto 2012

La battuta del giorno

"Tante foto per le tette ma il mio lato B è anche meglio". (Maria Rosaria Rossi, PDL. E ti pareva !)

Decreto Salvakiller

Il cosiddetto Ministro dell'Ambiente, Clini, sta disperatamente cercando di “evitare un decreto d’urgenza” per ribaltare le ordinanze dei giudici di Taranto sull’Ilva. Ma non sa se ce la farà, perché si sa come sono fatti questi decreti: ti capitano fra capo e collo a tradimento, d’urgenza, e soprattutto a tua insaputa, senza che tu li abbia né voluti né firmati. Un po’ come i temporali d’estate. Accadono, ecco. Precipitano. E non c’è verso di evitarli. A meno che, si capisce, i giudici non cedano al ricatto del governo, che a sua volta cede al ricatto dell’Ilva, nel qual caso il decreto si può evitare, come pure “il ricorso alla Consulta”. E addio “conflitto”, anzi “potremo lavorare insieme”. Fanno il racket e lo chiamano pace. Clini auspica “un colloquio almeno col Procuratore capo”: per trovare “un punto di equilibrio” e “lavorare insieme”. Come se la Procura potesse dare ordini al Gip (e non viceversa); se i giudici potessero “lavorare insieme” ai politici”; e se la Giustizia fosse un suk arabo dove si contratta, tipo tappetari e vuccumprà: “Tu vuoi il sequestro, io no, allora veniamoci incontro: facciamo mezzo sequestro e un bacio sopra”. Saldi di fine democrazia. Chissà dove hanno studiato diritto questi giuristi della mutua travestiti da “tecnici”: forse alla scuola Radio Elettra, per corrispondenza.

Il Messaggero informa che, in tenuta tirolese, “Monti segue passo passo dall’Engadina l’operazione salva-Ilva” e ha sguinzagliato i suoi sherpa, i due Corradi, Passera e Clini, a cercare “un contatto diretto col procuratore Sebastio per ‘una moral suasion garbata e discreta’. Obiettivo: convincere i magistrati a rinunciare allo spegnimento, illustrando una volta di più il piano di risanamento dell’azienda”, che guardacaso arriva proprio ora che si muovono i giudici dopo 30 anni di strage indisturbata. Ma dei morti di cancro nessuno parla, in questo delirio su fantomatiche “invasioni di campo dei magistrati nella sfera dell’esecutivo” e “menomazioni della politica industriale del governo”. C’è da augurarsi che il procuratore Sebastio, persona seria, metta alla porta i due postulanti dopo aver loro impartito un corso accelerato di diritto penale e costituzionale. Così finalmente lo vedremo, questo famoso decreto che rovescia un provvedimento giudiziario sgradito.

L’ultimo precedente risale a metà anni 80, con i due “decreti Berlusconi” imposti da Craxi per annullare il sequestro degl’impianti Fininvest fuorilegge. Ci riprovò due anni fa B., per annullare le sentenze su Eluana, ma Napolitano gli fece sapere che era fatica sprecata: l’avrebbe rispedito al mittente. Chissà se ora farà lo stesso con l’amato Monti, o firmerà un decreto incostituzionale che legalizza l’illegalità; seppellisce l’indipendenza della magistratura e il primato della legge e della salute sul profitto privato; e spiega ai famigliari dei morti e dei malati che devono rassegnarsi, qualche centinaio di vittime non sono nulla di fronte ai fatturati della famiglia Riva che tanto ha dato al Paese e soprattutto ai politici. Del resto – argomenta Clini – i morti risalgono alla gestione Italsider e Riva è arrivato da poco: aspettiamo che crepi qualche malato per la gestione Riva, poi vedremo.

Così, 18 anni dopo il decreto Salvaladri, avremo un bel decreto Salvakiller, stavolta fra gli applausi di centro, destra e sinistra. A proposito di sinistra: dopo sette anni di governo (si fa per dire), Vendola farfuglia di un “tavolo del dialogo con le parti”, di “confronto con i magistrati” e annuncia di aver chiesto all’Ilva nientemeno che “di confermare il nuovo stile dell’azienda”. Come? Con “atti concreti” e un “cronoprogramma” per “ambientalizzare finalmente la fabbrica”. Quando? “Quanto prima”. Dopo sette anni. Infatti “lo sguardo di chi governa” deve evitare “che l’ardire utopico dei pensieri lunghi si pieghi alla disperazione di un presente immobile, quasi divorato dal suo passato”. Gliele ha cantate chiare. È la famosa “sinistra radicale”. (Marco Travaglio - IL FATTO QUOTIDIANO -)

Antisocial media

Peccato che alle OIimpiadi mancasse la specialità del “tiro della merda” via twitter, Facebook o blog, perchè la squadra italiana avrebbe stravinto ogni medaglia. Lo scatenamento di scannatori naturalmente anonimi e tagliagole da tweet contro quel tirolese che marciava a epo (ed è stato beccato, a differenza di altri “eroi” purissimi, altissimi velocissimi, fortissimi che “risultano negativi ai controlli” …) è stato allucinante. Se la Rete deve diventare una chiavica come il blog di Casaleggio (se ne consiglia la lettura ai soli analfabeti), cioè una discarica di liquami tossici spacciati per “libertà di opinione”, per critiche o per idee nuove e “ggiovani”, tanto varrebbe tornare alla tavolette di cera. I cosiddetti social media stanno trasformandosi, soprattutto, ma non solo in Italia, in centri di raccolta per sociopatici e per tutti i sofferenti, cronici o acuti, di disturbi della personalità. Antisocial media. (Vittorio Zucconi http://zucconi.blogautore.repubblica.it/)

Sono un fan di Vittorio Zucconi e rispetto tutte le sue opinioni anche quando non le condivido.

martedì 14 agosto 2012

Come le indossa lui...


Da qualche ora circola in rete la foto della nuova camicia indossata da Formigoni e anche il Blog dell' Opinione l'ha fatta sua grazie a http://nonleggerlo.blogspot.it/

lunedì 13 agosto 2012

Un certo tipo di consulente finanziario

LONDRA – Danielle Mangar, 27 anni, madre di cinque figli, è andata su tutte le furie quando il direttore di un istituto di credito, al quale aveva chiesto un prestito, le ha detto che sarebbe stato meglio se avesse “tenuto le gambe chiuse”.

Danielle, 27 anni, sposata da dieci con il padre dei suoi figli, era al telefono con il direttore della sede Advantis della sua città per discutere di un prestito di 350 £. L’uomo dinanzi alle richieste della donna le ha offerto la possibilità di pagare il 30 per cento. Danielle racconta: “Gli ho detto che sarebbe stato difficile per me dal momento che ho cinque figli e mi ha detto di restare in linea. Poi però ho sentito dire: ‘Beh, se sei una madre di cinque dovresti aver imparato a tenere le gambe sanguinanti chiuse”.
Il bancario deve aver ovviamente pensato di aver messo la donna in attesa, ma lei aveva sentito tutto. A quel punto Danielle gli ha chiesto: “Che diavolo hai detto?’ Ma lui ha riattaccato.

Danielle, di Taunton, Somerset, racconta al Sun di aver richiamato ma le è stato risposto che la società stava trattando come una denuncia ufficiale. Advantis ha detto di non poter commentare sui singoli casi. (www.blitzquotidiano.it)

La battuta del giorno

"In Italia c'è bisogno di far ripartire l'economia: l'interprete più credibile della necessità di rilanciare lo sviluppo è Silvio Berlusconi. Il suo coinvolgimento non è demagogico o di convenienza. Non è uomo capace di fingere". (Denis Verdini PDL, un altro che dovrebbe arrendersi !) grazie a http://nonleggerlo.blogspot.it/

Passaparola - Lassu' al Sud - Pino Aprile - (dal blog www.beppegrillo.it)

venerdì 10 agosto 2012

Ecco a voi il Parlamento della vergogna: 161 voltagabbana, record storico.



Un record assoluto che continua a consolidarsi. Il Parlamento più impresentabile della storia repubblicana passerà alla storia anche per un altro nobile guinness: quello dei cambi di casacca. 161 transfughi in 4 anni, alcuni per convinzione, molti altri per interesse. Deputati che hanno cambiato 2, 3, 4, 5 volte gruppo o partito, e la legislatura non è ancora finita. Lo stupro dell'assenza di vincolo di mandato, alla faccia dei padri costituenti.


Qualche esempio. C'è l'Onorevole Antonio Razzi, che a settembre 2010 disse: "Mi tentano, ma io resisto, vogliono pagarmi il mutuo, ma ho una faccia sola e voglio restare con Di Pietro, fino alla morte. Chi glielo va a dire ai miei elettori poi che sono stato comprato da un altro partito?". Dopo pochi mesi eccolo con Berlusconi, giusto in tempo per salvarlo dalla sfiducia: "Di meglio del Cavaliere non ce n'é". Nell'elenco compare anche il buon vecchio Massimo Calearo, quello che "In Parlamento non ci vado più, è un lavoro usurante, e con lo stipendio mi ci pago il mutuo". Il percorso: Pd, Api, Misto, Popolo e Territorio. Non male anche lo slalom di Paolo Guzzanti, nell'ordine: Pdl, Misto, Noi Sud, Misto, Popolo e Territorio, Misto, Iniziativa Liberale. C'è Domenico Scilipoti, il deputato-simbolo dell'ultima, tragica fase berlusconiana. C'è Luca Bellotti, che lasciava il Pdl per Fli: "Chiedo a Fini di fare come Mosè, portaci fuori dalle acque, basta padroni, portaci verso il futuro!". Ed in men che non si dica rieccolo con B., premiato con un sottosegretariato: "E' l'ora della responsabilità". Non poteva naturalmente mancare Luca Barbareschi, anch'egli dal Pdl a Fli: "Per me il partito di Fini dev'essere un Fronte di Liberazione Nazionale, aderisco a Fli con lo stesso spirito con cui mio padre ha combattuto tra i Partigiani bianchi del Cln". E dopo una sospetta, allucinante serie di smentite e controsmentite, eccolo nel gruppo Misto a supportare Berlusconi: "Il Cavaliere mi ha ringraziato per la coerenza". (http://nonleggerlo.blogspot.it/)

Schwazer testimonial antidoping




Antalya è una cittadina turca con un bellissimo porto. Il mare è splendido. Anni fa, mentre mi trovavo in vacanza, fui avvicinato da due ragazzi che mi invitarono a seguirli per mostrarmi dei tappeti. Parlavano un italiano approssimativo, ma comprensibile. Esitai, loro capirono che non mi fidavo. Mi dissero "Non aver paura. Qui non siamo in Italia". Dopo questa affermazione non potevo che accettare l'invito. Nel loro magazzino ricolmo di tappeti di ogni forma e colore, mi offrirono il tè più volte e mi descrissero la costa che da Antalya arriva fino al confine con la Siria, il resto del mio viaggio. Comprai infine un tappeto (piccolo) dopo una lunga contrattazione sul prezzo. Ricordo Antalya come un luogo sicuro e civile. Perché lo scrivo? Per il semplice motivo che non credo che Alex Schwazer possa essere entrato in una farmacia di Antalya e aver messo sul bancone 1.500 euro per comprare l'eritropoietina per doparsi. Il tutto dopo essersi "informato" su internet su come migliorare le sue prestazioni attraverso i farmaci. Ma neppure alle Olimpiadi di Paperopoli potrebbe succedere. Il portabandiera olimpico di Pechino e medaglia d'oro nella cinquanta chilometri di marcia era l'atleta di punta della spedizione londinese. Nessuno lo ha seguito in questo periodo? E' stato lasciato solo a doparsi, come un tossico in uno slum senza che nessuno sospettasse nulla tranne la Procura di Padova? Possibile? Il ragazzo mi sembra un capro espiatorio che assume su di sé, per motivi che non conosco, ogni responsabilità.
Il nazionalista Petrucci ha avuto un'idea formidabile: Schwazer testimonial contro doping! "Dovrebbe diventare il leader nella battaglia contro il doping" e ha aggiunto, negando l'evidenza di uno scandalo planetario: "Non dimentichiamo che l'Italia è all'avanguardia mondiale nella lotta al doping, con le leggi migliori al mondo". Belin, questo ai politici gli dà la baia. L'idea petrucciana ha però del buono. Si potrebbero proporre Riina e Provenzano come testimonial contro la mafia. Licio Gelli in prima fila contro la P2 e la Franzoni donna immagine contro i maltrattamenti ai minori. (www.beppegrillo.it)

giovedì 9 agosto 2012

Zero tituli

Il regime dei Cinque dell’Apocalisse (Quirinale, Avvocatura dello Stato, Procura della Cassazione, Csm e Governo) che assedia la Procura di Palermo può ritenersi soddisfatto. La notizia anticipata dal Fatto sul procedimento disciplinare contro i pm Messineo e Di Matteo, rei del terribile delitto di intervista, ha raccolto l’audience mediatica auspicata: omertà assoluta di politici, giornali e tg. Fa eccezione il Foglio che, per quanto clandestino, fa il suo sporco mestiere: plaude al Pg della Cassazione e lo esorta a radere al suolo la Procura, “luogo di mille abusi”, anche con processi penali per “violazione del segreto istruttorio”.

Pazienza se il segreto istruttorio è stato abrogato nel 1989 e se per le toghe – lo dimostreremo domani – rilasciare interviste non è illecito disciplinare, ergo l’unico “abuso” è proprio il procedimento disciplinare contro Messineo e Di Matteo. Quanto agli altri quotidiani – direbbe José Mourinho –, “zero tituli”. Compresi il Giornale e Libero che forse, per la prima volta nella storia, provano un filo d’imbarazzo. Ma anche Repubblica, sempre in prima linea a protestare quando i governi B. promuovevano od ottenevano azioni disciplinari contro i pm più impegnati (nelle indagini su B. & his band).

Munendosi di microscopio elettronico, si rinvengono su Repubblica alcune righe riservate alla notizia, pudicamente nascoste in fondo a un articolo dedicato a tutt’altro dal titolo “Caso Mancino-Quirinale, no alla legge ad hoc”, per evitare che qualcuno le noti. Problemi di spazio, probabilmente, in una giornata dominata da notizione come il pensiero di Brunetta su Monti, “Porcellum, la battaglia solitaria del soldato Giachetti”, “L’Italia dei borghi a 5 stelle”. Sul Corriere, neanche tre righe camuffate dietro la siepe: in compenso, ampio spazio al pensiero di Follini, alla gigantografia della famiglia reale Giorgio & Clio sulla sdraio a Stromboli, agli alti lai del nuovo Pellico, il ciellino Simone detenuto per corruzione dunque “prigioniero della politica e dei magistrati”.

Seguono le polemiche sullo spot agreste di Aldo, Giovanni e Giacomo e gli scoop del giorno: “La collanina del primo amore” dello scrittore Buzzi, “Il gossip non è più quello di una volta”, “Gli ultimi ciak dei Soliti idioti” e la “caccia ai polpi di Ponza”. Roba forte, altro che la caccia ai pm della trattativa. Non manca, sul Corriere, il diario di un cane che risponde all’angosciante interrogativo: “Perché nascondono sempre il mio osso?”. E non è mica l’unico cane a scrivere sui giornali. La Stampa regala un paginone su “le vacanze misurate degli onorevoli”, poi s’avvicina pericolosamente alla trattativa: “Tanti indagati, poche condanne”. Allusione a Stato e mafia? No, ai finti ciechi, vera emergenza nazionale. E volete mettere, poi, la ricomparsa del “maschio alfa fra i lupi dei Monti Sibillini”? Si dirà: almeno l’Unità, con la sua centenaria tradizione antimafia, gliene dirà quattro a chi vuol fermare i pm. Invece no. Siccome non c’è peggior Sardo di chi non vuol sentire, c’è ben altro in menu: “Bersani: i progressisti non si chiudono nell’autosufficienza”, “Sui valori della Carta d’intenti si può ricostruire la politica”, “Geografie dell’utopia” (ma anche, volendo, utopie della geografia) e l’imprescindibile “Elogio del ‘non so’”. Più che un titolo, un piano editoriale. (Marco Travaglio - IL FATTO QUOTIDIANO -)

La battuta del giorno

"I magistrati prendono 10-15mila euro al mese e spesso non fanno un cazzo ... Poi ci sono quelli che si inventano i processi, quelli che mettono la cimice nel culo di Napolitano. Uno a 86 anni si deve ritrovare una cimice sotto il culo perché Ingroia deve ascoltare come scorreggia". (Vittorio Sgarbi) grazie a http://nonleggerlo.blogspot.it/)

mercoledì 8 agosto 2012

Il Napoli spia l'allenamento



La Supercoppa val bene una spiata. Ieri Walter Mazzarri ha mandato due suoi stretti collaboratori (il tattico Enzo Concina e l’osservatore Claudio Nitti) a osservare l’allenamento pomeridiano della Juve. Il fatto, però, è che l’allenamento era chiuso agli estranei. I due collaboratori di Mazzarri si sono ingegnati e hanno trovato una soluzione. Sotto le tribune dell’Olympic Sport Center Stadium ci sono alcuni locali adibiti a palestra con vista sul campo. Lì, proprio in contemporanea con l’allenamento della Juve, erano in programma le lezioni di judo per bambini cinesi. E così, mischiati ai genitori, Concina e Nitti si sono intrufolati nell’impianto. Mentre tutti guardavano i bambini, il loro sguardo era concentrato sul campo. Il flash della macchina fotografica, però, li ha fregati: la security della Juve è intervenuta e ha chiamato Fabio Paratici che si è avvicinato alla palestra. Il direttore sportivo bianconero ha intercettato Concina e Nitti che, ormai scoperti, cercavano di andare via rapidamente. Non è stata certo una bella figura per il Napoli e in particolare per i due spioni di giornata. Paratici ha anche chiamato il d.s. napoletano Riccardo Bigon per lamentarsi del comportamento che ha stupito e infastidito la Juve. (G.B. Olivero - LA GAZZETTA DELLO SPORT -)

Titolo del film "Le spie venute dal Sud", Franco Franchi e Ciccio Ingrassia ne avrebbero fatto un cult movie.

Achtung! Consigli ai vacanzieri in Grecia in caso di dracma



Sarà anche una provocazione, sebbene contenga minuziose istruzioni, ma pezzi come quello comparso oggi sulla rivista Focus in edizione tedesca, ci fanno capire con solare evidenza come i vertici europei e nazionali, nascondono molte cose. Il magazine infatti pubblica una serie di istruzioni rivolte a chi si trova in Grecia su come comportarsi nel caso si trovassero nel bel mezzo di un passaggio dall’Euro alla Dracma.

Come si vede dal titolo, Focus non parla di Touristen, parola che potrebbe applicarsi a chi si reca in Grecia in qualsiasi periodo dell’anno, ma proprio di Urlauber, cioè di vacanzieri, parola che ha uno specifico riferimento all’estate, anche se per i tedeschi il periodo si estende tranquillamente anche a tutto settembre. Segno che l’evento potrebbe anche essere imminente.

Se a Bruxelles è tutto un accavallarsi di accenni e di rapide smentite, evidentemente un evento del genere è ormai atteso, quasi dato per scontato, nonostante tutti i tentativi di tamponare la situazione almeno fino alle elezioni americane. Del resto i numeri non è che lasciano molte speranze: la Grecia è già stata massacrata a sangue e non ci sono più grandi spazi per una sua permanenza nella moneta unica a meno di non prospettare un ritorno allo schiavismo e alla vendita delle vergini.

La cosa che dovremmo ricordare è che per almeno due anni Atene è stata sottoposta a sacrifici incredibili e a un brutale esproprio di sovranità proprio per farla rimanere nella moneta unica. Ma le ricette imposte – più meno le stesse che da noi, anche se più draconiane – si sono rivelate catastrofiche e hanno avuto il solo effetto di distruggere l’economia. Così dopo tanto inutile accanimento contro salari e diritti, si comincia apertamente a dire che un uscita dall’euro è inevitabile: solo che con un’economia ridotta ai minimi termini e una popolazione stremata, l’eventuale ritorno alla moneta nazionale sarà certamente più travagliato di quanto non sarebbe stato nel 2010.

Si sarà proprio bene ricordarlo nei prossimi mesi. (http://ilsimplicissimus2.wordpress.com/)

El calvo


Ma no, è un sosia per giunta comunista !

martedì 7 agosto 2012

Berlusconi in crociera con i lettori del Giornale



Tornano i viaggi de ilGiornale. Dal 15 al 22 settembre i nostri lettori potranno viaggiare sulla nuovissima MSC Divina tra Italia, Grecia, Turchia e Croazia.
E a bordo, oltre alle firme del nostro quotidiano - come Gian Galeazzo Biazzi Vergani, Paolo Granzotto e Mario Cervi, ma anche Alessandro Sallusti - ci sarà stavolta un ospite speciale: Silvio Berlusconi.

Un evento che sta avendo una grande eco sul web e sui media. Tutti, giornali e blog, parlano del ritorno in crociera del Cavaliere che, come già fece nel 2000, apre la campagna elettorale incontrando i lettori su una nave da crociera, pur non partecipando per tutta la durata del viaggio. Dodici anni fa, per Berlusconi fu un trionfo: il viaggio nel Mediterraneo con la nave Azzurra Libertà portò bene alle successive elezioni regionali e lo condusse fino a Palazzo Chigi nel 2001.

Tra conferenze e incontri con i giornalisti, quindi, i partecipanti potranno dire la loro su quanto leggono (o vorrebbero legger) su ilGiornale, ma anche sulla politica interna e sulla situazione del Paese, confrontandosi con il leader del partito di maggioranza.

Si parte da Venezia il 15 settembre e si attracca a Bari il 17 per poi navigare alla volta di Katakolon (Olimpia), Izmir (Smirne), Istanbul e Ragusa (Dubrovnik). Oltre al relax, alle escursioni e alle attività ludiche sono previsti dibattiti su vari temi storici, archeologici, politici, culturali, sportivi e di attualità. Diverse le possibilità di ospitalità a bordo: cabina interna a 980 euro; cabina esterna a 1.190 euro; cabina esterna con balcone 1.370 euro. Supplemento singola da 490 euro; terzo e quarto letto adulto 660 euro. I ragazzi fino a 18 anni in cabina con 2 adulti pagheranno solo 260 euro. Le tariffe comprendono già la quota d'iscrizione e le assicurazioni, ma anche le bevande durante i pasti, l'escursione guidata a Efeso, un cocktail di benvenuto, 2 serate di gala, l'utilizzo di tutte le attrezzature della nave, la partecipazione alle attività di animazione e tutto quanto normalmente offerto a bordo.

Per informazioni e prenotazioni: Passatempo, tel. 035/403530; info@passatempo.it. (Luisa De Montis ovviamente Il Giornale)

Le allegre serate saranno allietate da spettacoli di burlesque, piano bar, cabaret, frizzi e lazzi sotto l'abile regia di....avete indovinato, complimenti.

Persecuzione

È bene dirlo con la massima chiarezza che le notizie sull’azione disciplinare avviata dal Pg della Cassazione contro i vertici della Procura di Palermo ci parlano ormai di una vera e propria strategia persecutoria scatenata da alcuni organi dello Stato contro altri organi dello Stato preposti alla ricerca della verità nella lotta ai poteri criminali. Che poi questa strategia finisca per scardinare e delegittimare gli uffici giudiziari siciliani è pura constatazione che nasce dall’osservazione dei fatti.

Prima la campagna forsennata condotta (con l’ausilio di giornaloni e giornalacci compiacenti) contro il pm Antonio Ingroia, colpevole di avere sfidato chi tenta dall’alto di imbavagliare l’indagine sulla trattativa fra pezzi delle istituzioni e mafia a rivendicare la “ragion di Stato” e festosamente accompagnato in Guatemala dopo essere stato lasciato solo “in una stanza buia”.

Poi la pratica aperta presso il Csm per il trasferimento d’ufficio di Roberto Scarpinato, Pg a Caltanissetta, reo di aver ricordato, pochi giorni fa, nel ventennale della strage di via D’Amelio, l’impegno di Paolo Borsellino per ripristinare la credibilità dello Stato minata da quanti, pur ricoprendo cariche pubbliche, conducevano (e magari ancora conducono) vite improntate a quello che egli definì “il puzzo del compromesso morale che si contrappone al fresco profumo della libertà”.

Tocca ora al pur prudentissimo capo della Procura palermitana Francesco Messineo e al sostituto Nino Di Matteo assaggiare la frusta del sinedrio degli scribi e dei farisei, posti a guardia di una inesistente sacralità del Quirinale e del suo inquilino. Sembra infatti che a Di Matteo venga rimproverata l’intervista a Repubblica in cui parlava delle intercettazioni indirette di Giorgio Napolitano a colloquio con Nicola Mancino (notizia peraltro già rivelata da Panorama); Messineo invece dovrebbe discolparsi per una sorta di omessa vigilanza sul suo pm.

Un clima cupo, insomma, a cui hanno già dato una vigorosa risposta i 320 magistrati firmatari dell’appello in favore di Scarpinato. E a cui sicuramente, con la Procura di Palermo sotto attacco trasversale, si uniranno altre voci. A cominciare dalla nostra. (Antonio Padellaro - IL FATTO QUOTIDIANO -)

No all’ennesima fiducia, spending review incostituzionale


Alla Camera il voto sulla spending review, con l’ennesima fiducia. Questo il mio intervento di oggi pomeriggio. (www.antoniodipietro.it)

lunedì 6 agosto 2012

Ci sarà una spiegazione

Alle Olimpiadi londinesi la maggior parte delle medaglie, se ho controllato bene, sono giunte dalle seguenti discipline : carabina libera, fioretto a squadre maschile e femminile nonchè quello individuale femminile, sciabola a squadre, carabina 10 mt., sciabola individuale, tiro con l'arco, trap.
Alla luce di questi risultati si può dedurre frettolosamente che siamo un popolo di terribili cecchini ?

La battuta del giorno

"Alessandro Manzoni è stato una canaglia, un grande traditore ... il romanzo "I Promessi Sposi" si studia a scuola non perché è una grande opera, visto che è un mattone, ma perché era scritto nella lingua italiana. Ma presto anche noi pubblicheremo il dizionario della lingua padana." (Umberto Bossi, uno che dovrebbe arrendersi) (grazie a http://nonleggerlo.blogspot.it/)

Passaparola - Salaam Palace - Donatella D'Angelo - (dal blog www.beppegrillo.it)

domenica 5 agosto 2012

Portabandiere e portabandiere


...lei porta la bandiera e stravince tutto....

Il professor faccia tosta



A noi immersi nella provincia dell’informazione teleguidata e della paura sembra davvero di aver fatto un grande passo avanti nella considerazione altrui da quando non c’è più Berlusconi con i suoi cucù, le sue corna e la sua cafonaggine. Purtroppo non è così, continuiamo ad essere visto come servili e inaffidabili al tempo stesso, continuiamo ad affondare senza dignità. Oggi in un’intervista allo Spiegel il premier, dopo aver detto ancora una volta che bisogna far perdere di importanza i Parlamenti nazionali, avverte del pericolo che si crei in Italia uno spirito antitedesco.

Certo è ammirevole l’arlecchinesca capacità di costui di saltare da padrone a padrone come un funambolo. Si, perché chi segue la stampa tedesca sa bene che Monti è stato definito inaffidabile e traditore praticamente da tutti i media, perché ha approfittato della vacanza o meglio del “ritiro” di qualche giorno della cancelliera a Solda in Alto Adige, per correre da Rajoy e da Hollande a cercare alleanze senza aver fatto sapere nulla prima. Sulla vicenda c’è anche un documento impietoso e durissimo della Cdu riportato da tutta la stampa. Cosa di cui in Italia non si è saputo nulla. Invece di costituire e costruire un fronte comune, tenta di strappare qualche beneficio dietro le spalle con risultati pessimi, proprio perché gli altri leader europei cercano politiche e non se ne sanno che fare delle combriccole, dei giochini e di uno che davanti ti dice una cosa e dietro un’altra. Per cui anche i nostri potenziali alleati lo hanno trattato con grande freddezza.

Adesso, dopo aver risuscitato tutti gli pregiudizi sugli italiani, casomai ce ne fosse stato bisogno, dopo aver creato ostilità in Germania e inbarazzo in Francia e Spagna, se ne esce col sentimento anti tedesco che tra l’altro, è colpa della sua sudditanza assoluta e incapacità di rappresentare dignitosamente e vigorosamente le ragioni delPaese. Se Berlusconi rappresentava a pieno l’italiano inaffidabile per la sua svagatezza, insomma la parte pizza e mandolino con intarsi di gallismo indecoroso, questo invece ci butta dentro un calderone di sospetti e di machiavellismo nascosti dietro la sobria facciata dello yes man che non sa dire di no guardandoti negli occhi, ma poi cerca gli angoli bui per tentare aggiustamenti. Dentro un vago sentore di marcio che noi non riusciamo più a sentire, ma che altrove comincia a parere nauseabondo. (http://ilsimplicissimus2.wordpress.com/)

venerdì 3 agosto 2012

Svendola

Di Pietro ha una fortuna sfacciata. Se il Pd fosse guidato da persone intelligenti (ipotetica del terzo tipo), lo avrebbero annesso in un bel centrosinistra tradizionale e, all’ultimo istante ci avrebbero infilato l’Udc. Così l’avrebbero definitivamente neutralizzato, sedato, spento. Costretto a far digerire ai suoi il matrimonio morganatico con l’Unione dei Condannati e con l’imputato Vendola, oltreché coi nuovi nemici della Procura di Palermo, avrebbe regalato a Grillo gran parte dei suoi elettori. E, prigioniero di un’alleanza in cui non sarebbe stato determinante, si sarebbe ridotto a ruota di scorta, pelo superfluo, portatore d’acqua di un progetto nefasto per quel che resta della nostra democrazia, e anche per lui: la grande ammucchiata destra-centro-sinistra che il Quirinale, le banche e i partiti hanno già deciso al posto nostro per la prossima legislatura, con la scusa dello spread.
B. ci starà perché, non potendo più vincere le elezioni, deve almeno fingere di non perderle, tenendo una zampa nel governo per seguitare a ricattarlo in cambio dei soliti favori penali e aziendali. Anche Casini deve fare la mosca cocchiera di una carovana tanto grande da mascherare l’estinzione dell’Udc.
Gli unici che potrebbero fare da soli sono quelli del Pd, ma il vero segretario, Napolitano, non vuole, senza contare il loro sacro terrore di governare divisi su tutto. Vendola avrebbe potuto restare coerente ai valori del suo elettorato, ma ormai è un’anatra zoppa e lessa, tra processi e sgoverno della Puglia di cui il caso dell’Ilva di Taranto è soltanto l’ultima prova: meglio intrupparsi che contarsi.
La decisione di escludere Di Pietro era presa da mesi e le sue sacrosante critiche al Quirinale per le interferenze nell’inchiesta Stato-mafia e la guerra ai pm di Palermo sono una pietosa scusa. Di Pietro non è “affidabile” per l’ammucchiata che, con la scusa dell’Europa, dovrà fare ciò che non riuscì a D’Alema e B. con la Bicamerale: ripristinare il “primato della politica” sui poteri di controllo e chiudere violentemente i processi alle classi dirigenti, in primis quello sulla trattativa che coinvolge e spaventa un po’ tutti. Insomma riportare l’Italia al regime dell’impunità legalizzata.
Un golpe bianco gattopardesco che richiede la massima omertà: non dovrà muovere foglia in Parlamento, mentre tv e grande stampa inneggeranno al regime. Per chi non ci sta (Di Pietro, Grillo, liste civiche) è già pronto il confino politico-mediatico: irresponsabili, nemici dell’Europa, untori dello spread, eversori da isolare e silenziare.
Resta solo da vedere se sarà ancora Monti a guidare il “nuovo” governo, o traslocherà al Quirinale cedendo il posto a Passera (è indagato per frode fiscale, dunque in pole position): ormai l’unico a credere che il premier sarà Bersani è Bersani. Ma la politica del futuro resterà la stessa, detta anche pudicamente “agenda Monti”: prendere ai lavoratori per dare ai banchieri, prendere agli onesti per non disturbare i ladri. E massacrare le guardie.
L’ostracismo all’Idv deciso dal Pd e digerito da Svendola regala a Di Pietro due occasioni d’oro. 1) Fare pulizia nel partito a sua insaputa: la prospettiva di qualche strapuntino nell’ammucchiata che verrà ingolosisce i dipietristi-democristi, vecchie muffe che non stavano con lui per difendere la legalità, ma per agguantare qualche cadrega e qualche titolo sui giornali, e ora se ne vanno senza bisogno di cacciarli. 2) Tornare alle origini per catalizzare il fronte trasversale che non ci sta (non solo a sinistra) al regime del “tutti dentro” e prepararsi a guidare l’opposizione con i giovani di 5 Stelle (la Lega, ormai, sfugge ai radar).
Ce la farà? Solo se una volta tanto azzeccherà i candidati, tenendo alla larga gli Scilipoti e i Lannutti vecchi e nuovi. A costo di sciogliere l’Idv per aprirsi al mondo delle professioni, della Fiom, dei nuovi sindaci. Gli errori degli ultimi anni fanno dubitare che ne sarà capace, ma c’è sempre una prima volta.
La fortuna non è mica eterna. (Marco Travaglio - IL FATTO QUOTIDIANO -)

Fuori i soldi !



Quando si afferma che in Italia non ci sono soldi, che non si possono fare tagli, si afferma una colossale balla. Semplicemente, il Sistema non può segare il ramo dove è seduto, un ramo di privilegi, di connivenze, di "roba" dello Stato affidata agli amici, di opere inutili come la Tav affidate alle cooperative rosse, di sperperi colossali senza ritorno occupazionale. Rigor Montis è ridotto alla parte del mendicante, del viandante europeo con il piattino in mano per chiedere agli Stati europei di comprare i nostri titoli per non fallire. Un giorno a Berlino, il giorno seguente a Helsinki e il successivo a Parigi. I premier europei lo scansano come un questuante. Ma i soldi ci sono, bisogna solo andarli a prendere.
Iniziamo oggi con i risparmi dalle pensioni d'oro che gridano vendetta al cospetto di Dio, degli imprenditori suicidi, degli operai in mezzo a una strada, delle devastazione del tessuto produttivo delle PMI, degli esodati presi per i fondelli. Le pensioni d'oro sono 100.000 con un costo annuo di 13 miliardi, se venissero abbassate a 5.000 euro netti al mese, il risparmio ANNUALE sarebbe superiore ai 7 miliardi di euro. In luglio i parlamentari hanno bocciato un emendamento per portare le pensioni d'oro a un minimo di 6.000 euro netti al mese e, se cumulate con altri trattamenti pensionistici, a 10.000. Rigor Montis si è ben guardato da fare un decreto legge. Il Parlamento è come Fort Knox. Gli ex parlamentari percepiscono 2.330 pensioni, pari a 219 milioni di euro all'anno, di cui solo 15 milioni versati da loro. Gli altri 204 li pagano gli italiani con le tasse più alte del mondo. Conoscere i dettagli dei pensionati d'oro fa venire la bava alla bocca. Giuliano Amato prende 31.000 euro lordi AL MESE, 9.000 di vitalizio da ex parlamentare, 22.000 dall'INPDAP da ex professore universitario. Come potrebbero vivere senza un vitalizio gli ex parlamentari? Che mestiere potrebbero fare un D'Alema o un Gasparri dopo decenni di onorato servizio? Il vitalizio è una necessità per non lavorare, a destra come a sinistra. Oliviero Diliberto ha diritto a 7.959 euro dall'età di 51 anni, Franco Giordano a 6.203 euro dall'età di 50 anni, Waterloo Veltroni 9.000 euro da quando aveva 49 anni, che incassò prima di ritornare a prendere lo stipendio da deputato. Come vi sentite adesso? Siete ancora in grado di pagare la cartella di Equitalia con il sorriso sulle labbra e di andare in pensione a 67 anni, se ci arriverete vivi? I vitalizi vanno aboliti e quelli in vigore abbassati a 3.000 euro lordi. L'acqua è frizzante, ripeto: l'acqua è frizzante. (www.beppegrillo.it)

giovedì 2 agosto 2012

Rai, da Michele Santoro a Emanuele Filiberto?

Il consiglio di amministrazione della Rai ha deciso di dare una sforbiciata alle spese di rappresentanza. Non si tratta certo di una rivoluzione, ma sicuramente è stato un segnale di stile da non sottovalutare, insieme ad altri segnali che hanno denotato attenzione e garbo inedito nei confronti di una impresa nella quale era stato abolito anche il galateo.

Ora, naturalmente, ci attendiamo anche altri gesti a cominciare dal recupero di chi è stato dequalificato, demansionato, allontanato, per ragioni non di tipo professionale.
La serata con Emanuele Filiberto, su Rai2, nello spazio un tempo occupato da Michele Santoro sarà sicuramente ” un regale successone”, ma certamente non restitusice a milioni di cittadine e di cittadini il programma che erano abituati a scegliere e che fu chiuso perchè non piaceva al proprietario di Mediaset.

Siamo sicuri che il “galateo aziendale” sarà presto ripristinato anche nei palinsesti. Per ora, per quanto riguarda il fronte del video, cioè quello che si vede in tv o si ascolta per radio, non si sono colti segnali di novità.
Gli espulsi non sono rientrati, i temi e i soggetti sociali oscurati sono restati tali. Restiamo in attesa di essere “piacevolmente” sorpresi e clamorosamente smentiti. (Beppe Giulietti - IL FATTO QUOTIDIANO -)

L’auto-alleanza del Cavaliere

Sulla possibile alleanza di governo Bersani-Casini-Vendola ognuno ha la sua opinione, e ognuna è legittima. Molto meno legittimo sembra l’argomento con cui i maggiorenti del Pdl e la stampa al seguito stano già attaccando i (presunti) avversari.

Gli Alfano e i Cicchitto sanno che mettere assieme Udc e Sel sarà – nel caso – un esercizio parecchio difficile. E subito segnalano che tra Vendola e Casini “ci sono posizioni inconciliabili”.

Quello che dimenticano è che il loro candidato premier le posizioni inconciliabili se le porta dentro in prima persona. Silvio vuole uscire dall’euro, ma Berlusconi no. Il Cavaliere scimmiotta Beppe Grillo, mentre l’ex premier fa il verso a Luigi Einaudi.

Una alleanza tra diversi è complicata. Ma se i diversi stanno nella stessa persona, diventa proprio impossibile. (Marco Bracconi http://bracconi.blogautore.repubblica.it/)

mercoledì 1 agosto 2012

Risolto il mistero di Federica Pellegrini

Dopo il totale flop alle Olimpiadi di Londra, il Paese si è chiesto "ma cosa fa Federica Pellegrini quando non nuota ?" e su You Tube ho trovato qualche risposta.


video

Addio a Gore Vidal


Si è spinto all’età di 86 anni Gore Vidal, uno dei giganti della letteratura americana contemporanea. Lo scrittore, da tempo malato, è morto nella sua casa di Los Angeles a causa delle complicazioni per una polmonite. Vidal è diventato celebre per aver trattato con coraggio ed ironia il tema della diversità sessuale. Il suo primo romanzo fu “La statua di sale”, il titolo italiano, nel quale raccontava in modo innovativo le vicende di un giovane gay, un romanzo dai tratti autobiografici. Uno dei suoi più grandi successi letterari fu “Myra Breckinridge”, che narrava le vicenda di una transessuale. La fama di Vidal si deve anche alla sua carriera di sceneggiatore di Hollywood, ed al suo impegno politico radicale. Vicino alla parte più progressista dei democratici americani, e nipote di un senatore del partito di Obama, Vidal ha sempre contestato l’imperialismo americano, e criticando gli effetti nocivi per le libertà civili dell’apparato di sicurezza degli Stati Uniti. (Andrea Mollica www.gadlerner.it)


Ho avuto l'onore di conoscerlo molti anni fa a Ravello. Un gigante.

Com'e' cattiva la Merkel! - Beppe Scienza - (dal blog www.beppegrillo.it)