mercoledì 3 novembre 2010

Il "pacco" bomba

Dopo l'allarme terrorismo per i pacchi sospetti intercettati nei giorni scorsi ad Atene, un presunto pacco bomba indirizzato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato scoperto nella notte a bordo di un aereo cargo Tnt. Il velivolo, decollato dalla capitale greca era diretto a Parigi, ma verso le 22.15 il pilota, appreso il possibile pericolo, ha disposto un atterraggio di emergenza all’aeroporto Marconi di Bologna. A segnalare la presenza del pacco sospetto a bordo è stato, infatti, lo stesso gruppo Tnt che ha rafforzato i controlli sulle merci.

Lo scalo di Bologna è stato chiuso e isolato, tutta la merce è stata scaricata e, al termine delle operazioni, sono intervenuti gli artificieri per disinnescare il plico. Al momento dell’intervento, il pacco si è incendiato senza provocare feriti. I resti saranno ora sottoposti ad analisi per ccomprendere quali sostanze fossero contenute nel pacco.
Da Parigi il carico sarebbe stato trasferito a Liegi, in Belgio, e successivamente a Roma. (LIBERO)

Curioso che questi pacchi bomba siano partiti dalla Grecia che con la crisi devastante che la flagella, avrebbe difficoltà anche ad acquistare i francobolli per una cartolina !



Il giorno della vergogna



Non bastava Ruby, la diciottenne marocchina che ha raccontato ai magistrati di Milano le ormai famigerate pratiche dei dopo cena di Arcore e che ora dichiara tutto e il contrario di tutto per risultare meno credibile. Non bastava Nadia, la 28enne escort di Reggio Emilia che fa tremare il premier (e non solo) con le sue deposizioni su incontri a base di sesso e droghe leggere, anche con il ministro Renato Brunetta. Ora le scorte si sfogano per l'umiliazione: "Vediamo un giro di ragazze pazzesco. Moltissime auto a noleggio con conducente, alcuni pulmini, di quelli da 10-15 posti. E' mai possibile che dobbiamo vergognarci, noi che vorremmo lavorare per le istituzioni e difendere lo Stato?". E persino il Forum delle famiglie, nel giorno in cui il presidente del Copasir Massimo D'Alema chiede nuovamente di sentire il premier per parlare della "sua sicurezza", rilascia alle agenzie una nota che prende le distanze da B.. Per quanto tempo ancora gli italiani dovranno vergognarsi del presidente del Consiglio?. (www.ilfattoquotidiano.it)

martedì 2 novembre 2010

C'era un governo

So di parlare a titolo personale, ma dire che sono stufo non rende neppure l'idea. Non si può campare pensando sempre che gli altri sono peggio, che i giudici sono comunisti e che Fini è un traditore: anche se ci fosse del vero in tutto quanto. Non si può passar la vita a difendere il privato di Berlusconi se poi Berlusconi non fa niente per difendere dal suo privato noi, cittadini o giornalisti che perdiamo intere stagioni a discutere delle sue mutande: e questo solo perché lui ha sottovalutato dei rischi o perché deve affermare qualche principio. Berlusconi sarà anche un genio, ma i suoi casini impediscono di dimostrarlo e fanno perdere un sacco di tempo al Paese: e parlo di casini autoprocurati, non di complotti dei poteri forti. Se di notte il Premier non telefona a Obama ma a Nicole Minetti, e se la liberazione di una cubista marocchina è divenuta la missione più rilevante della nostra politica estera, la colpa non è mia. Se il Lodo Alfano serve a guadagnare tempo e a non farlo perdere al Paese, e però per farlo ci vogliono tre anni, la colpa non è mia. Se dietro Berlusconi non c'è un partito ma c'è solo lui, oltre a una serie di soldatini imbarazzanti, la colpa forse è addirittura sua. Non ho capito se alle famiglie italiane arriverà davvero un opuscolo su quanto realizzato dal governo negli ultimi due anni, ma credo che i prossimi due anni alle famiglie italiane interessino addirittura di più. Ci facciano, anzi, ci faccia sapere. (Filippo Facci - LIBERO -)


Anche a Filippo Facci cominciano a girargli ?

Berlusconi nelle canne



La procura di Palermo ha già ascoltato un'amica di Perla Genovesi, ex assistente parlamentare del senatore Pianetta (Pdl) e trafficante di cocaina. La ragazza, che fa la cubista a Milano, racconta che le giovani invitate alle feste di Berlusconi a villa Certosa avevano a disposizione, sui comodini delle loro camere, dosi di marijuana da consumare prima dei party e parla di incontri a pagamento con il premier. I verbali verranno trasmessi alla procura di Milano e confluiranno nell'inchiesta sulla prostituzione che ha fatto emergere lo scandalo Ruby. Intanto le grandi firme degli house organ del presidente del Consiglio si smarcano dal Capo e non gli risparmiano ironia e rasoiate sulla sua condotta. Il Cavaliere è sempre più solo, ma continua ad ostentare sicurezza, si lancia in battute omofobe ("Meglio con le belle ragazze che gay") e torna all'attacco sulle intercettazioni telefoniche: "Faremo chiudere i giornali che le usano". L'inchiesta che lo sta travolgendo, però, si allarga e lo coinvolge sempre più da vicino. Alla luce nelle nuove rivelazioni arrivate dal capoluogo siciliano, si scopre perché Ruby doveva essere liberata a tutti i costi: il rischio che raccontasse tutto era troppo alto. (www.ilfattoquotidiano.it)

Serve pensare ad un'Italia diversa, insieme



Tra i commenti che lasciate sul mio blog e sulla mia pagina facebook, leggo spesso la richiesta, fatta a gran voce, di una nuova legge elettorale.

E’ una istanza molto importante in quanto, con le attuali norme, si nega ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente coloro che li rappresenteranno in Parlamento.

Questo sistema, infatti, è un guscio vuoto di democrazia. Può una legge elettorale consegnare alle segreterie di partito il diritto di scelta che, invece, spetterebbe ai cittadini? La risposta è sotto gli occhi di tutti. Tra l’altro, e lo abbiamo denunciato più volte, chi siede in Parlamento non risponde più al Paese, ma è un burattino nelle mani di colui che lo ha ‘scelto’.

E’ chiaro che in questa legislatura ci siamo dovuti confrontare con una maggioranza formata da dipendenti di Berlusconi e non con i rappresentanti del popolo. In tali condizioni, infatti, nessuno osa contraddire il capo per il timore di non essere ricandidato e nessuno ha il coraggio di staccare la spina visto che l’attuale sistema elettorale mette a rischio la poltrona.

In questo momento in Italia ci sono tre milioni di elettori che non vanno più a votare. L’astensionismo è la cartina di tornasole di una politica autoreferenziale che allontana sempre di più i cittadini dalle istituzioni. La verità è una: non votare significa rinunciare a un proprio diritto e accettare supinamente le scelte che altri faranno nel segreto delle urne.

E’ chiaro che tra gli scandali, i privilegi e le mancate promesse, non c’è da sorprendersi per lo stato delle cose, per la sfiducia degli italiani nei confronti di una politica corrotta e al servizio degli interessi della casta.

Per questo, oltre al cambio della legge elettorale, proporrò a tutte le forze politiche di far diventare legge le tre regole, contenute già in un ddl dell’IdV e presentato in Parlamento, secondo cui: i condannati non possono essere candidati; i rinviati a giudizio non devono assumere incarichi di governo, né a livello centrale né a livello locale; gli imprenditori che si sono macchiati di reati nei confronti della pubblica amministrazione non devono più partecipare alle gare di appalto pubbliche.

Queste sono le nostre priorità insieme ad una legge che elimina definitivamente quel conflitto d’interesse che pesa come un macigno sulla nostra democrazia: vogliamo che ci sia una reale inversione di tendenza restituendo la res publica ai cittadini. Vi chiedo di aiutarmi, impegnandovi a diffondere l’idea che un’alternativa è possibile, insieme a noi. (www.antoniodipietro.it)

lunedì 1 novembre 2010

Ognissanti

Passaparola di Marco Travaglio (dal blog www.beppegrillo.it)

Io rubo, tu Ruby, egli copre

L’altra sera al Tg La7 lo zio Tibia Sallusti spiegava che la Repubblica del Bunga Bunga vanta illustri precedenti: tutti i grandi della storia, da Napoleone a Mitterrand, da Kennedy a Clinton, amavano le donne. Invano Padellaro tentava di spiegargli che qui le donne c’entrano come i cavoli a merenda. Ieri Belpietro ripeteva a pappagallo su Libero che “la storia è piena di capi di Stato puttanieri. Il più noto è Kennedy” e poi Mitterrand, Clinton e tutti gli altri: “Se Kennedy fosse ancora vivo, le sue abitudini sessuali indurrebbero Bersani a chiederne le dimissioni?”. Tutt’intorno, titoli inneggianti all’“elisir di bunga vita” (battutona), a B. che “la sa più bunga dei suoi avversari tetri e bigotti” (ri-battutona), all’“orgoglio etero di Silvio” (mica come i culattoni della sinistra), al suo “stile di vita liberale ma poco borghese” (tipo Einaudi, per dire). Sotto, la lingua vellutata di Mario Giordano, la vocina del padrone, informava che “la gnocca fa bene, è ufficiale”, “è bastato un po’ di bunga bunga e via: eccolo lì di nuovo in pista, cazzuto e grintoso come da qualche settimana non si vedeva”, e via con una serie di eleganti metafore sul ritrovato vigore del Cavaliere di Hardcore: “Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare… Più lo attaccano con la gnocca, più lui si galvanizza”, “in Europa ottiene un risultato storico”, a Napoli “annuncia l’accordo coi sindaci”, senza dimenticare “le parole quantomai equilibrate e misurate sulla giustizia”, ergo “se tanto mi dà tanto, un’altra lenzuolata di D’Avanzo e riprende slancio la riforma dell’Università, un paio di articoli di Travaglio e riusciremo ad accelerare l’avvio del nucleare… la riduzione delle imposte e il quoziente familiare”, “gli insulti a base di gnocca, lungi dal prostrarlo, provocano a B. la stessa reazione delle arachidi a Superpippo: lo riattizzano. Più cercano di tirarlo giù, più lo tirano su. Sia detto senza allusioni, ma a lui il bunga bunga fa quell’effetto lì”.

Il Giornale, sempre spiritoso, ne deduce che “adesso Fini deve dimettersi” e intervista un ascaro di complemento, Antonio Polito. Non bastando i problemi che ha in casa (anche ieri nessun lettore si è precipitato in edicola ad acquistare il Riformatorio), Polito el Drito denuncia il vero scandalo: “La strana e grave fuga di notizie” (come se si potesse nascondere per sei mesi una telefonata del premier alla Questura di Milano per far rilasciare una ragazza fermata per furto senza documenti né fissa dimora). La vicenda invece è “una storia di cui non si conoscono i contorni precisi” e comunque gli scandali “rafforzano negli italiani la convinzione che il premier è perseguitato” (dev’essere per questo che precipita nei sondaggi). Parole dure anche nell’editoriale del Pompiere, affidato alle manine esperte dell’estintore capo Massimo Franco, che si spinge a criticare “l’estetica a dir poco discutibile del potere attuale”, poi crolla esausto per l’immane sforzo compiuto. Manca solo un intervento di monsignor Fisichella che inviti a “contestualizzare” il bunga bunga. Ci dev’essere una centrale operativa, un trust di cervelli che, appena il Caim-ano ne combina una delle sue, compulsano la Treccani a caccia di precedenti storici e sfornano vassoi di alibi prêt-à-porter a beneficio di house organ e ospiti dei talk-show. L’Ufficio Toppe lancia la velina e i cani da riporto si precipitano a raccoglierla. Vita grama, la loro. Se ne stanno a colazione con gli amici o in piscina o sul campo da tennis, quando arriva implacabile la convocazione all’Ufficio Toppe: “Ragazzi, l’han beccato mentre apriva l’impermeabile in un giardino d’infanzia con un cetriolo in mano. Prendete nota: pare che Numa Pompilio avesse una particolare inclinazione per le pecore. Al confronto degli antichi romani, siamo fortunati. Massima diffusione. Il Papa raccomanda di non mercificare il corpo femminile: rammentare al compagno Ratzinger che Alessandro VI era solito giacere con la figlia, quindi pensasse ai fattacci suoi. Dunque Fini deve dimettersi”. (Marco Travaglio - IL FATTO QUOTIDIANO -)