martedì 18 gennaio 2011

Fermatelo

La tragedia è quella dell’Italia, un paese una volta rispettato nel mondo e ora descritto come un puttanaio governato da un vecchio affetto da satiriasi compulsiva. La documentazione raccolta dalla Procura di Milano, oltre a fornire gli elementi a sostegno delle accuse di concussione e prostituzione minorile, è la descrizione di un girone dantesco popolato da decine di ragazze a pagamento che “si offrono al drago” (ricordate Veronica Lario?) sapendo di tenerlo in pugno e di poter pretendere somme gigantesche (i 5 milioni di Ruby, estorsione o ricatto fate voi). Ridicolo è il tentativo di difendere l’indifendibile. Lasciamo perdere l’indagato ridotto (ma chi lo consiglia?) a esibirsi in una penosa fiction televisiva condita di balle e di affermazioni incredibili per indecenza. Come quando, a proposito delle generose buste distribuite dall’apposito ragioniere alle prostitute reclutate, egli osa dire che trattasi di aiuti “per la loro casa, per le cure mediche, per l’educazione dei figli”. Con che faccia, quando basta guardare le immagini delle varie Karime e Marystelle addobbate di costosissime griffe. Sì, le cure mediche: Berlusconi vada a raccontarlo alle donne che ogni giorno nelle fabbriche, negli uffici, nei negozi si spaccano la schiena per guadagnare pochi euro, ma onestamente.

Lo spettacolo peggiore è quello della corte di ruffiani e papponi che, per non farsi sottrarre il vitello d’oro a cui devono soldi e poltrone in quantità, strillano contro la magistratura e gridano al golpe. Fanno finta di non vedere come si è ridotto il loro dio e padrone, un uomo probabilmente malato (ancora l’ex moglie Veronica). Condannato alla solitudine perché non c’è un cane tra i suoi presunti amici che abbia avuto il coraggio (e la misericordia) di dirgli la verità. Continueranno invece a mentirgli e a sobillarlo verso la soluzione finale. Una nuova devastante campagna elettorale per regolare i conti con le toghe rosse e gli altri fantasmi partoriti da una mente patologica. E per ottenere cosa poi? Altri festini, altre menzogne, altre vergogne. (Antonio Padellaro - IL FATTO QUOTIDIANO -)

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