martedì 26 aprile 2011

Nucleare, scippata la democrazia





A margine del vertice con il presidente francese Sarkozy, il premier Silvio Berlusconi esce allo scoperto e dichiara pubblicamente l’intenzione di far fallire il referendum per evitare che la volontà popolare freni i piani del governo. Nessun passo indietro, dunque, sulla politica pro-atomo dell'esecutivo. Ma semplicemente, sondaggi alla mano, una scelta di convenienza per evitare che il corpo elettorale si esprima liberamente. “Se fossimo andati oggi a quel referendum - ha ammesso il Cavaliere - il nucleare in Italia non sarebbe stato possibile per molti anni a venire. Il governo quindi responsabilmente ha ritenuto di introdurre questa moratoria per far sì che magari dopo un anno o due si possa ritornare ad avere un’opinione pubblica consapevole della necessità di tornare all’energia nucleare”. I dati in possesso del premier dimostrano quindi che il quorum verrebbe raggiunto nonostante la data "balneare" fissata per le consultazioni. E se si raggiungesse il 51% sul nucleare, probabilmente avrebbe successo anche il quesito sul legittimo impedimento. Farlo fallire è la vera urgenza del Caimano. (www.ilfattoquotidiano.it)

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