sabato 8 maggio 2010



Roma - Lo strappo di Bondi. Il ministro della Cultura, Sandro Bondi, ha declinato l’invito a partecipare al prossimo Festival di Cannes. È quanto si legge in una nota nella quale uno dei coordinatori Pdl esprime "rincrescimento e sconcerto per la partecipazione di una pellicola di propaganda, Draquila, che offende la verità e l’intero popolo italiano".

Granata: "Scelta sbagliata, motivi discutibili" "La decisione del ministro Bondi di disertare il Festival di Cannes lascia molto perplessi sia per le motivazioni addotte, sia per la rilevanza dell’evento culturale dove una grande nazione come l’Italia non può non essere rappresentata ai massimi livelli". A criticare il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi è il finiano Fabio Granata, deputato del Pdl e vicepresidente dell’Antimafia, che sottolinea come essere presenti sia anche una questione di "rispetto del mondo del cinema italiano". "Rappresentare l’Italia è un dovere del ministro, al di là delle polemiche su questa o quell’opera. L’Italia è una potenza culturale di rilevanza mondiale e non può rischiare di perdere autorevolezza e credibilità per motivi vaghi e discutibil", sottolinea ancora Granata.

Protesta Articolo 21 "Il ministro Bondi ci fatto sapere che non si recherà al festival di Cannes per protesta contro la partecipazione di Sabina Guzzanti con il suo film Draquila. Il festival e Sabina Guzzanti se ne faranno una ragione" afferma il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti. "Ci dispiace tuttavia per l’Italia perché questo contribuisce a far scendere l’Italia ulteriormente nelle classifiche della libertà di espressione. Ci auguriamo che il ministro Bondi voglia utilizzare il tempo che risparmierà, non recandosi a Cannes, per fare il ministro dei Beni Culturali, e non l’ennesimo portavoce del premier, come auspicano il mondo del teatro, degli enti lirici e del teatro allarmati dai gravi tagli alla cultura. No al cinema di Sabina Guzzanti, no al teatro, no agli enti lirici, no a Saviano, no anche Fini e ai finiani. Il Pdl - conclude Giulietti - è ormai inesorabilmente passato dal vietato vietare al vietare tutto".

Luchetti: "Non si deve vergognare di un artista libero" "Non so che dire di un ministro che si vergogna di un artista libero. Così Daniele Luchetti, unico regista quest’anno in corsa nella selezione ufficiale del Festival di Cannes (12-23 maggio) con ’La nostra vità, nelle sale italiane dal 21 maggio distribuito da 01, commenta la decisione del ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi di dare forfait sulla Croisette per la presenza di un «film di propaganda" come "Draquila" di Sabina Guzzanti. "È un bellissimo spettacolo andare all’estero con film così. E bisogna essere fieri di portare all’estero questa liberta. Questo - aggiunge Luchetti - è lo spettacolo che deve dare un paese libero". (IL GIORNALE)


Fedele come il miglior amico dell'uomo, ovvero di Silvio, Bondi esegue gli ordini e non andrà a Cannes. Bene per l'Italia, un impresentabile di meno in circolazione all'estero.

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